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Eventi | 12 agosto 2022, 18:45

Un laboratorio di scrittura autobiografica in ospedale, nel reparto di Psichiatria

Domani la presentazione del libro scaturito da questo prcorso

Un laboratorio di scrittura autobiografica in ospedale, nel reparto di Psichiatria

Sabato 13 agosto, alle 18 a Marmora, presso la chiesa parrocchiale di San Massimo, verrà presentato il volume "Esplosione di emozioni", edizioni Nerosubianco 2022.

E' il risultato di un lavoro di scrittura autobiografica con i pazienti del Reparto di Psichiatria dell'ospedale di Cuneo.

In un volume pubblicato nel 1996 e diventato una pietra miliare nel campo dell’autobiografia, Raccontarsi, Duccio Demetrio diceva che la “scrittura di sé” è un tornare a crescere per se stessi e per gli altri, è un incoraggiamento a rubare giorni al futuro e a vivere più profondamente quelle esperienze che, per fretta e disattenzione, in passato non potevano essere vissute con la stessa intensità.

Parole profetiche, pensando al periodo in cui viviamo, agli ultimi due anni in particolare. Disorientamento, paura del futuro, tentazione di chiudersi in un bozzolo, di isolarsi dal mondo, percepito come un pericolo oscuro. Sensazioni destabilizzanti per gli adulti, ancor più per i giovani.

In un tempo che fugge via vorticosamente, diventa difficile anche ancorarsi al passato, alla memoria “buona”, indecifrabile perché spesso mancano le chiavi di lettura, i codici di accesso. Un passato molto spesso manipolato, frainteso, valutato con metri di giudizio antistorici.

Partire dalla propria storia, guardare dentro di sé, ricomporre i fili della propria vita può essere oggi una strada per dare un senso alle esperienze, per riconciliarsi con il passato (individuale collettivo), per ritrovare il sentimento di comunità.

Da oltre un anno il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale S.Croce e Carle propone ai pazienti un laboratorio di scrittura autobiografica che sta ottenendo risultati molto positivi, forse al di là delle attese.

Una proposta fortemente voluta da Corradina Esposito, responsabile del Reparto, che ha saputo trovare le competenze adeguate tra personale interno (Maria Grazia Setaro) ed esperti esterni. Negli ultimi mesi è aumentato il numero di giovani accolti in reparto e soprattutto per loro l’esperienza del laboratorio si sta rivelando proficua. Una vera e propria liberazione, che può aiutare ad affrontare le difficoltà, a dare un senso al dolore.

Il laboratorio si propone di stimolare l’uso della scrittura per esprimere le emozioni, partendo dalla visione di immagini, dalla lettura di poesie o riflessioni, dall’ascolto di brani musicali. Immagini, parole, suoni riportano quasi sempre a rivivere momenti dell’infanzia, da cui inizia il lavoro di scrittura autobiografica.

Partendo infatti dalle emozioni suscitate da quei ricordi i partecipanti sono guidati ad esprimere ciò che conoscono di se stessi e della propria storia, individuando figure, persone, episodi, oggetti e scelte rilevanti. La filosofia del laboratorio è che la scrittura non debba essere ritenuta e rimanere un privilegio elitario di poche persone “di talento”, ma che, al contrario, ciascuno, indipendentemente dalla classe sociale e dall’età, dallo status professionale o culturale, possa sperimentare il piacere di scrivere. Ogni persona, infatti, può essere sollecitata a trovare o ritrovare quanto c’è in lei di unico, di differente, può essere motivata ad esprimersi nella lingua maturata nel segreto del suo spazio interiore, narrandosi con parole venute dal profondo e quindi sempre tanto diverse e personali quanto sono diversi gli individui che le ospitano.

Il laboratorio, in qualche caso, è stato proposto anche come attività ambulatoriale per pazienti già dimessi dal reparto. Proprio in questi casi si sono notati i maggiori benefici per i partecipanti. Non è stato semplice costruire questi percorsi in un periodo molto complesso per le strutture ospedaliere.

Nonostante le difficoltà, le attività del Laboratorio di scrittura non sono mai state interrotte. Un esempio di coraggio che va ricordato insieme a quello del personale medico e infermieristico impegnato in prima linea contro il Covid.

Non ci sono, infatti, solo i danni fisici provocati dal virus: altrettanto gravi sono i danni psicologici, che possono sfociare in vere e proprie malattie mentali. I più colpiti sono i giovani, anche i giovanissimi.

Proposte come la scrittura autobiografica, la musicoterapia, l’arteterapia possono essere complementari alle terapie farmacologiche e aprire spiragli di luce inattesi nella vita delle persone. Dovrebbero essere potenziate, diffuse, condivise.

Ho avuto la possibilità di incontrare alcuni dei ragazzi e delle ragazze che hanno frequentato il laboratorio di scrittura del Carle in una recente serata organizzata a Caraglio sul rapporto fra giovani e scrittura. E’ stato un incontro emozionante, una di quelle esperienze che restituisce un po’ di fiducia nel futuro. Ho visto quei ragazzi interagire con i loro coetanei, in un clima di sincera condivisione. Non c’erano più differenze. La poesia, la scrittura hanno unito le anime di quei giovani alla ricerca di serenità, bellezza, autenticità.

Ho visto il desiderio di tornare a crescere per sé e per gli altri, di rubare giorni al futuro.

Con l’aiuto dell’associazione Teatrino al forno del pane e della Cooperativa Floema, l’esperienza dei ragazzi e delle ragazze del Laboratorio del Carle sarà raccontato in un libro. Ci stiamo impegnando in molti perché di questa iniziativa resti traccia, con l’obiettivo di incrementarla e di coinvolgere sempre più persone cui potrebbe essere utile.

comunicato stampa

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