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Attualità | 28 settembre 2022, 13:03

Disturbi mentali tra giovani e giovanissimi, il dottor Risso: "L'emergenza, anche in Granda, resta altissima"

Nessuna inversione di tendenza, nonostante il ritorno a una vita pressoché normale, a partire dalla scuola. Al "long Covid" si aggiungono l'uso e l'abuso di alcool e droga e la mancanza di fiducia nel futuro

Disturbi mentali tra giovani e giovanissimi, il dottor Risso: "L'emergenza, anche in Granda, resta altissima"

Il grido di allarme della comunità scientifica e medica sull'esplosione di disturbi psichiatrici e mentali tra i giovani e giovanissimi, come conseguenza del Covid e dell'isolamento forzato, è stato più volte sentito. Ma, forse, mai realmente ascoltato.

A dimostrarlo, il fatto che non ci sia stata alcuna diminuzione del fenomeno. I numeri restano altissimi, con un +40% di casi nella fascia di età che va dai 13 ai 24 anni.

Ne abbiamo parlato con il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Cn1 dottor Francesco Risso.

Speravamo in qualche notizia positiva, in una diminuzione dei casi nella nostra provincia, ma così non è. Anzi, alle conseguenze del Covid si sommano quelle del clima internazionale, della guerra, del costo della vita, che mette sempre più in crisi le famiglie. Un quadro davvero fosco quello presentato da Risso. Numeri sempre crescenti e anche impotenza di fronte ad un fenomeno che, nonostante i suoi tanti anni di esperienza, non aveva mai vissuto. "Non avevamo mai assisitito ad un esordio così precoce di disturbi depressivi e comportamentali, con ideazioni suicidarie, deliri, allucinazioni".

Ad essere colpiti sono i soggetti vulnerabili. "Evidenzio che non sono pochi. Ricordiamoci che, tra gli adulti, uno su tre soffre di disturbi mentali. E lo dimostra il grande consumo di psicofarmaci. Tra i giovani manca ancora una statistica, ma i numeri sono davvero importanti".

Ansia per il futuro, difficoltà a scegliere una scuola per mancanza di prospettive o di uno straccio di sicurezza rispetto al futuro, percepito come qualcosa di cupo e carico di angoscia. Cosa farò da grande? Cosa succederà?

Famiglie sempre più in difficoltà econimica, tensioni e liti.

E poi il grande uso e abuso di sostenze, a partire dall'alcool. Ci sono poi le smart drug o il crack, tra quelle più pericolose. "Creano dipendenza immediata e, su cervelli ancora in fase di formazione, i danni cerebrali e le conseguenze sono irreversibili. La maggior parte dei ragazzi che ricoveriamo fa uso di queste sostanze".

La Sanità, come sistema nazionale, è del tutto impreparata a gestire questo fenomeno nuovo e dalle proporzioni fino a qualche anno fa inimmaginabili. Mancano i posti letto dedicati, manca il personale ed è difficile fare prevenzione, per cui si arriva al ricovero quando la situazione è già gravissima.

"Nelle nostre strutture presenti in provincia, abbiamo almeno un giovane o giovanissimo ricoverato ogni giorno. Le Comunità psichiatriche minorili esplodono, non hanno più posti. Quando questi ragazzi arrivano in Pronto Soccorso, spesso necessitano di ricovero. Ma dove metterli, mancando strutture idonee? Non in Pediatria, a parte qualche caso di anoressia. Quindi finiscono nei reparti di psichiatria per adulti, purtroppo. Questo, e lo voglio sottolinerare, è addirittura nocivo e controproducente, a partire dall'ambiente. La situazione è grave. Purtroppo non c'è stata alcuna inversione di tendenza, anzi, si sono aggiunte nuove criticità sociali".

Barbara Simonelli

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