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Attualità | 16 settembre 2022, 16:42

Nocciole: stallo del prezzo e le compravendite non decollano

Se da una parte gli sgusciatori propongono 7 euro a punto resa, dall'altro le cooperative non trovano consona questa proposta. Si cerca un accordo per la tutela dei produttori

Nocciola tonda Gentile di Langa: si spera di sapere presto il prezzo definitivo

Nocciola tonda Gentile di Langa: si spera di sapere presto il prezzo definitivo

Stagione di raccolta nocciole praticamente terminata ma non si sa ancora il prezzo di vendita. 7 Euro punto resa (guscio + frutto): questa è la proposta di prezzo secondo gli sgusciatori sulla quale non ci si è ancora accordati, nemmeno dopo la Fiera di Castagnole. Gli attori sono sempre gli stessi: sgusciatori, cooperative, produttori e industriali. Si spera di capirne qualcosa di più dopo la riunione della Camera di Commercio di Cuneo, fissata per il 19 settembre, in cui si attesteranno i quantitativi acquistati, per giungere ad un valore economico definitivo per un’annata in cui la quantità è bassa ma la qualità alta.

Un prezzo di partenza per ora non elevato ma consono ad un mercato che non è ancora decollato, fanno sapere i trasformatori ai produttori che hanno iniziato comunque a vendere. Un'analisi che non piace alle associazioni cooperative di categoria.

«Il prezzo finale però non è ancora stato deciso - dichiara Aldo Gavuzzo, vice presidente Asco Piemonte – e si spera di arrivare ad una mediazione tra il prezzo proposto dagli sgusciatori e quello che proponiamo noi a favore dei produttori. Ad esempio lo scorso anno si partì da 8 Euro per arrivare a 11.50 Euro il punto resa, un prezzo considerato un pò alto e che creò difficoltà per la concorrenza al ribasso di altre nocciole di origine italiana che viaggiano su 2 o 3 Euro in meno.
La situazione attuale è la seguente: ora si viaggia su circa 8.60 Euro a punto resa su un’annata in cui c’è poca quantità e la lavorazione ha subito un aumento di costi del 30%. Gli sgusciatori, nella persona di Piergiorgio Mollea, fanno sapere che propongono 7 Euro punto resa, un prezzo legato agli affari con le industrie che oltre una certa quotazione fanno difficoltà ad acquistare i grandi quantitativi.
Alla Fiera di Castagnole Lanze non è stato trovato l’accordo, e ora c’è uno stallo perché noi, come i colleghi di Asprocor, non riteniamo sufficienti i 7 Euro punto resa, e faremo il nostro prezzo che verrà discusso il 19 settembre in Camera di Commercio di Cuneo, per rapportarlo alla proposta degli sgusciatori e trovare la giusta media.

Diciamo che bisogna ottenere un prezzo minimo che tuteli i produttori e sia equilibrato per vendere il prodotto che, non dimentichiamolo mai, è di qualità ed è superiore rispetto al turco o a quello coltivato in altre parti d’Italia, per l’ottimo uso che se ne fa. Non dobbiamo rapportarci a nocciole che vengono vendute a 2 o 3 Euro in meno a punto resa. Se guardiamo a questo i 12 quintali/ettaro di produzione, rispetto alla media di 20 quintali/ettaro di qualche anno fa, non sono sufficienti per lavorare con un minimo di margine. Non si può lavorare in perdita, ci vuole buon senso da parte degli attori di questo grande mondo della nocciola».

Livio Oggero

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