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Cronaca | 03 agosto 2022, 15:03

"Un fatto gravissimo. Con tutti i morti che abbiamo avuto, un professionista non può giocare su questo tema"

Farmacista agli arresti, parole di condanna dalla presidente dell'Ordine cuneese Enrica Bianchi: "Allibita, condotta inammissibile da un nostro iscritto". Massimo Mana, presidente di Federfarma provinciale e regionale: "Comportamento che grida vendetta"

Immagine di repertorio

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Ci sono le prime, durissime prese di posizione sulla notizia dell'arresto di un farmacista della provincia di Cuneo, accusato di aver eseguito falsi tamponi e aver emesso finti certificati vaccinali per il rilascio del green pass a vantaggio di una ventina di soggetti, tutti identificati e denunciati.

Hanno operato i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Alessandria, i Nas. C'è il massimo riserbo su chi sia la persona e su dove si trovi la farmacia interessata, che si può comunque collocare nell'area delle Langhe e del Roero, essendo competente il Tribunale di Asti. 

La presidente dell'Ordine dei farmacisti della provincia di Cuneo, la dottoressa Enrica Bianchi, esprime il suo sconcerto. "Sono allibita. E' inammissibile un comportamento del genere da parte di un nostro iscritto. Non so chi sia, ho appreso la notizia dai giornali. Non ho nemmeno la certezza che sia iscritto al nostro ordine, attendiamo di avere maggiori dettagli da parte degli inquirenti. I farmacisti, ospedalieri e territoriali, hanno dato il massimo a tutti i livelli e in tutte le fasi della pandemia per poter tornare tutti alla normalità. Da parte dell'Ordine la condanna non può che essere totale".

Anche il presidente provinciale e regionale di Federfarma, il cuneese Massimo Mana, evidenzia il suo profondo disappunto sulla vicenda: "Le accuse andranno accertate. Ma qualora lo fossero, ben venga l'arresto del farmacista, perché un comportamento di questo tipo grida vendetta. Con tutto quello che abbiamo vissuto, con tutti i morti e i malati che abbiamo avuto, anche tra amici e conoscenti, un professionista non può giocare o, peggio, lucrare, su questa materia. Che lo abbia fatto per soldi o perché non crede nei vaccini, poco cambia".

Mana evidenzia anche le tante posizioni no vax che sono circolate e continuano a circolare, alle quali un professionista, un laureato, non dovrebbe in alcun modo dare seguito. "La nostra categoria ha lavorato tantissimo; siamo stati un presidio sanitario fin dall'inizio della pandemia, dando un contributo fondamentale nella gestione dei tamponi e dei vaccini. I farmacisti hanno lavorato tutti in una stessa direzione: apprendere di un comportamento del genere da parte di un collega è un fatto gravissimo, sul quale va fatta piena luce".

Barbara Simonelli

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