Curiosità - 10 settembre 2022, 17:25

La città di Bra ha riabbracciato per qualche giorno don Max Lafia, impegnato in Benin

Ad accoglierlo l’associazione Primavera Africana, che sabato 3 settembre ha festeggiato anche 15 anni di attività

La città di Bra ha riabbracciato don Max Lafia, il sacerdote che ormai opera stabilmente nella missione in Benin (Africa), dopo una breve, ma intensa esperienza nella capitale del Roero.

L’associazione Primavera Africana ha così reso nota la gioia del suo ritorno per un brevissimo periodo e culminato nella serata di sabato 3 settembre con la cena servita presso l’area verde di San Michele.

“La sua presenza ci ricorda che dobbiamo guardare oltre ai confini della nostra città, anche nei momenti difficili, quando si corre il rischio di chiuderci in noi stessi”, così il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, ha salutato don Max, ricordando il suo viaggio in Benin e portando il saluto dell’Amministrazione comunale, rappresentata nell’occasione anche dai consiglieri Bruna Sibille e Luciano Messa.

Don Max mancava da Bra da tre anni e sono state tangibili le emozioni nel rivedere così tanti amici che si sono stretti ancor una volta al cuore del sacerdote che sotto la Zizzola ha lasciato un ricordo indelebile.

Una festa nella festa per l’associazione Primavera Africana con il traguardo appena tagliato dei 15 anni di attività, visto che dal 2007 sostiene i progetti missionari di don Max in Benin con aiuti e slanci di generosità di cui era difficile fare a meno.

“Quindici anni non previsti per un progetto nato solo per fare del bene, senza pensare a cosa sarebbe stato il futuro”, così don Max, che si è detto molto grato per questa accoglienza e ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno sostenuto e aiutato con le loro preghiere, per poi chiedersi: “Chi è questo Max per meritare un amore così grande?”.

La risposta è stata corale ed univoca da parte di Beppe, Claudia, Claudio, Laura e Paolo, che formano il direttivo dell’associazione Primavera Africana: “È ben noto che si raccoglie quel che si semina ed i legami che don Max ha creato negli anni in cui ha vissuto a Bra, sono così forti da non temere la distanza, le difficoltà e il tempo che passa”.

Aggiungendo: “Nella speranza di poter presto riabbracciare don Max, ringraziamo tutti i volontari che hanno contribuito all’organizzazione della serata e tutti i numerosissimi partecipanti”.

Dopo questa iniezione di affetto e di entusiasmo, don Max ha rifatto le valige ed è tornato nel suo Benin, pronto a vivere e vincere nuove sfide. Il sacerdote ha toccato più volte con mano le difficoltà di un Paese dilaniato da conflitti interni e dalla povertà. Ciononostante è sempre rimasto in prima linea, fedele alla sua vocazione di servizio alla comunità locale. La missione continua.

Silvia Gullino