C'è l'accordo, adesso in senso ufficiale, tra Comune di Cuneo e compagnia Il Melarancio per la gestione e la valorizzazione di palazzo Soverini e dell'ex chiesa di Santa Chiara. Oggi, venerdì 26 agosto, la firma dell'accordo di partenariato speciale pubblico-privato tra Gimmi Basilotta (presidente dell'associazione) e l'assessore Cristina Clerico.
L'accordo affida i due immobili alla Compagnia Il Melarancio, che dovrà occuparsi della gestione, della promozione e della valorizzazione per i prossimi 25 anni. L'associazione concorderà con il Comune un calendario di eventi nelle sedi dell'accordo allo scopo di renderli fruibili al pubblico e appetibili.
Si tratta di un tassello importante del programma culturale della città, che rientra in continuità con le attività che si svolgono o si svolgevano nei due istituti culturali (prima della chiusura al pubblico di Santa Chiara). L'ex chiesa sarà anche al centro di un consistente intervento di restauro da concludersi previsionalmente a fine 2023 - cura e oneri comunali - coperto da fondi provenienti dal "Fondo cultura 2021".
"Entrambi i beni immobili rivestono notevole interesse storico, artistico, culturale e architettonico e costituiscono compendi tra i più rilevanti del patrimonio culturale del Comune - ha detto Clerico - : con l’accordo appena menzionato, frutto di un intenso lavoro di progettazione e coordinamento da parte dell’Ufficio Cultura del Comune di Cuneo e della Compagnia il Melarancio, prende avvio un processo di valorizzazione che nel tempo sarà in grado di restituirne, nella maniera più completa, il valore d’uso alla Comunità cittadina come pilastro della vita culturale. Tale processo, per la sua delicatezza e complessità, non può essere condotto direttamente ed esclusivamente dal Comune, ma ha richiesto e ottenuto la mobilitazione di risorse operative, culturali ed economiche di un Partner operativo privato di fondamentale esperienza".
"Si tratta di un percorso progettuale di lunga durata che si pone un obiettivo indifferibile - ha aggiunto Basilotta - : rendere i luoghi della cultura sedi di co-progettazione e co-realizzazione di azioni mirate al benessere della comunità, integrando la dimensione culturale con quella sociale per rispondere alla situazione di criticità generata dalla pandemia, attraverso processi di teatro sociale e di comunità e interventi di rete territoriale".