/ Attualità

Attualità | 17 agosto 2022, 16:07

L'attività venatoria è iniziata in anticipo? No, a sparare adesso sono i Tutor

Lettera aperta di Ferruccio Bertone, vice presidente del circolo comunale di Margarita dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, che fa chiarezza su quanto sta accadendo per controllare al meglio i cinghiali

Continua il controllo alla crescita del numero dei cinghiali

Continua il controllo alla crescita del numero dei cinghiali

La caccia è iniziata in anticipo? Diverse persone sembrano chiederselo, ma non è così. A rispondere, in una lettera aperta, è Ferruccio Bertone, vice presidente del circolo comunale di Margarita dell’Associazione Nazionale Libera Caccia.

A sparare in questo periodo non sono i cacciatori, bensì i "Tutor". Scopriamo dalle sue parole di che figura si tratta e qual è il suo compito preciso.

"Da alcune settimane molti cittadini della zona mi chiedono se l’attività venatoria è già iniziata in largo anticipo: questo perché avvertono fucilate, anche durante la notte. Per questo motivo ho deciso di prendere carta e penna per cercare di fare un po’ di chiarezza. Non tutti sanno che oltre al cacciatore, da qualche anno a questa parte, è nata un’altra figura chiamata ‘Tutor” per il controllo della specie cinghiale. Purtroppo questo ungulato con la sospensione della caccia per la pandemia da coronavirus ha preso il sopravvento. In più si è aggiunto l’enorme problema P.S.A. (Peste suina africana). Si tratta di malattia virale che potrebbe espandersi a macchia d’olio creando seri danni alla filiera suinicola! Questo virus è molto pericoloso per la sua letalità soprattutto negli allevamenti di suini.

Chi è quindi il Tutor?

Il tutor è di solito un agricoltore a cui è stata concessa l’autodifesa dei propri terreni coltivati e per poterlo fare deve essere in possesso di un porto d’armi uso caccia, essere proprietario o conduttore di fondi agricoli ed aver frequentato un corso abilitativo preso la Provincia di Cuneo.

Raggiunto questo traguardo, ottenuta l’abilitazione, tramite un coordinamento attento delle guardie provinciali può intervenire sui propri terreni agricoli abbattendo i cinghiali che arrecano danni alle  coltivazioni. Tale attività può essere esercitata tutti i giorni della settimana ad esclusione del sabato e la domenica, e svolta sia nelle ore diurne che nelle ore notturne con fucili muniti normalmente di ottica di mira e/o visore termico, oltre che con l’utilizzo di fonti luminose.

Seppur questa attività, voluta dalle associazioni agricole dei coltivatori e dalle amministrazioni pubbliche per contenere l’annoso problema degli ungulati, preveda l’impiego di un fucile, non ha nulla a che fare con la caccia!

La stagione di caccia infatti inizierà il 18 settembre e l’esercizio venatorio come da sempre, potrà essere praticato esclusivamente di giorno, secondo disposizioni particolari e mantenendo le distanze previste sia dalle strade che dalle case: cosa questa, non prevista nel caso dei “Tutor”. 

Questa misura emergenziale è stata presa proprio per arginare i problemi sopra elencati creando però di fatto allarmismo in quelle persone che sentendo sparare di notte e vicino alle abitazioni pensano ad attività di bracconaggio. Certo noi cacciatori avremmo preferito evitare il problema con la modifica della legge nazionale 157/92 che di fatto ha permesso che il problema ungulati si amplificasse nel tempo, tanto è che nel lontano 1992 la legge allora emanata era in prevalenza dettata da norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma mentre oggi, a distanza di 30 anni, diverse modifiche verso quelle specie opportunistiche si rendono necessarie, oltre a un incremento del periodo utile per l’abbattimento del cinghiale anche in mesi, dove la minor copertura boschiva può portare a maggiori risultati.

Oltremodo anche alle necessarie modifiche alla legge nazionale, urgono anche modifiche alla legge regionale 5/2018 o, prevedere seppur già previsto dalle norme regionali la possibilità di abbattimento di ungulati in quelle aree parco situate in zone di pianura e attorniate da coltivazioni pregiate per evitare che sia covi di ungulati.

Le presenti osservazioni sono fornite in qualità di vicepresidente del circolo comunale di Margarita dell’Associazione Nazionale Libera Caccia e, infine non per ultimo, un ringraziamento al commissario dell’ATC CN1 che dopo il suo incarico si è reso promotore per eliminazione di molti vincoli tecnici e burocratici della caccia nella pianura cuneese e, la confermata disponibilità alle associazioni agricole, agli Enti Locali per risolvere eventuali problemi riscontrati sul territorio".

Lettera firmata

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium