/ Attualità

Attualità | 04 ottobre 2022, 18:53

Dopo mesi di siccità le piogge di settembre: basteranno per salvare la stagione del tartufo?

Quantità modeste ma buona qualità a Millesimo e Montiglio, mentre venerdì Alba inaugura la sua Fiera Internazionale alla presenza del Presidente Mattarella. Ne abbiamo parlato con Antonio Degiacomi del Centro Nazionale Studi Tartufo

Il tartufo bianco: arrivano i mesi della cerca e cavatura (Foto Ente Fiera)

Il tartufo bianco: arrivano i mesi della cerca e cavatura (Foto Ente Fiera)

Il mese di ottobre fa rima con fiere del tartufo, e lo sa bene il Centro Nazionale Studi del Tartufo di cui fanno parte diverse realtà del Piemonte, tutte attente alla tutela di questo prezioso frutto della terra.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba è ormai alle porte, con il taglio del nastro previsto per venerdì 7 ottobre, con ospite il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e apertura al pubblico nel weekend, e ormai tutti si chiedono che stagione sarà per il ricercatissimo Tuber Magnatum Pico dopo un 2021 che sotto questo punto di vista aveva già riservato magre soddisfazioni, con quantità scarse e prezzi attestati tra i 450 e i 500 euro all'ettogrammo.

Ne abbiamo parlato con Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi del Tartufo, che ha analizzato così il 2022 che si sta tuffando nell’autunno: "Nel primo fine settimana di ottobre si sono tenute le prime fiere a Millesimo, in Valle Bormida, e a Montiglio Monferrato, con buon afflusso di persone e con una quantità di tartufi ancora modesta, anche se di discreta qualità. L’annata, come sappiamo, è stata siccitosa, con piogge solo a maggio, giugno e luglio. Le ultime precipitazioni di settembre cambiano un po’ lo scenario e, come negli ultimi anni, solo più avanti potremo valutare come sarà la raccolta. Credo che la qualità non manchi».

Una qualità come fattore determinante che si può ottenere solo con la tutela del prodotto. E le azioni a tal fine non mancano: «Il riconoscimento Unesco per la cerca e cavatura del tartufo, ottenuto a livello italiano alcuni mesi fa - continua Degiacomi - ha portato a un aumento della conoscenza di queste pratiche, e anche gli stessi trifolao sono ancora più attenti nella tecnica e nella tutela della natura. L’interesse da parte non solo delle città del tartufo, ma anche delle comunità è cresciuto e ha portato a una maggiore attenzione verso la necessità di tutela dell’ambiente e di rispetto per la natura.

Se ne parlerà durante la Fiera albese il 18 ottobre, con incontri riservati agli studenti dell’Università del Gusto di Pollenzo e agli studenti degli istituti superiori albesi al Teatro Sociale, per divulgare l’attenzione al tartufo. Il 19 ottobre ci sarà un “ritorno al futuro” in Comune ad Alba dove, nel 2010, era nata l’idea di valorizzare la cerca e cavatura del tartufo. Sarà un momento di celebrazione e riflessione».

E tutto questo sarà messo pratica a breve: «Nell’autunno – conclude il presidente - una decina di aziende aderenti al Consorzio di Tutela Alta Langa poseranno in alcune zone dei loro terreni nuove piante sotto cui nasce il tartufo. Crediamo che questo sia un segnale forte per mantenere e aumentare le aree delle tartufaie e per tutelare le zone di crescita. Come Centro Studi abbiamo collaborato facendo sopralluoghi e danto consigli per la buona riuscita di un progetto molto importante per questo mondo».

Un lavoro fondamentale, quello della tutela, da parte del Centro Studi, il cui consiglio direttivo è così composto: Antonio Degiacomi (per l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero), Carlo Marenda (Comune di Alba), Sergio Vacchetti (Camera di Commercio di Cuneo), Giancarlo Bressano (Comune di Mondovì), Paolo Luzi (Montiglio, Montechiaro-Mombercelli), Piero Botto (Unione delle Associazioni Trifulau Piemontesi), Marco Scuderi (Associazione Commercianti Albesi), Lorenzo Tornato (Associazione Liberi Cercatori di Tartufo Alessandria) e Chiara Cane (Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria). Il direttore generale è Mauro Carbone, il revisore dei conti Gian Paolo Morra e il revisore supplente Domenico Arione. Il Consiglio direttivo, formatosi a luglio 2022, resterà in carica per un triennio.

Livio Oggero

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium