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Economia | 27 settembre 2022, 18:00

Baravalle: "La Meloni dovrà intervenire subito nel risolvere il “caro energia”, disaccoppiando il costo della luce da quello del gas"

"Questa è l’occasione per la destra di affrancarsi dall’etichetta fascista"

Baravalle: "La Meloni dovrà intervenire subito nel risolvere il “caro energia”, disaccoppiando il costo della luce da quello del gas"

Ieri sera, 26 settembre, ai microfoni di Telecupole,  c’è stato un interessante dibattito, moderato dal giornalista Giulio Botto con il banchiere Giuseppe Ghisolfi, come opinionista in studio, teso a commentare la situazione odierna a 24 ore dai risultati delle Politiche. 


Presente l’imprenditore piemontese Luca Baravalle che si è espresso con estrema razionalità e chiarezza sui temi che affliggono il nostro Paese in generale e a fronte dei risultati delle Elezioni.

“Mi auspico che finalmente si torni a fare politica davvero. In questi ultimi, troppi,  anni ci siamo trovati davanti a persone incapaci e prive di competenze. Si è assistito a un appiattimento verso il basso della classe politica e del nostro Parlamento. Basta leggere i verbali delle commissioni parlamentari  e ci si accorge che c’era gente che non sapeva nemmeno di che cosa stava discutendo, eppure era lì e decideva le sorti del Paese. Ed è per questo che non ci stupiamo se le sorti del Paese sono andate di male in peggio.”

La causa è molto semplice. Facciamoci prima una domanda: chi abbiamo in questo momento che se ha una professionalità,  se ha dimostrato le proprie capacità o ha un’attività che rende e funziona, molla tutto rischiando di finire a fare il  “porta borse”  a un politico o peggio lo “yes man” di turno che deve solo accomodare ciò che gli viene imposto dall’alto? La risposta è: Nessuno. Nessuno fra coloro che ne avrebbero le capacità, ecco il vero problema.

Questo è ciò che succede oggi. Mentre prima, quando c’erano le vere e proprie preferenze, il politico che entrava in una lista si confrontava con gli altri colleghi di partito direttamente sul territorio, portava avanti le proprie idee, le presentava e, se venivano condivise, veniva scelto. Ecco, oggi tutto questo non esiste più, è completamente inesistente.

Abbiamo visto i politici  fare sforzi per questa campagna elettorale? No. Non c’erano nemmeno i manifesti. Tutto fatto da Roma, tutto sulla carta. Tutto si è svolto nei salotti dei vertici dei partiti.

Allora a questo punto è ovvio che chi ha una professionalità, delle capacità, che ha dimostrato di saper fare davvero  qualcosa, si tiene strette le sue competenze e non va a rischiare di perdere credibilità e certezze da un giorno all’altro, in base agli umori di chi gli sta sopra.

Una volta, lo ribadisco, era diverso, uno credeva nei propri ideali, scommetteva su se stesso, si proponeva e se aveva il consenso del territorio allora “andava a Roma”, diversamente restava a casa.”

L’imprenditore prosegue il suo intervento portando  l’attenzione sui problemi reali di oggi e su ciò che ci si aspetta dal neo eletto governo.

“La mia preoccupazione, da imprenditore, è che questo mese sarà lunghissimo per moltissime imprese che rischiano di non arrivare nemmeno a vederlo questo nuovo governo.

La vittoria della Meloni era più che prevedibile. D’altronde è ormai risaputo che l’Italia tenda a premiare l’opposizione in una logica dell’alternanza. Quando le cose vanno male, chi è al governo viene massacrato e chi è all’opposizione di solito porta a casa un risultato migliore alle elezioni successive, finchè la storia non si ripete e si riparte da capo.

Questa volta, però, assistiamo a qualcosa di diverso. Per la prima volta la destra esce dall’angolo e per la prima volta è una donna il possibile Premier.

Giorgia Meloni oggi ha una responsabilità enorme perché ha continuato a promettere per cinque anni e quindi adesso è venuto il momento di mantenere le promesse, dimostrando agli italiano di saper governare una grande Nazione europea, dal momento che viviamo nel cuore dell’Europa  da duemila  anni.

Poi essere “europeisti”  è un’altra cosa che merita un discorso a parte.

Il nuovo Premier dovrà dimostrare di riuscire a risollevare le sorti del paese mantenendo la propria identità e senza mai scivolare sulle accuse di fascismo e atteggiamenti “troppo di destra”.

Forse così finalmente la parola “destra” verrà sdoganata e riabilitata e, magari,  di fascismo non se ne parlerà più e volteremo finalmente questa pagina. Se riuscirà in questi intenti vorrà dire che la destra di oggi è davvero un’altra cosa e non ha nulla a che fare con quella che ottant’anni fa ha messo in ginocchio il Paese.

A prescindere da tutti i ragionamenti possibili, però, la priorità del nuovo governo dovrà essere la risoluzione immediata del   problema del “caro energia” e delle bollette quadruplicate che stanno mettendo in ginocchio le famiglie e le imprese. È un problema gravissimo che sta mandando al collasso il tessuto delle piccole e medie imprese. Il governo, su questo problema, deve intervenire subito.  L’aumento sconsiderato dell’energia elettrica non ha senso e non c’entra nulla con il rialzo del costo del gas. Il prezzo dell’energia elettrica va scisso da quello del gas, attuando un disacoppiamento tra i due costi. Questo è l’unico modo per dimezzare il costo ormai insostenibile delle bollette della luce:  un’azione efficace, secondo me, più rapida e meno onerosa per lo Stato.

cs

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