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Economia | 08 agosto 2022, 15:32

Nuovo ospedale di Cuneo, la minoranza: "Manassero credulona. Fondi INAIL mai esistiti"

Sturlese, Bongiovanni, Boselli, Lauria e Civallero commentano le ultime novità sul progetto di realizzazione del nosocomio unico cuneese

L'ospedale S. Croce di Cuneo

L'ospedale S. Croce di Cuneo

Con molta probabilità – come indicato nella giornata di sabato 6 agosto anche dal nostro giornale – l’ospedale di Cuneo verrà realizzato grazie alla modalità del partenariato pubblico-privato (introitando dall’ASO un canone annuale comprendente non solo progettazione e realizzazione ma anche la gestione dei servizi non sanitari). E non con i fondi stanziati dall’Inail.

La sindaca Patrizia Manassero ha commentato nelle ultime ore la notizia sottolineando come l’idea di affidare la realizzazione dell’ospedale alla Inc – holding torinese del gruppo Fininc, che fa capo al narzolese Matterino Dogliani – fosse già emersa ‘tra le righe’ al convegno organizzato da CISL all’inizio dello scorso luglio presso il palazzo della Provincia. Il progetto avrebbe già ricevuto il via libera da Regione e Ires Piemonte, ma mancherebbe ancora il vaglio dell’ASO e del Ministero della Salute; in mancanza di questo, si aprirebbe una gara incentrata sul progetto privato, a quel punto dichiarato di pubblico interesse.

Della questione la prima cittadina di Cuneo e l’assessore regionale Luigi Genesio Icardi hanno discusso nella giornata di venerdì, in un incontro già fissato in campagna elettorale. Ha detto Manassero: “Icardi mi ha spiegato della valutazione positiva data dalla Regione al progetto del privato. Al momento ci sono tanti dati non noti e pertanto non è possibile esprimere un parere, se non ribadire che sarà necessaria la più ampia condivisione”.

Bisogna capire se il progetto è sostenibile e coerente con le aspettative della sanità cuneese. E, attraverso i numeri, le differenze tra un percorso finanziato da fondi INAIL e uno gestito con la modalità del partenariato pubblico-privato: siamo convinti che la salute dei cuneesi non passi solo attraverso la costruzione del nuovo ospedale, ma dalla medicina del territorio, la domiciliarità e la prevenzione”.

Sturlese, Bongiovanni e Boselli tuonano: “I fondi INAIL solo grande bufala”

L’argomento del nuovo ospedale unico della città ha tenuto banco in maniera forte sin dall’inizio dei lavori della commissione temporanea speciale dedicata, fondata durante l’ultimo mandato dell’ex sindaco Federico Borgna. Ed è stata campo di discussione anche durante la campagna elettorale conclusasi il mese scorso; non c’è da stupirsi che la gran parte delle forze di minoranza abbiamo voluto dire la propria.

E la mancanza - amara - di sorpresa è il leit motiv delle esternazioni dei capigruppo.

Adesso emerge ufficialmente che i finanziamenti INAIL erano solo una grande bufala: la nuova soluzione troverà enormi difficoltà, come già sperimentato in altri ospedali della Regione – ha sottolineato Ugo Sturlese - . I costi per la realizzazione del nuovo ospedale superano almeno del 50% quelli previsti, cui vanno aggiunti quasi altrettanti finanziamenti per garantire l'accessibilità stradale; non è dato di conoscere quali servizi saranno dati in gestione diretta ai privati. Insomma un altro grande diversivo studiato dall'assessorato regionale per non fare nulla”.

Il decano del consiglio comunale, poi, ha continuato: “Occorre utilizzare subito i 32,5 milioni per interventi antisismici e antincendio per mettere in sicurezza l'attuale sede del S. Croce, e stanziare risorse molto meno onerose per aumentare la ricettività della sede centrale attraverso una progettazione nuova, rapida e improntata alla sobrietà. Soprattutto per mantenere una gestione totalmente pubblica. Da cinque anni si perde tempo in dibattiti inconcludenti: ora il tempo delle favole è finito”.

Dello stesso parere Claudio Bongiovanni: “Tutto quello che è stato fatto in questi anni portava e porta alla soluzione di appoggiarsi al privato, la scelta non ci stupisce più di tanto e rivela le intenzioni dell’assessorato regionale in merito al nostro ospedale. Abbiamo sempre sostenuto e denunciato che i soldi dell’Inail non ci sono e non ci sono mai stati”.

In pieno agosto l’assessore regionale Icardi è venuto a Cuneo a raccontare alla nostra credula sindaca che, per finanziare il nuovo ospedale anziché usare fondi INAL adesso si pensa di sfruttare l’intervento di un privato, che poi recupererà il denaro gestendo i servizi non sanitari – aggiunge Giancarlo Boselli, in un post su Facebook - . La sindaca dichiara che, bontà sua, terra informato il consiglio comunale. Forse non ha capito che dovrà rendere conto del confuso operato dalla prima riunione dell’assemblea di settembre”.

Per Lauria ‘nessuna sorpresa’. Civallero apre ai privati, ma “con garanzie”
Beppe Lauria – che, proprio come Sturlese, ha deciso di abbandonare i lavori della commissione temporanea sull’ospedale prima della sua fine naturale – si unisce al coro dei ‘non sorpresi’: “Cose del genere sono già accadute, prima, in città. Qui cambia soltanto l’ordine degli addendi, non il risultato. Abbiamo subito scelte fatte da altri, e lo dico senza entrare nel merito, come non ho mai fatto, riflettendo soltanto su quel che accade. Ci troviamo davanti alla riproposizione della manfrina dell’Asti-Cuneo”.

Più aperto – ma era stato così anche in campagna elettorale, rispetto all’argomento specifico – Franco Civallero, che non rigetta del tutto l’idea di passare al partenariato pubblico-privato. “Si tratta, sostanzialmente, di una novità ma se ritenuta valevole dall’ente, e con le giuste e necessarie garanzie, sinceramente non ho nulla da eccepire – ha detto - . Il partenariato permette di operare con tempi più rapidi e se i fondi INAIL sono davvero a rischio o in ritardo è necessario trovare una soluzione più sicura, veloce e a favore dei cittadini”.

Ma il capogruppo di “SiAmo Cuneo” non perde l’occasione di punzecchiare la sindaca: “Anche su questo argomento, comunque, mi pare che la Manassero abbia le idee molto confuse. Chiederemo spiegazioni più approfondite”.

Simone Giraudi

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