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Politica | 16 settembre 2022, 10:43

Marta Giovannini (Terzo Polo): "Con la caduta del governo Draghi si è aperto lo spazio per un centro serio" [VIDEO]

Candidata alla Camera per Azione-Italia Viva nel Collegio Piemonte 2 la sindaca di Verduno sostiene che il caro energia: "È frutto di una politica energetica in ritardo"

Marta Giovannini (Terzo Polo): "Con la caduta del governo Draghi si è aperto lo spazio per un centro serio" [VIDEO]

Marta Giovannini, sindaca di Verduno e candidata alla Camera per Azione-Italia Viva nel Collegio Piemonte 2 (Cuneo-Asti-Alessandria) spiega il perché della sua discesa in campo con il Terzo Polo.

“Il terzo polo – spiega la candidata Giovannini – trova tutte le sue ragioni nella caduta del governo Draghi. I moderati non hanno da quel giorno più una casa. In questa evoluzione repentina, che ha portato alla fine dell’esperienza con Mario Draghi, si è aperto uno spazio per un centro, serio, che sia capace di dare delle risposte. Quando la gente vuole vedere che i problemi vengono risolti dalla politica di fatto chiede alla politica di essere seria e responsabile. La nostra forza politica non promette l’impossibile, pensando anche a come finanziarlo. Promettere è facilissimo, il problema è che poi bisogna trovare le risorse.”

Andando sui temi di strettissima attualità sul caro energia Marta Giovannini sostiene come la questione sia: “Un problema grave – e continua – È frutto di una politica energetica in ritardo. Noi avevamo un governo che otto anni fa aveva iniziato a sfruttare il gas che noi abbiamo nel mar Mediterraneo. Il problema è stato che poi c’è stata una sollevazione non giustificata da parte di tanti partiti. Da Giorgia Meloni a Salvini, oltre ai dissidenti del Pd. Questa operazione venne ostacolata in tutti i modi. Questo gas che esiste nel Mare Adriatico viene usato dalla Croazia, dove il mare è splendido e non è stato rovinato dall’estrazione del gas. Le cose come è noto si sono aggravate con la guerra. Bisogna ricordare che qualcuno ci ha legato mani e piedi al gas russo. Quello che dobbiamo fare oggi è svincolarci il prima possibile: i rigassificatori sono necessari, ma c’è un’emergenza impellente. E dobbiamo dimostrare che l’Europa è forte, in questo modo noi possiamo contrattare il prezzo del gas. E quindi mettere un tetto e mettere in atto una politica incentivante dell’energia rinnovabile. Bisognerà anche pensare al nucleare di nuova generazione. Noi abbiamo ancora oggi una forza in parlamento che si oppone al dl aiuti sul caro bollette. Occorre votare immediatamente la conversione di questo decreto e andare direttamente incontro alle famiglie e alle aziende.”  

IPE

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