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Politica | 07 settembre 2022, 08:12

I sindaci del Fossanese replicano a Berardo: "L'Unione non è un'affiliazione precaria, né passiva

"Riteniamo fermamente che essere lungimiranti e sfruttare le nuove risorse". Sulla bassa attenzione per le biblioteche: "Si documenti meglio"

Le parole del prof. Berardo non sono piaciute ai sindaci dell'Unione del Fossanese

Le parole del prof. Berardo non sono piaciute ai sindaci dell'Unione del Fossanese

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Direttore,

avendo con attenzione letto e riflettuto su quanto dichiarato dal Consigliere dell’Unione del Fossanese, Prof. Livio Berardo, pur essendo pienamente consapevoli dell’indispensabilità della critica costruttiva per la corretta gestione della pubblica amministrazione, ci sentiamo in dovere di puntualizzare che l’Ente “Unione del Fossanese” è nato allo scopo di fornire supporto ai Comuni associati, più nello specifico per ottimizzare determinati servizi - garantendo contemporaneamente efficacia ed efficienza - e far confluire nuove risorse sui nostri territori.

Ribadiamo al Consigliere che l’Unione non può essere considerata un’affiliazione precaria o, tantomeno, passiva, perché dimostra da anni di risultare pienamente operativa: lo prova il fatto che, attraverso specifici progetti, siamo stati recentemente aggiudicatari di contributi per quasi 956 mila euro per il completamento del percorso di digitalizzazione della PA, senza contare i milioni di euro ottenuti in passato su altri importante linee di finanziamento. L’acquisizione di tali strategici contributi non rappresentava certamente un dato scontato, tuttavia, grazie al proficuo operato dei nostri consulenti e funzionari, siamo stati abili nel far comprendere agli organi decisori la validità delle nostre proposte progettuali. Su uno specifico finanziamento in particolare il Consigliere Berardo, in occasione dell’ultimo consiglio, è stato alquanto critico non avendo, con ogni probabilità, ben compreso la differenza esistente tra digitalizzazione della PA e servizio di gestione delle biblioteche comunali.

Trattasi, infatti, di due “campi di intervento” assolutamente distinti per caratteristiche, obiettivi e necessità: non pare a noi utile disquisire genericamente di livelli di alfabetizzazione della popolazione residente – argomento certamente di assoluta rilevanza, se affrontato in opportuni contesti - mettendo ciò in relazione alla possibilità di dotare i nostri comuni di sistemi informativi moderni, quando non di vera e propria eccellenza.

Il Consigliere dovrebbe, a nostro avviso, prendere atto del fatto che la società si evolve rapidamente e i servizi pubblici, sempre più, stanno entrando a far parte quotidianamente della vita di tutte le famiglie, delle imprese, delle scuole e delle altre amministrazioni. Cosa dovremmo fare, rimanere ad aspettare? Chi, cosa? Forse dovremmo attendere che tutti gli altri Comuni innovino i loro servizi per poi, fra qualche anno, dovere celermente provvedere anche noi, magari attingendo a risorse proprie?

Riteniamo fermamente che essere lungimiranti e sfruttare le nuove risorse, oggi realmente disponibili, equivalga a far bene il nostro lavoro di amministratori pubblici, ruolo di cui, tra l’altro, i nostri cittadini ci hanno investito esprimendo il loro consenso nei seggi elettorali.

Nel suo comunicato stampa, il Consigliere Berardo contesta che l’Unione sia composta anche da Comuni che non sono confinanti, ma questo lo permette la legge e non comprendiamo come ciò possa in alcun modo arrecare nocumento all’Unione.

Il Comune di Genola, in effetti, confina esclusivamente con Savigliano e Fossano: secondo la logica del Prof. Berardo questa amministrazione potrebbe, pertanto, condividere servizi solo con i due citati grandi Comuni, ma il Consigliere ben dovrebbe sapere che gli Enti locali si differenziano tra loro negli aspetti gestionali proprio in base alla effettiva complessità, largamente determinata dal numero di abitanti: più si è grandi e più si hanno esigenze differenti, questo rappresenta dato di tutta evidenza.

Allora ecco perché la nostra Unione, sempre nel rispetto della normativa vigente, permette ai Comuni viciniori interessati di partecipare, trasferendo liberamente i soli servizi ritenuti erogabili in modo più efficace dall’Unione e gestendo in piena autonomia i rimanenti. In aggiunta a ciò, ricordiamo che la volontaria adesione al nostro Ente permette anche l’attribuzione dei servizi in convenzione, opportunità che è servita a lungo per condividere delle attività con la Città di Fossano.

Perché ci chiamiamo Unione del Fossanese, non figurando più tra noi la Città di Fossano? Semplice, per svariati motivi: innanzi tutto molti Comuni sono limitrofi proprio a Fossano - infatti l’intero territorio viene definito “area fossanese” - in secondo luogo con l’amministrazione di Fossano continua ad esserci un rapporto di confronto e collaborazione, a riguardo basti considerare il servizio di protezione civile e le attività di progettazione europea. In terzo luogo il nostro Ente, nel corso degli anni, ha allacciato diversi rapporti di collaborazione anche con Istituzioni francesi a cui bisognerebbe giustificare un’eventuale variazione di denominazione, per non contare i costi che una simile pratica comporterebbe senza garantire troppi altri vantaggi concreti.

Sempre nel comunicato del Prof. Berardo si contesta una bassa attenzione alle biblioteche: anche su questo argomento dobbiamo invitare il Consigliere a documentarsi meglio.

L’Unione, infatti, gestisce storicamente tale servizio mettendo a disposizione delle biblioteche una figura professionale che si interfaccia con il sistema bibliotecario di Fossano e supporta tutti i volontari delle rispettive sedi nella cernita dei volumi, oltre ad essere sempre riuscita ad acquisire, tramite valida attività progettuale, il contributo Regionale che ha permesso annualmente di rinnovare gli scafali e altri arredi in genere, come accaduto a Salmour e Genola. Tale figura professionale, con nostro rammarico, nei mesi scorsi ha deciso di intraprendere un altro percorso lavorativo, tuttavia la giunta sta già lavorando al fine di reperire soluzioni atte a garantire la prosecuzione di un servizio qualitativamente apprezzabile e ritenuto da noi di fondamentale importanza.

Anche sulla tesi, grave e sgradevole, secondo cui noi Sindaci deterremmo dei “feudi” inerenti ai piani regolatori abbiamo molto da commentare: secondo il Consigliere Berardo, infatti, bisognerebbe avere piani intercomunali per ridurre il consumo del suolo.

La sua posizione ci lascia molto perplessi: un Sindaco che conosce bene il proprio territorio dovrebbe dire al suo cittadino, il quale lo ha peraltro eletto, che se vuole ampliare la propria azienda per aumentare i posti di lavoro dovrebbe rivolgersi al Presidente dell’Unione che, oltretutto, potrebbe essere il Sindaco di un altro Comune.

Con quale competenza dovrebbe supportare o indirizzare il suo concittadino nella definizione di una pratica tanto strategica? Per nostra fortuna - oltre alle disposizioni tecniche che vengono gestite dall’Unione in modo centralizzato - rimarranno operativi anche gli uffici pubblici gestiti direttamente dai nostri tecnici su indirizzo di noi amministratori, operando a partire dall’ascolto delle esigenze dei propri cittadini e avvalendosi della conoscenza reale territorio.

Per le suddette motivazioni, unanimemente confermiamo al Consigliere Berardo che non trasferiremo tale funzione all’Unione e tranquillizziamo fin da subito i nostri cittadini sul fatto che, anche in futuro, potranno continuare a rivolgersi a propri Sindaci.

Ci permettiamo di suggerire al Prof. Berardo di non confondere il proprio ruolo di Consigliere dell’Unione con quello da lui esercitato all’interno del proprio Comune: le eventuali questioni di Sant’Albano Stura - che noi non conosciamo o, comunque, non abbiamo intenzione di commentare - devono riguardare esclusivamente il suo Consiglio Comunale e non certo riverberarsi sull’intera Unione del Fossanese.

Con quale risorsa personale l’Unione avrebbe potuto supportare il suddetto Comune se anche il nostro dipendente tecnico ha chiesto ed ottenuto di andare a lavorare in altra Istituzione? Il Consigliere sa quanto difficile sia in questo periodo storico trovare nuove figure tecniche immediatamente disponibili? Evidentemente no oppure solo in minima parte.

Trattiamo, infine, la questione del Presidente dell’Unione sulla quale dobbiamo necessariamente rettificare quanto scritto dal Prof. Berardo. Il Presidente viene eletto attraverso il voto dei Consiglieri, pertanto è l’organo consiliare che lo elegge, ai Sindaci spetta unicamente la proposta del candidato. Ovviamente, dovendo scegliere tra i Sindaci aderenti, pare quanto meno logico che questi ultimi si siano confrontati prima di procedere alla candidatura. Fare il Presidente dell’Unione comporta la disponibilità di tempo da non sottrarre al proprio Comune, bensì da reperire in aggiunta agli abituali impegni di ciascuno di noi.

Un ultimissimo appunto: sostenere che i Consiglieri dell’Unione vengano eletti per oziare o - come dal Professore recentemente sostenuto - “fare flanella” è quanto meno offensivo per l’immagine di ognuno di loro. Solo perché nessun Consigliere ha sentito la necessità di “fare domande”, di fare interrogazioni, mozioni o di alzare sterili polveroni - come ha invece ha fatto il Consigliere - non significa che non siano persone capaci.

Forse, al contrario, testimonia che si erano interessate prima o che fossero totalmente in linea con le proposte fatte; facciamo notare che tra tutti i membri di minoranza presenti l’unico che ha sentito la necessità di proporre interventi – legittimamente, sia chiaro - è risultato proprio il Dr. Berardo. Noi abbiamo risposto in quella sede e rispondiamo oggi, ma non possiamo certamente condividere determinate prese di posizione.

Ricordiamo al gentile Consigliere che l’Unione ha sempre visto una partecipazione attiva da parte di tutti i membri che si sono susseguiti; se si fosse meglio documentato probabilmente saprebbe che, anni fa, nella giunta in qualità di assessore aggiunto ha partecipato il dott. Angelo Mana, antagonista dell’allora Sindaco della città di Fossano, Francesco Balocco. Questo a significare che l’Unione è entità caratterizzata da collaborazione per il bene comune, scevra da ogni forma di personalismo o “lotte di parte”. Ciò che per noi conta è unicamente lo sviluppo del territorio, del luogo in cui viviamo, che rispettiamo e che amiamo.

Sempre aperti e disponibili a valutare proposte volte al miglioramento dei servizi erogati - in funzione del benessere collettivo dei nostri paesi - riteniamo opportuno non alimentare in futuro ulteriori e infruttuosi dibattiti su temi già ampiamente discussi di recente. Quindi per noi la questione si conclude hic et nunc, con questa puntuale e doverosa replica.

Su un solo argomento possiamo, peraltro di vero cuore, unirci a quanto dichiarato dal Prof. Berardo: auguriamo al Deputato On. Gastaldi di convolare con gioia a nozze e di formare una felice famiglia, secondo i sani valori che sappiamo caratterizzarlo da sempre. Felicitazioni!

Il fulcro della democrazia risiede nella possibilità per ciascuno di esprimere liberamente le proprie posizioni personali; per questo noi ringraziamo e salutiamo cordialmente il Prof. Berardo, confidando in atteggiamenti costruttivi per il bene della nostra collettività.

I Sindaci dell’Unione del Fossanese

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