Schegge di Luce - 21 agosto 2022, 09:00

Schegge di Luce: pensieri sui Vangeli festivi di padre Livio Fanzaga

Commento al Vangelo della Messa del 21 agosto, XXI Domenica del Tempo ordinario

Schegge di Luce: pensieri sui Vangeli festivi di padre Livio Fanzaga

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.

Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.

Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi». (Lc 13,22-30)


Oggi, 21 agosto, la Chiesa giunge alla XXI Domenica del Tempo ordinario (Anno C, colore liturgico verde). A commentare il Vangelo della Santa Messa è padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria.

Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella sua riflessione per “Schegge di Luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole per accendere le ragioni della speranza che è in noi.

Eccolo, il commento.

«Signore, sono pochi quelli che si salvano?», chiede un tale a Gesù. Nessuno è escluso dalla grazia della redenzione. Gli uomini sono come dei naufraghi che fanno del loro meglio per tenersi a galla nell’Oceano della vita. Nessuno potrà mai arrivare a riva da solo. Dio, nella sua misericordia, lancia a tutti il salvagente della salvezza. Nessuno ne è escluso, anche se in buona fede e senza colpa non è cristiano. Infatti, la grazia di Cristo conosce le vie misteriose del cuore e indica ad ogni uomo, con la voce della coscienza, la via per raggiungere la meta.

Il grande peccato del nostro tempo è la presunzione di salvarsi dal naufragio della condizione umana con le sole proprie forze. Molti, nel loro accecamento, si sono addirittura buttati giù dalla barca della Chiesa che Dio ci ha inviato per salvarci, confidando nella forza delle loro braccia. Hanno ragione i maestri di spirito ad affermare che l’umile si salva, mentre l’orgoglioso si perde. A te che rischi di essere risucchiato nel profondo degli abissi, viene protesa una mano amica, pronta a stringere la tua ed a metterti al sicuro. Afferrarla o rifiutarla, dipende solo da te. È così che decidi di te stesso e del tuo destino eterno.

Gesù è il salvatore di tutto il genere umano. Nessuna pecorella è abbandonata, nessuna è dimenticata, per ognuna è pronto a scendere in fondo al burrone per mettersela sulle spalle e riportarla all’ovile. Dio fa il possibile e l’impossibile per la salvezza eterna di ogni persona.

Infatti, afferma San Paolo: «Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (cfr 1 Timoteo 2,1-7).

Dio, però, non può salvarti senza il tuo consenso. Egli ti lancia il salvagente, ma tu ti devi aggrappare. Egli ti porge la mano, ma tu la devi afferrare.

In altre parole, se vuoi salvarti, devi passare per la porta stretta della conversione. Anche la conversione è una grazia che Dio ti dona, ma tu devi corrispondervi, aprendo il cuore a Dio e lasciando che Egli entri di nuovo con la sua luce ed il suo amore nella tua vita.

A chi si chiede se è difficile salvarsi, rispondo che all’uomo, con le sole sue forze è impossibile. Senza la grazia di Cristo, l’uomo è perduto. Chi consapevolmente ha abbandonato Cristo potrà salvarsi solo ritornando a Lui, altrimenti si perderà. Ma per chi accoglie Cristo, esplicitamente o implicitamente, salvarsi non è difficile. La grazia della salvezza è donata, basta accoglierla e viverla. Pensi che sia difficile? Non lo è, perché Dio non si limita a darci la mano, ma ci tieni stretti lungo tutto il cammino, ci alza quando cadiamo, ci trascina quando stentiamo, ci sorregge quando vacilliamo.

Forse, questo sforzo di stare aggrappato a Cristo non ti sembra facile. Seguirlo sulla via della croce è certamente impegnativo, ma diceva con grande sapienza il papa Paolo VI: «Se il Cristianesimo non è facile, esso però rende felici».

Silvia Gullino

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