Saluzzese - 04 agosto 2022, 16:45

Il corteo dei ‘trenta’ a Saluzzo. Dal “lavoro e casa per tutti” alla solidarietà per i braccianti morti sul lavoro [FOTO E VIDEO]

La manifestazione organizzata dal movimento “Enough is Enough” con la partecipazione di “Rider in lotta” ha sfilato per le via della città per raggiungere il comune. Nessun incontro con il sindaco che in mattinata aveva espresso in una nota una presa di posizione nei confronti della "ennesima protesta di un gruppo antagonista torinese”

Foto di Daniele Caponnetto

Foto di Daniele Caponnetto

Slogan forti hanno attraversato Saluzzo, questa mattina giovedì 4 agosto, durante la manifestazione pacifica a cui hanno aderito alcune decine di africani stagionali. Durante il presidio è stato ricordato Moussa Dembelé, morto nei campi di Revello, tre settimane fa e su cui sono al momento in corso le indagini della Procura.

Alcuni manifestanti hanno tenuto in mano una sua fotografia su cartonato, dove si poteva vedere la vittima, 30enne, con la maglia della Juventus o del Paris Saint Germain. Sull’immagine erano impresse alcune emoticon con le lacrime e la scritta “R.i.p.”.

Hanno chiesto giustizia per lui e per tutti i braccianti morti nei campi in queste ultime settimane, portando alcuni esempi recenti accaduti a Caserta e Ragusa. Una delle organizzatrici della manifestazione ha preso la parola ricordando l’uccisione di Alika Ogorchukwu a Civitanova Marche: “Non possiamo far finta che qui non possa accadere”.

“Basta uccidere” è il grido più tagliente che si è alzato dal corteo a cui hanno fatto seguito altri slogan come “Lavoro per tutti”, “Case per tutti”, “Documenti per tutti”, “Libertà”, “Siamo persone, non siamo animali”, “Basta sfruttamento”.

La manifestazione è cominciata poco dopo le ore 10 e da parco Gullino si è fermata sotto la sede di Confagricoltura in via Torino. Qui hanno preso la parola diversi stagionali e alcuni organizzatori esterni provenienti da Torino.

Dopo meno di un’ora il piccolo corteo ha proseguito in direzione municipio con la richiesta  di incontrare  il sindaco Mauro Calderoni. Incontro che non c’è stato. Il primo cittadino in mattinata aveva comunicato con una nota una netta presa di posizione rispetto alla protesta organizzata dal gruppo torinese “Enough is Enough” con la partecipazione di “Rider in lotta - Torino”.

Qui si sono tenuti ancora diversi interventi davanti al municipio saluzzese e successivamente il corteo è poi ridisceso nuovamente in direzione parco Gullino dove si è sciolto poco dopo le ore 12. Intorno alle ore 13 una delegazione è stata accolta in Prefettura a Cuneo alla presenza di Questura e rappresentanti di Coldiretti e Confagricoltura Cuneo.

Tutta la manifestazione è stata seguita e controllata dai Carabinieri della Compagnia di Saluzzo, Polizia di Stato e Polizia Locale. Nessun disordine registrato.

SERVIZIO VIDEO DI DANIELE CAPONNETTO
 
“Non vogliamo fare casino o minacciare
- dice uno dei braccianti in presidio - Chiediamo rispetto come persone e lavoratori. Senza di noi, niente frutta”.
 
Al sindaco di Saluzzo come a quelli di altri comuni del distretto, responsabili, secondo i manifestanti, delle condizioni di lavoro nelle campagne del territorio, la richiesta di  aiuto per affrontare i loro problemi abitativi. 

Le case dell’accoglienza diffusa (previste dal protocollo di intesa con la Prefettura) sono state ritenute dai presenti “Insufficienti. Non possiamo più accettare le condizioni di vita che stiamo vivendo a Saluzzo da tanti anni."

“Vogliamo anche la possibilità di chiedere la residenza nei Comuni dove viviamo - è la richiesta avanzata da una delle voci che si è levata durante lo sciopero -  Il lavoro stagionale obbliga le persone a spostarsi, a lavorare metà anno in Piemonte e l'altra metà a Foggia, a Rosarno, o altrove.  La residenza è un requisito essenziale per rinnovare il permesso di soggiorno, accedere al sistema sanitario e molto altro."
 
Organizzatori e manifestanti hanno poi condannato pubblicamente la condizione di lavoro nelle campagne cuneesi: “che  continuano ad essere difficilissime – affermano - le accoglienze destinate ai lavoratori non sono ancora aperte e i posti sono limitati.”
 
Per la cronaca, dopo l’apertura delle strutture dell’accoglienza diffusa negli 11 comuni aderenti, anche Saluzzo ha aperto l’ex casa del custode del cimitero, come lo scorso anno.

Al parco Gullino, in questo momento, secondo le autorità, sono circa una trentina gli africani accampati. Situazione ben lontana dalle ‘baraccopoli’ con mille persone nel viale del Foro Boario di anni fa.

Ma, per i manifestanti, continua a permanere un problema abitativo: “Parlare del problema della casa - si legge nel volantino distribuito dagli organizzatori - è essenziale per capire il lavoro in campagna   Sui giornali locali leggiamo pianti sconsolati di Coldiretti e Confagricoltura, perché la manodopera non si trova. La frutta marcisce nei campi e non c'è chi la raccolga. Le associazioni datoriali danno la colpa ai ritardi della burocrazia nei flussi e ne chiedono di più, più semplificazioni, più quote di ingressi da paesi extraeuropei.”
 
Alla Questura di Cuneo è stata espressa la richiesta dello sblocco dei permessi di soggiorno mentre alla  Prefettura e al Ministero dell'Interno i documenti per tutti i lavoratori e le lavoratrici immigrate.

Vilma Brignone

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