/ Attualità

Attualità | 27 settembre 2022, 13:13

Terme di Vinadio, qual è lo stato dell'arte? I costi del progetto sono aumentati, ma si va avanti

La società che aveva comprato lo stabilimento nel 2015 sta aspettando l'esito di un bando per ottenere un finanziamento. Si prevede di partire con i lavori di impiantistica. L'ex sindaco Giverso "Quello termale è un settore in crisi. Oggi è difficile fare qualunque previsione"

Render

Render

Con i primi freddi e la prospettiva dell'inverno, quale coccola più gradita di una giornata alle terme? Quando si pensa alle terme, nel Cuneese, non si può che avere nostalgia delle Terme di Bagni di Vinadio, dove lo stabilimento è chiuso dal 2015, quando venne comprato da una società costituita da imprenditori albesi, la Terme di Vinadio srl, pronti a rimetterlo a nuovo. 

Purtroppo, a distanza di sette anni, non ci sono tempi di riapertura.

Il periodo non è dei più semplici, soprattutto per le opere edilizie, con rincari altissimi. I costi preventivati per la rimessa a nuovo dello stabilimento sono aumentati di almeno un milione.

In molti si chiedono: riapriranno mai? Abbiamo ricolto la domanda l'ex sindaco di Vinadio, Angelo Giverso, che ha vissuto da vicino tutta la storia dello stabilimento degli ultimi decenni. Risatina. "Siamo in un periodo in cui è difficile fare qualunque previsione. Io credo che, dato l'investimento fatto, ci sia tutto l'interesse a portare avanti il progetto. Sul quando, non mi esprimo. So che i proprietari hanno fatto richiesta di accesso a dei finanziamenti, che rientrano in un generale bando di rilancio turistico. Penso alle difficoltà di chi investe o vuole realizzare qualcosa: a Vinadio, per ampliare l'area campeggio, siamo costretti a trovare un 20% in più di risorse per coprire i costi, aumentati. 

La stessa domanda l'aabbiamo rivolta a chi è parte in causa: l'architetto Enrico Marengo, che parla per conto di Terme di Vinadio srl. Già a febbraio del 2021 aveva detto che l'intenzione di andare avanti c'era. E lo ha ribadito anche oggi, a distanza di oltre un anno e mezzo. "E' dallo scorso novembre che aspettiamo l'esito di un bando ministeriale, che dovrebbe consentirci l'accesso ad un mutuo agevolato e darci una piccola quota a fondo perduto, per coprire l'aumento dei costi. Speriamo di avere l'esito a breve, il Ministero ha firmato il finanziamento ad agosto", spiega.

I lavori sono andati avanti, in particolare quelli strutturali. "Molte cose sono state fatte, adesso dobbiamo partire con l'impiantistica. L'intenzione di portare a termine il progetto non è mai venuta meno", conclude Marengo.

Il sostegno e l'appoggio dell'amministrazione di Vinadio non mancheranno, consapevole dell'importanza dello stabilimento per l'economia di tutta la valle. Ma non manca una considerazione un po' amara da parte di Giverso: "Il settore termale è in crisi e il Covid non ha di certo aiutato. Ora si sono aggiunti gli enormi costi di gestione, soprattutto energetici. So che anche gli stabilimenti di Acqui Terme sono in difficoltà, così come molti in Toscana. E poi non dimentichiamoci una cosa: il contesto e l'offerta generale del luogo. Anche se quello di Terme di Vinadio diventasse lo stabilimento più bello d'Italia, Angela Merkel andrà sempre a Ischia".

Barbara Simonelli

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium