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Attualità | 13 settembre 2022, 16:46

Il caro bollette colpisce anche le piscine della Provincia Granda: si cercano soluzioni

Luca Albonico, presidente del Centro Sportivo del Roero e della Fin Piemonte e Valle d'Aosta: «Si tratta di impianti molto energivori, vedere triplicare i costi nel giro di pochi mesi, dopo due anni di pandemia in cui siamo stati chiusi 300 giorni, è stata un’ulteriore batosta che ci sta creando grandi difficoltà»

La piscina interna di Alba: in inverno sarà chiusa al pari di quelle gestite dal CSR?

La piscina interna di Alba: in inverno sarà chiusa al pari di quelle gestite dal CSR?

La piscina comunale di Alba, gestita da anni dal CSR, rischia di stare chiusa il prossimo inverno. L’impianto è in buona compagnia: Cuneo, Sommariva Perno, Sanfrè, Savigliano e Asti, impianti gestiti sempre da CSR, se la situazione dei costi energetici non cambierà, sono nella stessa situazione. Un quadro che interessa gli strutture provinciali e regionali, come ammesso dalla Federazione Italiana Nuoto.
Una riflessione da “allarme rosso”, come conferma Luca Albonico, il presidente regionale Piemonte e Valle d’Aosta, nonché storico presidente del CSR.

Caro bollette e sport: quanto incide l’energia nel mondo delle piscine?

«Le piscine sono impianti molto energivori, vedere triplicare i costi nel giro di pochi mesi, dopo due anni di pandemia in cui siamo stati chiusi 300 giorni, è stata un’ulteriore batosta che ci sta creando grandi difficoltà. Parlo sia come presidente regionale che come CSR: molti gruppi di gestione, anche quelli più grandi, stanno pensando di chiudere le piscine nei mesi più freddi perché per ora non vediamo grandi soluzioni. Speriamo di non arrivare a questa soluzione ma per ora alternative non ce ne sono, soprattutto se teniamo conto che un impianto medio spende qui al Nord dai 120 ai 150 mila Euro tra energia elettrica e termica, e questa voce sarà moltiplicata per 3-4 volte , la matematica non ci lascia scampo. Inoltre a gennaio entrerà in vigore una parte della riforma sullo sport che paradossalmente porterà ancora più costi alle società. Una riforma necessaria ad esempio per la tutela dei tanti istruttori e tecnici ma che purtroppo in questo momento aggiunge costi ad una situazione già deficitaria.».

Cosa si potrebbe fare per evitare l’interruzione del servizio sportivo?

«Gli aiuti sono l’unica soluzione: intendo aiuti economici rivolti ai gestori che, per la maggior parte dei casi, sono associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro che finora hanno lavorato molto bene, secondo un modello basato sui grandi numeri che permetteva di sostenere i costi delle utenze, del personale, dei vari interventi per donare strutture competitive e funzionali.
A fronte di una situazione in cui guerra e speculazione stanno condizionando pesantemente il mondo, bisogna trovare soluzioni che possano portare ad una gestione energetica più indipendente.

Come Federazione abbiamo fatto un percorso con la Regione Pemonte in questo senso: con Alessandra Biletta e Franco Graglia (FI), abbiamo lavorato per circa due anni con grande attenzione e collaborazione. Proprio nel mese di settembre si concretizzerà una misura dedicata al comparto delle piscine che varrà circa 840 mila Euro già inserita nel Bilancio di previsione della Regione Piemonte. Un intervento, che andrà in aiuto alle oltre 30 società sportive che gestiscono circa 72 impianti natatori pubblici e una decina privati, nei quali trovano occupazione 500 lavoratori subordinati e 1500 collaboratori sportivi. Un intervento importante a livello di impegno ma non sufficiente in questo momento che definisco drammatico per lo sport che, diciamela tutta, non ha grandi aiuti statali».

Non si può fare nulla nell’immediato?

«Non possiamo riversare gli aumenti dei costi in maniera importante sulla clientela perché si perderebbero i grandi numeri, senza peraltro risolvere il problema: rendere il nuoto uno sport diciamo per pochi non è la soluzione per nessuno.
Partendo da questo chiediamo allo Stato un cambiamento di rotta importante.

Il rammarico è che impianti così energivori non siano stati inseriti ad esempio nelle agevolazioni del 110% (in realtà erano contemplati solo gli spogliatoi ma con una formula irrealizzabile per gli impianti natatori) o addirittura creando un sostegno impiantistico ad hoc. Governo e MEF dovrebbero agire subito. Ad esempio sarebbe ottimale attivare l’esenzione IVA prevista nel 2024, già da inizio gennaio 2023, anno della riforma dello sport, e utilizzare i fondi Pnnr non solo per la costruzione di nuovi impianti, ma per lavori di efficientamento energetico di quelli attuali, per abbattere i costi dell’energia».


Capitolo CSR: lo stato di salute attuale?

«Attualmente stiamo vigili alla finestra per capire come contrastare l’impatto di questi costi che ci stanno già intaccando. Ci sarà un aumento delle tariffe in base alle indicazioni Istat, ma nulla di significativo, stiamo valutando nuovi modi per gestire l’energia tramite l’utilizzo di pompe di calore e altre fonti di energia.

Con Egea è stato realizzato un co-generatore per Alba che ci ha aiutato finora e che sarà utilizzato fino a gennaio, mentre a Cuneo l’amministrazione ha dato il nulla osta per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 300 kw/h sul tetto della piscina, soluzione che stiamo portando avanti anche a Sommariva Perno. Diciamo che attualmente cerchiamo di non “ammalarci” stando all’erta ma in allarme, e stiamo progettando il futuro per impattare il meno possibile sull’utenza».

Livio Oggero

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