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Attualità | 10 agosto 2022, 17:39

Tunnel di Tenda, il tema del giorno è: "CIG sì o CIG no?" E Pantalone continua ad aspettare

Le parole del sindaco di Tenda ai microfoni di Targatocn hanno causato irritazione ai piani alti di Anas, mentre i sindaci della Val Vermenagna si rivolgono al commissario straordinario Prisco: "Il suo pari grado francese è sul campo tutti i giorni, lei si fa cercare"

Il cantiere del Tenda come appare oggi

Il cantiere del Tenda come appare oggi

Quando, la scorsa settimana, insieme con la collega Barbara Simonelli, siamo andati in Valle Roya, lo scopo era quello di testimoniare dal campo che cosa realmente è stato fatto oltralpe nei 22 mesi che hanno seguito il drammatico evento alluvionale dell’ottobre 2020. Semplicemente toccare con mano.

Oltre all’attestazione visiva, ci è sembrato doveroso ascoltare anche il parere di quello che, nei giorni della tragedia ma non solo, è diventato l’uomo simbolo della Tempesta Alex: il battagliero sindaco di Tenda, Jean Pierre Vassallo.

Il primo cittadino tendasco, con il suo solito piglio appassionato, ha subito iniziato a snocciolare quanto fatto dallo Stato francese in questo lasso di tempo. Tanta roba, con tanti soldi. Va detto.

Inevitabilmente, il discorso è poi scivolato sul tunnel del Colle di Tenda.

E qui Vassallo ha spiazzato tutti, noi compresi: “Ma quale CIG? – ha dichiarato ai nostri microfoni riferendosi allo stallo dei lavori di costruzione del ponte sul Rio Cà, spazzato via insieme con la montagna due anni fa - Il progetto è approvato, non ci sono scostamenti di bilancio, quindi la CIG non serve. E anche dovessimo convocarla, da Marsiglia mi hanno assicurato che in 48 ore si può fare”.

Parole forti, tanto che abbiamo chiesto conferma: Significa che è tutta una scusa dell'Italia?”. In pratica il sindaco ha detto di sì: Avete un commissario speciale e dal momento che non c’è sforamento della progettazione, approvata anche dalla Francia, lui ha il potere di dire all’Anas di partire con i lavori”.

La cosa non è per nulla piaciuta all’Italia che, dopo aver convocato in fretta e furia sindaci e amministratori della Valle Vermenagna, ha prontamente ribattuto per bocca dello stesso commissario straordinario al cantiere, Nicola Prisco: “La CIG deve approvare il progetto delle varianti dell’esecutivo: è un passaggio fondamentale, che permette di contrattualizzare con l’impresa le lavorazioni variate e aggiuntive del cantiere”.

Tutti d’accordo, sindaci della Val Vermenagna compresa, anche se la sindaca di Roccavione, Germana Avena, la “Vassallo italiana”, ha preso la palla al balzo per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: "A noi serve un interlocutore che ci cerchi, non che si faccia cercare – ha detto rivolgendosi a Prisco che, probabilmente, non è sempre così presente ed alla riunione ha partecipato solo in videoconferenza – Lei è a Milano, mentre dall’altra parte della Francia il suo omologo è sul campo tutti i giorni”.

La questione è dunque diventata: CIG si o CIG no?

Probabilmente Jean Pierre Vassallo è stato un po’ troppo precipitoso ad affermare che la convocazione non è necessaria, ma di certo c’è che la burocrazia sta mettendo i bastoni fra le ruote ad un cantiere che definire infinito e logorroico è puro eufemismo.

Mancavano le lotte di bandiera: “Gli ingegneri vengano in Val Roya a vedere come si lavora”, accusa il sindaco transalpino. “Sono loro che rallentano – replicano dall’Italia -. Si sono persi mesi per la loro proposta di uscita dal tunnel con una rotonda. Vassallo non può dire il contrario, né dire che una CIG si convoca in 48 ore".

In mezzo c’è Pantalone. Lì, ad attendere.

A noi è bastato percorrere la RD 204 nella sua interezza per capire che Vassallo non sta affatto esagerando: cantieri ne esistono ancora ed opere da completare anche, ma quei 40 e passa chilometri di strada che il 3 ottobre 2020 sembravano reduci da un bombardamento, sono ormai in pratica rimessi a nuovo. Argini di protezione fluviale completati, tre ponti ricostruiti ed attività commerciali che hanno ricominciato a pulsare sono lo specchio di una valle con voglia di rinascere. Consapevole che i fasti di un tempo sono ancora lontani.

Le forze messe in campo dallo Stato francese per le tre valli disastrate, Roya, Vesubie e Tinée, sono state sontuose: qualcosa come un miliardo di euro, in buona sostanza 250.000 al giorno. Impressionante.

Purtroppo da noi non è stato così. Lo dimostra Limone Piemonte, il centro più colpito dalla tempesta: dopo la rassicurazione di un finanziamento di circa 21 milioni di euro, ne ha visti poco più di 5.

Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basta fare un giro per il maggiore centro turistico della Val Vermenagna per rendersene conto: il parcheggio sotterraneo di piazza San Sebastiano tuttora inagibile, del ponte sul Vermenagna che collegava la SR20 con il centro del paese neppure un accenno e, soprattutto, il gioiello del paese, la passeggiata Romana, ridotta ad un cumulo di detriti.

Il sindaco, Massimo Riberi, continua a ripetere: “I cittadini ci chiedono informazioni e noi non abbiamo risposte”.

Quelle risposte che non hanno saputo portare senatrici e senatori, ministre e ministri, parlamentari della Granda che negli anni si sono succeduti sugli scranni romani.

Mentre il cantiere del tunnel è ancora lì, ad aspettare una CIG.

Cesare Mandrile

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