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Attualità | 24 settembre 2022, 19:56

Gli spadonari del Bal do Sabre incantano Mondovì Piazza [FOTO E VIDEO]

L'esibizione oggi, all'Antico Palazzo di Città, dopo il convegno a chiusura degli eventi estivi del progetto D'Acqua e di Ferro

Gli spadonari del Bal do Sabre incantano Mondovì Piazza [FOTO E VIDEO]

Gli spadonari del "Bal do Sabre" di Bagnasco hanno invaso il cuore di Mondovì Piazza

Grazie alla collaborazione e al supporto del Centro Studi Monregalesi e del Comune di Mondovì, con la moderazione del sindaco di Omea e presidente dell'Unione Montana Alta Val Tanaro, Giorgio Ferraris, oggi pomeriggio, l'antico Palazzo di Città, ha infatti ospitato l'ultimo degli eventi della rassegna estiva organizzata dal progetto D'Acqua e di Ferro, con una speciale tavola rotonda "Un territorio allo specchio - dialoghi sulle tradizioni folkloristiche e sulla cultura popolare fra Alto Tanaro e Monregalese".

Al Nel corso del convegno sono intervenuti il prof. Ernesto Billò, scrittore e studioso, Laura Bonato, antropologa dell’Università di Torino, Beppe Carazzone, sindaco di Bagnasco e Presidente Onorario del Gruppo Folkloristico Bal do Sabre, Cinzia Ghigliano e Marco Tomatis, rispettivamente pittrice e scrittore, profondi conoscitori della tradizione del Carnevale monregalese, Ezio Michelis, rappresentante del CAI –Ormea, esperto di storia e tradizioni montane, che con l’Associazione Culturale Ulmeta, organizza ogni estate la manifestazione folkloristica Patoci e Mascarei a Ormea. 

Un'occasione per raccontare e approfondire storie e leggende che legano la presenza dei Saraceni alla Val Tanaro e al monregalese, con un interessante focus anche su alcune parole che usiamo correntemente in dialetto e che hanno affinità e assonanze con l'arabo. 

 

TRA STORIA E LEGGENDA

Secondo la tradizione il Moro, maschera di Mondovì, ultimo saraceno presente sui territori monregalesi, trova rifugio proprio presso la Torre dei  Saraceni che domina l’Alta Val Tanaro tra Garessio e Ormea. Qui viene assediato dall’imperatore Ottone I che intende scacciarlo definitivamente. Ma grazie ad un compromesso il Moro può tornare a governare sul territorio nel periodo di carnevale. La benevolenza dell’Imperatore è dovuta al fatto che il Moro ha offerto ospitalità e protezione alla principessa Adelasia, figlia dell’Imperatore, fuggita con lo scudiero Aleramo. Con la benedizione del padre la donna può finalmente coronare il suo sogno d’amore. I due giovani fondano l’odierna Alassio e danno origine alla dinastia degli Aleramici.

Da un capo Saraceno all’altro, al Moro fa da controcampo il crudele Ramset che ordinerà la decapitazione del povero contadino Protasio Gorrisio, reo di aver rifiutato la mano della figlia al capo di tutte le orde saracine. La struttura del famoso Bal do Sabre di Bagnasco si snoda attorno alla pubblica esecuzione capitale del povero Protasio, ma in origine il Bal do Sabre era una danza rituale, densa di significati allegorici che rappresentava il risveglio primaverile della natura dopo il letargo invernale. E il risveglio primaverile è rappresentato anche da “J’Aboi e patoci” del Carnevale Storico di Ormea che nasce però sempre in contapposizione alla scacciata dei saraceni dall’Alta valle del Tanaro: raffigura infatti la rappresentazione della storica festa, che i montanari dell'Alta Val Tanaro iniziarono nel X secolo quando riuscirono a sconfiggere e ad allontanare i Saraceni che per almeno 60 anni avevano imperversato.

 

Bagnasco è oggi tra i pochissimi paesi esistenti in Italia ed in Europa ad aver mantenuto in vita questo tipo di danza, grazie all’impegno dei nostri predecessori che l’hanno tramandata di generazione in generazione, apprezzandone a fondo tutto il suo significato e il suo valore.

Arianna Pronestì

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