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Agricoltura | 13 settembre 2022, 14:51

Mela, quanto mi costi? Troppo cara la conservazione nei frigo, ai produttori conviene quasi buttarle

Intervista a Michele Ponso, presidente della Federazione nazionale frutticoltura di Confagricoltura: “Non è una semplice annata difficile. Arriveremo ad un punto che ci fermiamo. Serve una presa di posizione a livello europeo”. I costi di conservazione nei frigo sono schizzati da 8/10 centesimi al kg a 20/25 centesimi al kg

Mele, nessuno le vuole. L'industria di trasformazione ne ha un surplus. I magazzini frigoriferi che le conservano per l'inverno non riescono a garantire un prezzo stagionale. La grande distribuzione organizzata deve fare i conti con i consumi al palo. I mercati europei sono stati invasi dalla produzione moldava e turca che prima era indirizzata alla Russia.

I costi esorbitanti e l'annata con tanta produzione stanno mettendo in ginocchio i produttori locali.

“La situazione è al collasso – commenta l'imprenditore agricolo Michele Ponso, presidente della Federazione nazionale frutticoltura di Confagricoltura -. Quando hai poco margine, si rischia di non avere prodotto da poter conservare e vendere. Nessuno ritira più le mele. Conservarle nei frigo ha un costo inavvicinabile. Tanto che conviene quasi buttarle, ma poi si dovrebbe pensare anche ai costi per smaltirle”.

Conti alla mano, una volta il prezzo di stagione si aggirava tra gli 8/10 centesimi al kg per la conservazione nei frigo. Adesso siamo a 20/25 centesimi al kg “Sempre che poi il prezzo dell'energia rimanga alle condizioni di oggi – continua Ponso -. Ecco perchè nessuno ti fa più un prezzo stagionale. Il mercato dell'energia è fuori controllo”.

Poi c'è un'altra tegola. Lo avevamo già anticipato nell'articolo sulla cartiera Pirinoli di Roccavione, costretta a fermare la produzione per il carobollette: le compagnie che erogano energia chiedono fideiussioni o bonifici di almeno tre mensilità per continuare a garantire l'approvvigionamento.

“La bolletta di luglio 2022 ammontava a 110 mila euro, contro i 40 mila dello scorso anno. Devo fare una fideiussione di 400 mila euro per affrontare l'inverno?! - si indigna Ponso che è titolare di un'azienda agricola a Lagnasco e della cooperativa Ponso Frutta a Saluzzo -. Siamo ad un aumento del 1000% sull'elettricità, con un salto da 4 a 50 centesimi al kWh”.

A questo si aggiungono i costi per i fertilizzanti, per l'irrigazione e per l'imballaggio. Sempre Ponso: “La crisi delle cartiere si riverbera inevitabilmente sui frutticoltori. Il prezzo del cartone varia di settimana in settimana e anche qui non si riesce più ad avere una programmazione stagionale. Se si fermano loro, poi dove mettiamo la nostra frutta? Non possiamo fare ordini eccessivi, le misure cambiano di mese in mese”.

Neanche l'export accorre in aiuto. “La guerra in Ucraina ha fatto saltare tutti gli equilibri. Non c'è più convenienza a comprare frutta in Europa. I problemi per le mele, valgono anche per le pere e varranno fra poco anche per i kiwi. Non puoi neanche salvarti col mercato oltremare. Basti pensare che siamo passati da 2 mila a 10/12 mila dollari a container per il trasporto”, continua Ponso.

Serve un intervento urgente. Lo chiedono tutti, aziende di ogni settore e consumatori. “Noi produttori di frutta stiamo lavorando in perdita. Non è una semplice annata difficile. Arriveremo ad un punto che ci fermiamo. Serve una presa di posizione a livello europeo. Vista la situazione drammatica qualcuno ci deve mettere mano, per forza”, conclude il presidente della Federazione nazionale frutticoltura di Confagricoltura.

Cristina Mazzariello

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