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Politica | 07 agosto 2022, 16:44

VERSO LE ELEZIONI Calenda (Azione) ci ripensa e rompe l’intesa sottoscritta col Pd il 2 agosto

Enrico Costa: “Scelta inevitabile. Con l’ingresso di esponenti della Sinistra e dei 5 Stelle non era più un’alleanza ma un fritto misto che noi liberali non potevamo accettare”

VERSO LE ELEZIONI Calenda (Azione) ci ripensa e rompe l’intesa sottoscritta col Pd il 2 agosto

"Non intendo andare avanti con l'alleanza con il Pd”.

L’intesa sottoscritta il 2 agosto tra il segretario di Azione, Carlo Calenda, e quello del Partito Democratico, Enrico Letta, è saltata a pochi giorni dai termini per la presentazione dei simboli e delle coalizioni.

L’estensione della coalizione a Sinistra Italiana e ai transfughi 5 Stelle, guidatati da Luigi Di Maio, sono alla base del ripensamento del leader di Azione.

Calenda lo ho comunicato in tarda mattinata a Letta e lo ha annunciato pubblicamente in tv, dov’era ospite alla trasmissione “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata.

“Letta – ha detto tra l’altro Calenda – sapeva fin da ieri che cosa sarebbe accaduto perché  lo avevo avvertito".

Tutto da rifare, dunque, su questo fronte quando mancano pochi giorni alla scadenza dei termini (da venerdì 12 a domenica 14 agosto) per la presentazione dei simboli.

Le liste dovranno essere presentate domenica 21 e lunedì 22 agosto.

Enrico Costa, vicesegretario nazionale di Azione e braccio destro di Calenda condivide la scelta del suo leader.

“È stata una decisione inevitabile. Avevamo proposto una serie di questioni importanti per il Paese, nell’ottica dell’ “Agenda Draghi”. Il Pd – commenta a caldo - ci ha propinato di tutto di più, una sorta di fritto misto con esponenti della sinistra radicale, ex 5 Stelle, che su questi temi in Parlamento hanno votato più volte contro. Non era questo – conclude il deputato monregalese - ciò che volevamo noi liberali”.

Quali saranno le ricadute nel Cuneese di questo ennesimo colpo di scena?

Per intanto che Enrico Costa – fino a ieri in predicato quale candidato del centrosinistra nel collegio uninominale Cuneo-Mondovì-Saluzzo – torni ad esserlo ma soltanto per Azione, oltre ovviamente a guidare la lista in alcuni collegi plurinominali.

Curioso annotare - alla luce delle ultime evoluzioni – come si sta delineando una concentrazione di candidati monregalesi specie se venisse confermata la candidatura di Luca Pione, segretario Pd del circolo cittadino, per il centrosinistra.

Ma conseguenze ci saranno, con ogni probabilità, anche per l’elezione del presidente della Provincia, in agenda (forse) per domenica 18 settembre.

A questo punto appare infatti problematico per Luca Robaldo, neo sindaco di Mondovì, - fino a pochi giorni fa indicato tra i favoriti alla successione di Federico Borgna – ottenere l’appoggio del Pd e ancor meno del  centrodestra, dove a bordo campo sta scaldando i muscoli il sindaco forzista di Alba, Carlo Bo.

Un nodo che dovrà sciogliere il presidente della Regione Alberto Cirio, trattandosi di due uomini entrambi a lui contigui.          

Per Azione, forza politica non presente alle ultime elezioni politiche nazionali, si tratta ora di affrontare una corsa contro il tempo per raccogliere le firme necessarie per partecipare alla competizione elettorale.

GpT

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