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Attualità | 13 settembre 2022, 07:50

Al Museo della Bicicletta di Bra è arrivata la due ruote da ombrellaio

L’ennesimo omaggio del cavaliere Stefano Milanesio, che l’ha forgiata con le proprie mani

Al Museo della Bicicletta di Bra è arrivata la due ruote da ombrellaio

Ma dove vai, bellezza in bicicletta, così di fretta, pedalando con ardor? Al Museo della Bicicletta di Bra dove è arrivata una novità importante. Si tratta della due ruote da ombrellaio, forgiata dalle sapienti mani del cavaliere Stefano Milanesio, già autore di altre repliche, come la bici da arrotino, pompiere, stagnino, lattaio, portalettere, triciclo da gelataio e catrechet.

Ed è grande soddisfazione da parte del Presidente e fondatore del Museo, cavaliere ufficiale Luciano Cravero: "Sono estremamente grato al cavaliere Stefano Milanesio per l’ennesimo dono che è frutto di lavoro pregevole e paziente. Si tratta di un modello diffuso tra gli anni 1920 e 1960, usato dagli ombrellai che giravano i paesi e le campagne circostanti per riparare gli ombrelli nei mercati".

Il nuovo cimelio si aggiunge ad una rassegna incredibile che parla al cuore di chi è innamorato del mezzo a pedali e della sua storia. Nella permanente di corso Monviso 25 c’è tutta l’essenza del ciclismo, quello recente e quello del Dopoguerra. Oggetti che raccontano la corsa e ciò che le ruota intorno, il lavoro delle squadre, le macchine al seguito, i giornalisti. Un mondo eroico e colorato, che trasuda di fatica e trionfo. Dalla maglia della gloria locale Diego Rosa a quella gialla di Marco Pantani, dalla maglia rosa di Vincenzo Nibali a quella celebrativa del tricolore 2018 dell’Androni Giocattoli Sidermec, fino alla bicicletta olimpica di Francesca Fenocchio.

Tra le maglie di corridori famosi, figurano ancora quella della Ursus indossata da Gino Bartali nel 1945, quella della Bianchi del campionissimo Fausto Coppi e quella di lana della squadra torinese dedicata a Serse Coppi, fratello di Fausto. Più attuali, invece, la maglia rossa della Vuelta di Spagna di Nibali e la maglia da gara di Elisa Balsamo del team Valcar-PBM. Circa 500 borracce, oltre 70 borse da rifornimento, una cinquantina di cappelli, autografi, pagine seppiate di vecchi giornali che esaltano un mezzo, la bicicletta, che guarda con il sorriso al passato e strizza l’occhio al futuro.

La visita al museo rappresenta un full immersion in uno spettacolare contenitore di cultura, fascino e passione sportiva che è possibile vivere gratuitamente (prenotazione obbligatoria telefonando al 333/6567315). E lì giù di Polaroid e reflex per foto pazzesche.

Silvia Gullino

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