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Al Direttore | 29 luglio 2022, 17:48

In ricordo di Felice Boffa, sindaco che amava la sua Piozzo con un grande spirito di Alpino

Il ricordo di Romolo Garavagno: "Una miriade di persone ha ottenuto da Felice degli aiuti, del sostegno di ogni genere, sempre arricchiti dalla sua giovialità e cortesia"

Felice Boffa

Felice Boffa

Riceviamo e pubblichiamo:

Quando mi è giunta la notizia del ricovero in Eliambulanza, a Cuneo, del geom. Felice Boffa, ero al mio tavolo di lavoro, sempre sovraffollato di disordine. Tra mille fogli vi era una antica fotografia, che l’amico Felice mi aveva regalato, innumerevoli anni addietro, ricordo della sua “naja” negli Alpini in Alto Adige. Era in posa, facendo il “Presentatarm” con la bocca da fuoco del mortaio, all’incirca 100 chili o giù di lì. Subito mi sono detto: con questa fibra e la sua volontà ferrea, supera anche questo grosso problema.

Invece non è stato così. Ora possiamo e dobbiamo ricordarlo, con gratitudine. Il Sindaco, Antonio Acconciaioco, in un decoroso e stringato saluto, ha compendiato l’opera che Boffa svolse da Primo Cittadino, nella sua Piozzo.

Come già feci da giornalista, mi sento di porre in risalto appena una sua opera: il Monumento ai Caduti, che forse non tutti hanno saputo apprezzare, nella sua importante realtà, sicuro merito per il rispetto della forma artistica d’oggi. Giustamente libera dalla paccottiglia di certa pesante retorica, con cannoni, muli, fucili incrociati.

No: un semplice grandissimo masso delle nostre montagne, ben simboleggiante il sacrificio in tanti tragici momenti. Per di più immerso nel verde, segno di pace e serenità, richiamo della meritata memoria riconoscente per quelli che “sono andati avanti”.

Da Alpino operò perfino nel Coro Sezionale, con voce ordinata, per una infinità di “servizi”, oltre che in tutte le occasioni più di routine. Nell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni seppe profondere la sua generosità. Basti accennare all’impegno per raccogliere fondi da destinare alla costruzione di una Scuola in Afganistan, in collaborazione con il Comando dell’Artiglieria da Montagna, quando esso operò in una zona rurale poverissima. Ma pure molti sono gli interventi per Asili, Case di riposo, Carceri.

E la generosità personale fu sempre consistente. Nel periodo che partecipò al sodalizio non mancò mai ad una delle Messe promosse dalla onlus “col. Giuseppe Cordero di Montezemolo” a Mondovì ed in altri centri delle vallate per ricordo dei Martiri Partigiani. Forzando io un po’ la norma e equiparando quell’Ordine a quello del Sacro Sepolcro, accettava di procedere al “Lavabo” con brocca e bacile, quando officiò un Vescovo o il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

Con grande disponibilità intervenne a Roma alle Cerimonie delle Fosse Ardeatine, accolto pure dallo scomparso cardinale Andrea e dalla sorella la marchesa dott.sa Adriana, figli del colonnello che era a capo del Fronte Militare Clandestino. Così a Sant’Anna di Stazzema, per il ricordo della strage inumana dell’agosto 1944.

Negli anni appena trascorsi è stato vicino alle attività culturale della onlus: concorso e “vijà” di poesie nelle lingue naturali dell’area alpina e pedemontana, come anche al concorso “Nazionale di Chitarra”, sempre pronto, in silenzio e riservatezza, a consegnare ai vincitori più giovani, che gli erano tanto valenti e simpatici un personale dono, ad integrazione della coppa.

Lo hanno segnalato tanti e riconfermo: una miriade di persone ha ottenuto da Felice degli aiuti, del sostegno di ogni genere, sempre arricchiti dalla sua giovialità e cortesia.

Romolo Garavagno

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