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Agricoltura | 17 settembre 2022, 19:23

"Si svigna": vendemmia dentro le mura del carcere albese con la Scuola enologica

Le uve sono state affidate alle mani del professor Enrico Orlando, direttore della cantina sperimentale, e degli allievi delle classi 5ª, che seguiranno la vinificazione e il processo produttivo fino all'imbottigliamento. Valelapena sarà in commercio a partire dalla prossima estate

"Si svigna": vendemmia dentro le mura del carcere albese con la Scuola enologica

Si rinnova il progetto Si svigna, che ormai da anni unisce il carcere G. Montalto e la Scuola enologica Umberto I, con l'obiettivo di coltivare il vigneto di un ettaro presente all'interno della struttura. Con le uve, principalmente Nebbiolo e Barbera, si producono circa 2 mila bottiglie l’anno con il marchio Valelapena che viene vinificato nella cantina sperimentale della scuola albese e poi distribuito al pubblico.

Nei giorni scorsi le uve raccolte sono state conferite e pigiate alla presenza del consigliere con delega all’Agricoltura del Comune di Alba, della dirigente scolastica Antonella Germini, del garante per i detenuti della Regione Piemonte Bruno Mellano, dell'agrotecnico convenzionato con il carcere di Alba, Giovanni Bertello, del responsabile del progetto, Bruno Morcaldi.

La vendemmia 2022 all’interno delle mura della Casa circondariale di Alba è stata ottima e abbondante. Le uve sono state affidate alle mani del professor Enrico Orlando, direttore della cantina sperimentale, e degli allievi delle classi 5ª, che seguiranno la vinificazione e il processo produttivo fino all'imbottigliamento. Valelapena sarà in commercio a partire dalla prossima estate.

Da luglio 2021 il carcere G. Montalto accoglie gli internati del progetto Casa Lavoro. Sono stati loro quest’anno a vendemmiare i filari all’interno della struttura. Una quindicina di loro lo scorso anno ha anche partecipato al corso di operatore che si è concluso con l’esame e la qualifica.

Il vigneto, il noccioleto con 130 piante, il giardino di 8 mila metri quadri, la serra e l’orto di circa 4 mila metri, rappresentano insieme il fulcro del progetto di formazione dentro il carcere legato all’agricoltura e finalizzato agli inserimenti lavorativi. Al progetto collaborano attivamente la Direzione del carcere, con il direttore Giuseppina Piscioneri, l’ente formativo Fondazione Casa di Carità arti e mestieri onlus, l’Istituto Umberto I, scuola enologica di Alba, e Syngenta che fornisce gli agrofarmaci e le sementi, oltre ad aver realizzato attività promozionali legate al’iniziativa, tra cui un libro e alcune mostre.

Il consigliere con delega all’Agricoltura del Comune di Alba sottolinea come il progetto sia un bell’esempio di sinergia in grado di coinvolgere attivamente più realtà del territorio. In una terra come Langhe e Roero sviluppare iniziative con finalità sociale che utilizzano l’agricoltura come strumento di reinserimento lavorativo di persone in difficoltà è un’opportunità e un orgoglio.

comunicato stampa

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