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Attualità | 01 settembre 2022, 19:10

Nel tunnel di Tenda come in Formula 1? Per attraversarlo potrebbe servire la safety car: il 6 settembre c'è finalmente la CIG

La sindaca di Roccavione, Germana Avena: "Abbiamo sbagliato dall'inizio, se lo fossero costruito i francesi quel ponte invece di criticare ogni cosa che facciamo"

Il versante francese del cantiere al tunnel di Tenda e, nel riquadro, Germana Avena

Il versante francese del cantiere al tunnel di Tenda e, nel riquadro, Germana Avena

Probabilmente il 6 settembre. La data precisa ancora non è ufficiale, ma la settimana prossima sarà finalmente convocata la Conferenza InterGovernativa (CIG) tra Italia e Francia per l'approvazione del progetto esecutivo e il cronoprogramma del Tenda bis.

“Doveva essere il 5, ma probabilmente l’hanno di nuovo spostata – a parlare è la sindaca di Roccavione e vicepresidente dell’Unione Montana Alpi Marittime, Germana Avenae come sempre non sapremo nulla fino all’ultimo istante”.

Ha una voglia matta di confrontarsi, la Avena, ma dovrà accontentarsi di farlo tramite videoconferenza, prassi nelle riunioni dei nostri tempi.

D’altra parte il commissario straordinario per il Tenda bis, Nicola Prisco, non è mai stato di casa da queste parti: “L’ultima volta che l’abbiamo visto di persona? In pratica mai. Che la Cig sarebbe stata convocata a inizio settembre lo abbiamo scoperto leggendo le osservazioni al documento programmatico sollevate dai francesi. E anche per avere quelle abbiamo dovuto richiederle a gran voce”.

Da quelle carte emergerebbe che i “dettagli” specificati da Prisco nella videoconferenza coi sindaci della Val Vermenagna d’inizio agosto (“nulla di insormontabile e di natura squisitamente tecnica”), proprio dettagli non sarebbero: “Le ho lette attentamente quelle osservazioni – continua Avena - e sono saltata sulla sedia. Sulla frana e sul nuovo viadotto sono sì tecniche, ma tutt’altro che irrilevanti”.

Ad esempio la spesa finale per la realizzazione del viadotto sul Rio Cà. Avena: “I francesi hanno raffrontato i costi di ricostruzione dei ponti fatti in Val Roya con quanto preventivato per il rio Cà: emergerebbe uno scostamento in negativo non di poco conto”. La cifra preventivata potrebbe non bastare.

Nelle osservazioni, oltralpe si esprime perplessità anche sui tempi di consegna dell’opera: Anas sostiene che saranno rispettati, ma parla di 'configurazione di cantiere'. Il che significherebbe che la galleria potrebbe essere aperta al traffico (e io non ci credo) a lavori non ancora terminati”.

Curioso il metodo di transito prospettato: “A senso unico alternato e mediante accompagnamento degli utenti con una safety car. Con le limitazioni del caso: dai tempi di attesa, a quelli di percorrenza sull’intero tronco stradale.

La “Vassallo della Val Vermenagna" è un fiume in piena: “Abbiamo bisogno di sapere. Ce lo chiedono i cittadini che giornalmente mi contattano per avere delucidazioni. L’altro giorno sono venuti due francesi con casa a Robilante: gentilmente ho detto di rivolgersi al loro sindaco, che ne sa più di noi, a quanto pare”.

Germana Avena, fervente sostenitrice fin dalla prima ora del tunnel a bassa quota, dice, senza timore di essere smentita, di non credere ai tempi di consegna prospettati da Anas: “Due anni fa fecero un crono programma su delle fotografie ritoccate. Prisco si arrabbia quando dico questo, ma a casa mia i rendering non sono altro che foto con sopra una traccia di pennarello. Magari abbellite con due foglie a rappresentare la primavera e qualche fiocco di neve per l’inverno, ma sempre foto restano e queste sono pure fatte male. È stato disegnato il ponte senza pensare alla frana, la parte più drammatica della situazione sulla quale si basano le osservazioni e i dubbi dei francesi. Di lì è stato stilato un crono programma insensato”.

La battagliera sindaca non risparmia critiche anche ai cugini oltre frontiera: Abbiamo sbagliato dall’inizio: perché lo dobbiamo fare noi quel ponte? È in territorio francese no? Se lo fossero fatto loro. E la ferrovia? Se la Francia ci avesse creduto veramente a quest’ora arriveremmo a Ventimiglia in un’ora e mezzo. Invece ci vuole un’ora in più perché non hanno fatto altro che criticare cosa facevamo: si è perso quasi un anno per ripristinare il collegamento tra Breil e Ventimiglia solo perché il tratto danneggiato, pur essendo in territorio francese, a loro non serviva. Sono cose che vanno dette”.

Ma dalla Francia sembrano arrivare rassicurazioni in merito all'apertura della nuova canna, prevista per ottobre 2023: "Quello che dice la sindaca di Roccavione è totalmente falso - sostiene il prefetto delegato alla Ricostruzione delle zone alluvionate, Xavier Pelletier, in un articolo pubblicato oggi dal quotidiano francese Nice Matin -. Dopo la CIG ci sarà una comunicazione ufficiale, ma l'apertura alla circolazione del tunnel prevista a ottobre del prossimo anno resta tuttora la data da tenere in considerazione". 

Da parte sua il sindaco di Tenda, Jean Pierre Vassallo, sostiene: "Il cantiere è in ritardo di sei mesi. La Francia ha rifiutato il progetto italiano fino a 15 giorni fa perché giudicato non conforme. Ora ha dato l'approvazione, che però dovrà essere ufficializzata nella CIG".

Insomma, saranno anche "dettagli", ma ci sarà di che discutere tra qualche giorno nella Conferenza InterGovernativa.

Cesare Mandrile

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