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Eventi | 07 agosto 2022, 16:24

Una mostra a Prazzo Inferiore per celebrare il pittore valmairino Matteo Olivero

Nacque in borgata Pratorotondo di Acceglio il 15 giugno 1879. Rimasto orfano di padre in giovane età, deve la sua carriera artistica esclusivamente alla madre che, sebbene analfabeta, lo appoggiò in ogni modo

Una mostra a Prazzo Inferiore per celebrare il pittore valmairino Matteo Olivero

A novant’anni dalla morte la valle Maira ricorda con una mostra il pittore divisionista nativo di Acceglio Matteo Olivero.

Venerdì 12 agosto infatti, nella chiesa parrocchiale di Prazzo Inferiore, a partire dalle ore 16 sarà possibile ammirare una decina di dipinti di Olivero. È la prima volta in valle Maira che vengono raccolte in un’occasione unica così tante opere dell’artista accegliese. Altri tre dipinti si trovano nel museo di Arte Sacra e un affresco sull’abitazione Baralis, sempre ad Acceglio.

Il commento dei quadri è inserito nella presentazione ufficiale della rivista di storia locale Cozie, organizzata dall’associazione Chaliar odv e dall’Associazione Culturale il Maira, rivista che quest’anno dedica la copertina proprio ad uno splendido autoritratto di Matteo Olivero. L’appuntamento è pertanto nella chiesa parrocchiale, gentilmente messa a disposizione da don Graziano, alle 20,45.

A presentare i dipinti di Olivero sarà il professor Enrico Perotto, esperto d’arte, che guiderà i presenti alla scoperta di opere tutte provenienti da collezioni private e perciò raramente visibili al pubblico.

Matteo Olivero nacque in borgata Pratorotondo di Acceglio il 15 giugno 1879. Rimasto orfano di padre in giovane età, deve la sua carriera artistica esclusivamente alla madre che, sebbene analfabeta, lo appoggiò in ogni modo.

Avendo aderito con successo alla corrente pittorica divisionista, Matteo Olivero rientra a pieno titolo nel novero degli artisti più famosi, gente del calibro di Pellizza da Volpedo e Giovanni Segantini, soltanto per citarne alcuni.

Espose in tutta Europa, aggiudicandosi numerosi premi. La sua passione per l’alta montagna, soprattutto le valli Maira, Grana, Varaita e Po, lo portarono ad essere anche soprannominato il “pittore delle nevi”.

La morte della madre ne segnò tragicamente il destino, cosicché il 28 aprile 1932 a Verzuolo pose fine alla sua vita terrena.

comunicato stampa

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