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Cronaca | 04 ottobre 2022, 17:34

Assolto in appello ex agente del Consorzio Agrario a giudizio per appropriazione indebita

L'uomo era stato accusato dall’ente di non avere versato pagamenti per un totale di 128mila euro. Condannato in primo grado a 10 mesi di reclusione, è stato ora scagionato dalla corte torinese

Il tribunale di Torino, palazzo "Bruno Caccia"

Il tribunale di Torino, palazzo "Bruno Caccia"

Mauro Castellino, ex agente del Consorzio delle Province del Nord Ovest, con sede in frazione Ronchi di Cuneo, era stato condannato in primo grado dal Tribunale del capoluogo a 10 mesi di reclusione per appropriazione indebita.

Il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a 8 mesi e 800 euro di multa per quello che definì “un incidente di contabilità che, nel giro di 4 mesi, gli ha fruttato 40mila euro”. Secondo le stime allora prodotte dal consorzio le somme illecitamente sottratte alle casse dell’ente sarebbero invece ammontate a una cifra più alta, circa 128mila euro.

Nei giorni scorsi è arrivata la pronuncia della Corte di Appello di Torino, che ha ribaltato l’esito processuale di primo grado, assolvendo Castellino perché “il fatto non sussiste” e revocando anche le statuizioni civilistiche.Tra 90 giorni le motivazioni della decisione.

I fatti contestati risalivano al 2016. Il presidente del Consorzio, che si era costituito parte civile con l’avvocato Nicola Dottore, nel corso del procedimento di primo grado aveva spiegato come, dopo anni di rapporti regolari con Castellino, che dal 2007 gestiva l’agenzia tenendo rapporti commerciali con i clienti, fossero emersi ammanchi di cassa: “Dalla contabilità risultavano incassi di fatture, ma le somme non erano state versate sul conto del Consorzio, né era stata intrapresa la procedura di sollecito verso i clienti delle somme non incassate. Castellino è stato invitato a pagare quanto risultava non incassato, ma a seguito del suo inadempimento, nel mese di ottobre 2016, il direttivo decise di risolvere il rapporto lavorativo con lui”.

Il presidente aveva anche aggiunto che i 128.000 euro sarebbero stati la somma derivante dalla differenza fra quello dichiarato dall’agente e quanto risultato incassato sul conto corrente consortile insieme all’inventario dei beni rimasti in magazzino.

L’avvocato difensore dell’uomo, Alberto Bovetti di Mondovì, aveva chiesto al giudice del Tribunale di Cuneo l’assoluzione del suo assistito, contestando che “non sappiamo se l’imputato abbia mai incassato quelle somme. Ci sono soltanto annotazioni sul giornale di cassa e successive rettifiche. Firmate da nessuno. Poteva quindi essere modificato e manipolato da chiunque, anche dall’esterno, e potrebbe essere stato fatto proprio in danno di Castellino”.

Argomenti ora accolti dai giudici torinesi, che hanno accolto il ricorso dell’agente, assolvendolo da ogni accusa.

CharB.

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