/ Attualità

Attualità | 13 settembre 2022, 08:58

"Non vi è alcuna alternativa valida al treno sulla Cuneo Mondovì"

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.)

"Non vi è alcuna alternativa valida al treno sulla Cuneo Mondovì"

Quale destino per la Cuneo-Mondovì?

Eravamo tornati sul tema lo scorso agosto, quando il sindaco di Beinette, Lorenzo Busciglio, aveva effettuato un sopralluogo sulla linea che attraversa anche il suo comune (leggi qui). 

La situazione attuale è di pesante degrado, come già ci era stato evidenziato da alcuni lettori che abitano nei pressi della ferrovia in zona monregalese. 

La proposta dell'amministrazione di Beinette, per una conversione della tratta in pista "ciclo pedonale", non ha trovato supporto, ma ripristino e un conseguente riutilizzo della linea sembra altrettanto lontano. C'è chi suggerisce l'istituzione della "ferrovia storica", come è stato fatto per la Ceva-Ormea, soluzione che non è stata certo esente da critiche visto la delicata situazione della viabilità sulla statale 28 dove, la reintroduzione dei treni, farebbe comodo soprattutto nel periodo scolastico, ma al momento, dopo la chiusura nel 2012, nulla è stato fatto.

Di seguito riceviamo e pubblichiamo la nota del Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.): "Non vi è alcuna alternativa valida al treno sulla Cuneo Mondovì"

Gentile direttore,

Non vi è alcuna alternativa valida al treno sulla Cuneo Mondovì.

Il Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.), scrive a riscontro di recenti articoli ed interviste in merito al futuro della linea ferroviaria Cuneo – Mondovì.

Con la necessità non più derogabile di ridurre l’inquinamento atmosferico e di sgravare le strade dal traffico veicolare al fine di diminuire i sinistri, la riattivazione del servizio ferroviario è l’unica soluzione per tentare di favorire la transizione dai veicoli privati a quelli pubblici.

Certo servirebbe un’integrazione anche tariffaria con i bus e la realizzazione di punti d’interscambio nelle stazioni, almeno quelle più vicine ai centri abitati.

La realizzazione della ciclabile mediante copertura dei binari con pannelli in gommaplastica sarebbe una soluzione poco congeniale dal punto di vista tecnico oltreché per i costi elevati di realizzazione e quelli successivi di manutenzione che sarebbero totalmente a carico dei Comuni, Inoltre ricordiamo che la proprietà dell’infrastruttura è di Rete Ferroviaria Italiana alla quale occorrerebbe chiedere l’autorizzazione all’utilizzo, ricevendo un sicuro diniego viste le prospettive di sviluppo turistico.

Realizziamo le piste ciclabili sulle strade secondarie e su quelle di campagna, cosiddette strade bianche, ben più attrattive dal punto di vista paesaggistico lasciando alla ferrovia il ruolo di connettore e di collegamento che ne ha sempre contraddistinto le funzioni.

A quanto sopra aggiungiamo che la linea è stata inserita in un elenco che comprende molte tratte in Italia caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico che saranno interamente recuperate utilizzando i 435 milioni di euro complessivamente stanziati dal Ministero della Cultura all’interno del capitolo Percorsi nella storia – Treni storici e Itinerari culturali.  Per la realizzazione di questi progetti, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero della Cultura, nell’ambito degli interventi previsti dal PNRR, e tramite Rete Ferroviaria Italiana, la Fondazione FS Italiane ha dato il via ai primi cantieri per la riqualificazione delle tratte individuate e dei relativi fabbricati, in Piemonte sono visibili gli ingenti lavori in fase di esecuzione sulla Asti – Chivasso, anch’essa inserite nell’elenco.

Prossimamente anche sulla Cuneo – Mondovì verranno avviati i cantieri per la ristrutturazione dell’infrastruttura e degli immobili ferroviari al fine di restituire la linea inizialmente al traffico dei convogli storico/turistici che sono una risorsa importante e consolidata in varie parti d’Italia con un movimento di migliaia di passeggeri all’anno attratti da un turismo lento e dolce.

Nel frattempo si dovrà lavorare come Istituzioni locali e Associazioni di pendolari al progetto di riattivazione al traffico commerciale per soddisfare le esigenze dei pendolari che si devono spostare verso e dal capoluogo. Sfruttando poi la tecnologia dei moderni convogli ibridi si potrebbero ricreare i collegamenti diretti, un tempo esistenti, tra Limone Piemonte, Cuneo e Savona e viceversa a favore del turismo, con risparmio di almeno un’ora di viaggio rispetto all’attuale giro da Fossano.

Spesso si adduce alla mancanza di utenza per giustificare la perdurante sospensione ma esiste una domanda di mobilità che rimane inevasa per mancanza dell’offerta: se i treni non ci sono la gente non può servirsene quindi continua ad utilizzare l’auto.

Altra obiezione, i costi. Ogni servizio pubblico comporta dei costi ma serve alle persone e se al centro si pongono le loro esigenze anche questo ostacolo si supera altrimenti si dovrebbero eliminare tutte le realtà che non producono utili.

In sintesi la ferrovia restituirebbe un servizio moderno, veloce, comodo e sicuro offrendo la possibilità di sviluppo dei territori ed il ripopolamento dei piccoli centri, con l’offerta dei treni turistici di Fondazione FS quale fiore all’occhiello di un sistema che dovrebbe garantire collegamenti tutta la settimana, festivi compresi.

Progettiamo insieme un futuro necessariamente diverso dal passato, ponendo al centro le persone per favorirne uno stile di vita migliore.

Co.M.I.S.

Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium