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Economia | 22 settembre 2022, 13:12

Storia dei Torèt, le fontanelle simbolo di Torino

La parola piemontese "Torèt" significa toretto, ovvero piccolo toro. Ed è proprio il toro il simbolo del capoluogo piemontese, per via della leggenda del Toro Rosso che sconfisse un drago che terrorizzava la città

Storia dei Torèt, le fontanelle simbolo di Torino

La parola piemontese "Torèt" significa toretto, ovvero piccolo toro. Ed è proprio il toro il simbolo del capoluogo piemontese, per via della leggenda del Toro Rosso che sconfisse un drago che terrorizzava la città.

Origini e comparsa dei primi Torèt

Stando all'Archivio Storico di Torino, i progetti inerenti le prime 81 fontanelle verdi di acqua potabile in ghisa risalgono al 1861. Quanto alla destinazione d'uso, queste erano state pensate per dissetare residenti e turisti, innaffiare i giardini pubblici e avevano, inoltre, un ruolo puramente decorativo.
Già da diverso tempo si pensava alla realizzazione di queste fontanelle, almeno dal 1854; fu però l'inaugurazione del primo acquedotto torinese in piazza Carlo Felice del 1859 l’evento che incoraggiò maggiormente il Comune a concretizzare questi progetti, in collaborazione con il Civico Uffizio d’Arte. La vera e propria realizzazione venne affidata a "Martino Pollo fonditore in metalli".
Successivamente la Fonderia Pinerolese di Scarlata Giancarlo con sede a Frossasco, in provincia di Torino, assunse il compito di fabbricare e installare i nuovi Torèt.

Una diffusione sempre più crescente

Dal 1862 in poi, la giunta municipale ha deliberato l'installazione più di 800 esemplari. Prima degli anni Trenta del Novecento, le fontanelle atte a soddisfare i bisogni dei cittadini erano relativamente poche, ma dopo la guerra, diventarono sempre più numerose.
Ma da dove viene l’acqua dei Tòret?
In principio, l'acquedotto del Pian della Mussa forniva l'acqua per alimentare le fontane. Adesso l'acquedotto civico, che miscela l'acqua di sorgente con quella delle falde sotterranee e di una frazione sanitarizzata del fiume Po che attraversa il capoluogo piemontese, ricopre il medesimo ruolo.
Per trovare il Torèt più vicino per rinfrescarsi e dissetarsi è possibile utilizzare una app con le fontanelle d'acqua per sistemi Android. Infatti, nonostante queste fontanelle con la testa di toro siano molto diffuse, è sempre utile avere una guida per trovarle con facilità.
Passeggiare alla scoperta di Torino, una delle città più belle d’Italia, non è stato mai così bello e semplice.

Fonti d'acqua, ma anche d'ispirazione

Nel corso degli anni diversi artisti si sono ispirati ai Torèt per le proprie opere. Per esempio, i ToMach hanno rivestito alcune fontanelle di lamine d'oro, rinominandole "Torot", per valorizzare le stesse e sensibilizzare i cittadini sull'importanza dell'acqua.
Nicola Russo invece ha preso come modello queste fontanelle per le sue tre installazioni TOH, ovvero dei maxi "Torèt". L'artista li ha poi venduti all'asta per ricavarne dei finanziamenti per la ricerca sul cancro.

Richy Garino

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