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Eventi | 05 agosto 2022, 09:00

Crissolo, per il Roumiage Rescountre Piemount/Prouvenço incontro con Renato Maurino, Don Lugi Destre e Costanzo Rei

L'edizione 2022 celebra i “Gigant”: un programma che si rifà alle figure che in ambito europeo sono stati fautori ed ispiratori di ideali, dispensatori di idee e principi

L'appuntamento con i Gigant è per stasera a Crissolo

L'appuntamento con i Gigant è per stasera a Crissolo

L’edizione 2002 del Roumiage – Rescountre Piemount / Prouvenço, celebra i “Gigant – Giganti”: un programma che si rifà alle figure che in ambito europeo sono stati fautori ed ispiratori di ideali, dispensatori di idee e principi. Tutto ciò sia a livello internazionale che locale. Infatti il territorio su cui, dagli anni 1960, si svolge l’evento comprende le Alpi occidentali, area periferica ed allo stesso tempo nel cuore del continente tra Francia e Italia.

Eccezionalmente il programma del “Roumiage” , che per l’edizione 2022 ha come padrino Enrico Ruggeri e si avvale della collaborazione della Fondazione Fabrizio De André - non si limiterà ai tradizionali dieci giorni di programmazione di fine agosto, ma bensì inizierà già a fine luglio, con incontri diffusi nel territorio delle Alpi sud-occidentali, che continueranno sino a novembre prossimo.

Un calendario di “Veià” dedicate a riprendere i “Gigant” nostrani, figure che in queste valli alpine del Piemonte sono emerse quali personaggi animati da ampi interessi, energia e vocazione sociale, intellettuale e religiose. Figure che hanno segnato comunità e destino di territorio montano.

Dopo Bellino, dove il 29 luglio è stato dedicato alla ripresa della figura di Don Bartolomeo Rufa,. il calendario degli incontri, delle “veià” con i “Gigant” delle valli, il programma  delle manifestazioni continua oggi, 5 agosto, a Crissolo, presso la Sala delle guide, ore 21.00

Al centro tre figure dell’alata valle Po che hanno marcato la stria e il pensiero dal dopo guerra ad oggi.

Si tratta di Renato Maurino, Don Lugi Destre, Costanzo Rei. Tre nature diverse, tre uomini di pensiero, tre figure che hanno amato e desiderato un riscatto dei luoghi e della gente che vive sotto il Monviso.

RENATO MAURINO - RIGADIN

Renato Maurino è uomo di Crissolo. La sua famiglia ha radici profonde in valle Po. Le sue giornate imbevute di orizzonti e di Monviso, li hanno dato modo di guardare oltre timide altezze. Così la sua indole si è svelata e consolidata sin da giovane studente, per qualificarsi professionalmente nel campo dell’architettura. Architettura intesa più elemento primordiale e armonizzante , espressione maxima di una civiltà. Quella alpina, intendeva lui, quella della sua terra e delle terre che lo circondano. Così volumi, fughe prospettiche, equilibri di forme, chiaro scuri sono divenuti espressione parlante di interessi ampi, come la storia locale, i materiali, la svita dei montanari, la letteratura, la lingua. Per questo motivo l’arrivo in alta valle Po di Gustavo Buratti, professore di francese e discepolo del Nobel Frederic Mistral, lo portano ad essere fautore della “Escolo dòu Po – La scuola del Po” (allora partecipava alle iniziative della Pro Loco) e sostenitore delle parlate locale ed alla loro difesa, come di ceppo “provenzaleggiante” (così la prima ricerca linguistica in valle da parte del prof. Grassi dell’Università di Torino). Ma la “sociale non si ferma e l’attivismo lo investe: nel 1976 è fondatore con Sergio Arneodo di Coumboscuro, Movimento di Autonomia e Civiltà Provenzale Alpina ed insieme ad un nutrito numero di personalità delle minoranze linguistiche italiane, affronta l’avventura come candidato per le prime elezioni europee del 1979. Migliaia di riconoscimenti, che lui vede come stimolo a battere la strada della “rinascita” delle valli, soprattutto sotto il profilo professionale di architetto. Ile sue intuizioni faranno scuola ed assieme ai colleghi Unia e Doglio forma un trio che mette al centro l’architettura alpina ed una prospettiva di domani per la sua terra: conservarne il patrimonio e produrre nuove espressioni.

Quanto lavoro e quante “battaglie” dal 1934 (hanno dell’apertura del primo studio a Crissolo! Già Crissolo, alla cima della valle Po e non in un centro urbano, dove la speranza di trovare lavoro e iniziare una carriera era sicuramente più facile. Ma così era la natura e la fermezza del “Gigant” Renato Maurino appartenente all’antica famiglia crissolina dei “Rigadin”!

DON LUIGI DESTRE

“Avete rischiato di incontrare un monaco di clausura e non un prete”! Così don Destre per molti “Luigi”, si è presentato a Paesana in una serata gremitissima in suo onore. Si presentava il libro a lui dedicato ”Un uomo al posto giusto” a cura di Enrico Miolano. Lui, per nulla intimidito dalla massa di gente, aveva applicato al sua intelligenza e umiltà sagace, cavandosela con due battute. Votato al socilae, è stato testimone e custode delle popolazioni dell’alta valle Po. Gigante di spiritualità e umanità, la sua missione non era ristretta tra regole ecclesiastiche e funzioni di calendario. La montagna era l’altra vocazione e lo chiamava ogni mattina che si affacciava con davanti il Monviso. Piemontese o patois, lui utilizzava ogni mezzo per porsi accanto alla gente. Sicuramente un “Don Ruffa” (il prete “matto” dell’alta Valle Varaita) o ancor più un don Milani delle Alpi, capace di unire sensibilità intellettuale e formazione culturale preparata, con la manualità e la condivisione delle sofferenze umane. A Oncino, con due persone alla Santa Messa, o a Paesana con la chiesa gremita delle occasioni importanti, Don Destre aveva il metro della misura e della semplicità e di portare il messaggio evangelico applicato alla realtà: “Non importano i numeri, importano gli uomini”! Messaggio vissuto applicato ad ogni momento della giornata, come quelle passate sulla cima del Monviso che gli attribuirono l’epitaffio di “papa del Monviso”. Certo che lui il Monviso lo affrontava senza tema, perché lui medesimo era un “Gigant”, “prendo esempio da San Chiaffredo, così amato in valle Po”, anche lui combattente i quanto facente parte della “Legione Tebea” che per il rifiuto a ripudianti sacrifici si rifugiò in alta valle Po. Don Luigi Destre, è ora al suo fianco, alle falde del Monviso.

COSTANZO REI – COUSTAN REI

Il suo “Bourg”, la sua frazione Borgo di Crissolo è adagiata in pieno sole, sopra i declivi a lungo innevati che corrono a valle , lungo il torrente Po. Lui, “Coustan”, la valle Po l’ha sempre guardata dall’alto. Vista privilegiata e luogo in cui il silenzio domina gli orizzonti e le attività umane. Costanzo Rei, ne ha assaporati di albe e tramonti, di inverni gelidi e di estati solitarie. In quel suo mondo così appartato e famigliare è nata la sua ricerca lirica. Ma non si vive di sola contemplazione, Costanzo lo sveva inteso alle scuole superiori, quando aveva affrontato gli autori letterari di levatura universali. Un universale fatto proprio e non studiato pedestremente a memoria. Così la nuvoletta di Saba era diventata candore dei suoi cieli, forma duttile della sua ammirazione e consolazione. Un fascino quello poetico, che esplorò con parsimonia, avvalendosi di una fecondo confronto con Sergio Arneodo, non come professore di letteratura e poeta, ma come figura prossima alle sue sensibilità, di uguali radici montanare e sofferenze e di fatica.

Da qui al scelta di scrivere nella lingua provenzale alpina, quella del “Bourg” e quella più aulica del premio Nobel Frederic Mistral. Una scelta facile per lui, poiché proprio a valle della sua borgata nel 1961, in occasione della fondazione della “Escolo dòu Po”, associazione volta alla rinascita letteraria dei patois delle valli, vennero mischiate le acque del Po, con quelle della Durance, fiumi che nascono dalla stessa montagna (il Monviso) e che hanno dato vita e prospettive a tante storie di emigranti di qua e di là della frontiera.

 

Oggi a “Coustan”, si deve rendere omaggio per il patrimonio creativo di prosa e liriche, assai raro nelle Alpi occidentali. “Siou de Crissol, ma la pouesio m’a pourta luegn”, sono di Crissolo ma sono andato lontano sull’ala della poesia. Un “Gigant” discreto, che avrà meritato riconoscimento con la prossima raccolta della sua creazione letteraria.

 

cs

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