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Cronaca | 20 settembre 2022, 19:15

Sprovvista di biglietto aggredì la capotreno sul Cuneo-Torino: prosciolta per tenuità del fatto

L’imputata, di origini nigeriane, era stata condannata in primo grado a cinque mesi di reclusione e a risarcire la parte civile. Il giudice della Corte d’Appello di Torino l’ha invece ritenuta non punibile

Immagine d'archivio

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Erano le cinque e venti di un sabato mattina del marzo 2019 quando la capotreno C.B. stava facendo il giro di controllo dei biglietti dei passeggeri a bordo del convoglio che da Cuneo doveva partire per Torino. Arrivata all’ultimo vagone, la dipendente delle ferrovie dello stato trovò tre donne di origine nigeriana che ne erano sprovviste. C.B. disse loro che avrebbero dovuto scendere ma una di loro si rifiutò, aggredendola con graffi e spintoni causandole lesioni. Questo costò alla donna, E.T., un rinvio a giudizio al Tribunale di Cuneo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

Alla vittima, i medici dell’ospedale refertarono la botta al collo con cinque giorni di prognosi, ma poi, con le successive lastre, emerse che nell’urto violento contro il sedile, la capotreno aveva riportato una incurvatura della cervicale che la costrinse a due settimane di collare e ad una prognosi da parte dell’Inail di 39 giorni.

L’imputata, assistita dall’avvocato Antonio Vetrone, venne condannata in primo grado a cinque mesi di reclusione oltre al risarcimento di una provvisionale in favore della parte civile di 1500 euro. Nei giorni scorsi, a seguito dell’impugnazione proposta del legale della donna davanti alla Corte d’Appello di Torino, è arrivata la sentenza del procedimento di secondo grado che ha ribaltato il primo esito processuale prosciogliendo E.T. per tenuità del fatto.      

CharB.

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