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Saluzzese | 04 agosto 2022, 19:42

La protesta dei braccianti saluzzesi in Prefettura a Cuneo: "Le sigle datoriali agiscano sugli iscritti per risolvere la crisi abitativa"

Gli organizzatori, stamattina in corteo a Saluzzo: "Sui permessi di soggiorno le sigle si trincerano dietro la legge. Tengano aperto un canale comunicativo con i rappresentanti dei braccianti"

La delegazione di manifestanti entra in Prefettura

La delegazione di manifestanti entra in Prefettura

"Permesso di soggiorno e sistemazione non sono favori ma diritti": è questo il cuore della protesta messa in campo nella mattinata di oggi (giovedì 4 agosto) a Saluzzo dai braccianti della frutta. Una manifestazione che ha visto al centro al centro, la richiesta del riconoscimento di nuove misure legate allo sblocco dei permessi di soggiorno e alle condizioni di sistemazione dei braccianti, ma anche il ricordo di Moussa Dembelé morto tre settimane fa nei campi di Revello.

I manifestanti - organizzati dal gruppo torinese 'Enough is enough - braccianti agricoli in lotta' - hanno richiesto al sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni un incontro, muovendosi sin sotto il Comune, purtroppo disatteso.

L'incontro si è tenuto, invece, in Prefettura nel pomeriggio alla presenza del Prefetto, del Questore e delle sigle datoriali (Confagricoltura e Coldiretti, destinatari di diverse critiche da parte dei manifestanti).

"L'incontro è stato un po' difficile sul piano comunicativo ma ci è parso che tutti, soprattutto le sigle datoriali, abbiano ascoltato e compreso le nostre ragioni - hanno detto gli organizzatori, a latere dell'incontro - . Dal punto di vista delle richieste sulle sistemazioni Confagricoltura e Coldiretti si sono impegnate a fare pressioni sugli iscritti nell'ottica di sensibilizzarli e risolvere soprattutto le situazioni di chi, pur con contratto, viene spinto a non andare nelle sistemazioni adibite".

"Sulla tematica dei permessi di soggiorno, purtroppo, le sigle si trincerano dietro la legge e dietro la necessità di cambiamenti e riforme che devono arrivare 'dall'alto'. Ma si sono comunque impegnate a mantenere attivo un canale comunicativo, per permettere una risposta più pronta ai problemi legati al lavoro e alla situazione abitativa dei braccianti" concludono.

Simone Giraudi

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