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Attualità | 05 ottobre 2022, 15:04

Giulio Frangioni e il suo 'Super Tramps Club': "Mi vergognavo di scrivere da solo. Ora sono orgoglioso di 'fare rivista'"

Il giovane autore di origine saluzzese ha fondato il progetto letterario, che ad oggi coinvolge decine di autori nell'uscita di racconti settimanali e produce la rivista cartacea 'Turchese'

La copertina del secondo numero di 'Turchese'

La copertina del secondo numero di 'Turchese'

Si potrebbe - e si dovrebbe, ma non è propriamente questa la sede - dire diverse cose sul mondo delle riviste letterarie italiane, specie su quelle online (la cosiddetta 'Litweb', per chi è pratico). Io ci sono dentro da qualche anno, non molti in effetti, e tra le tante cose a colpirmi sono state la sua vivacità e il fatto che è allo stesso tempo una realtà ampia e ristretta: è facile conoscersi tra autori anche a grandi distanze, ma spesso non si riesce ad avere tanti contatti con quelli che provengono da territori più prossimi.

Come Giulio Frangioni, giovane autore torinese di origine saluzzese e fondatore del progetto ‘Super Tramps Club’, casa editrice che realizza anche la rivista 'Turchese'. Ci siamo conosciuti tramite i social network - appunto - , e subito mi ha stupefatto la qualità generale della sua creazione. Invitarlo a parlare mi è sembrato più che doveroso.

Il Super Tramps Club e le sue produzioni

"Il Super Tramps Club è nato in modo buffissimo - racconta Giulio - : avevo questo sito web dove pubblicavo i miei racconti ma lo tenevo un po’ segreto, non ne parlavo mai con nessuno. Un giorno ho pensato che forse mi avrebbe imbarazzato di meno se, insieme a me, avessero scritto anche altre persone così ho deciso di chiamarlo 'Club' e di ospitare anche altre autrici e autori. All’epoca non conoscevo molte persone che scrivessero, così firmavo i miei racconti con nomi diversi; anche quando mandavo le e-mail per cercare nuove penne, in fondo scrivevo 'Cordiali saluti, Gabriella' o 'Buona serata, Maurizio', sempre perché mi vergognava l’idea di farlo da solo".

STC come 'entità online' ospita oggi decine di autori nazionali e internazionali e produce un racconto alla settimana: "Non siamo soltanto una redazione ma una famiglia di Vagabonde e Vagabondi che fanno della condivisione il proprio punto di forza. E non me ne vergogno più, anzi, non potrei esserne più orgoglioso" continua Giulio.

Il progetto, proprio come Giulio, nasce a Saluzzo e poi si sposta a Torino. Anzi, 'è' una Saluzzo che diventa Torino e che - grazie ad alcuni contenuti specifici come il podcast incentrato sulle storie degli studenti di ogni nazionalità che studiavano in Polonia, a Varsavia - si apre al resto del mondo, per poi ritornare anche Saluzzo nell'ultimo anno con la rubrica 'STC World' (che ospita articoli di attualità e opinione). "Un cerchio che non si chiude".

Grande e approfondita è l'attenzione all'aspetto grafico, di cui ci parla lo stesso Giulio: "Siamo convinti che quando si racconta una storia se si trascura l’aspetto estetico si sta perdendo di vista un importante modo per comunicare la propria narrativa; dev’essere perché siamo nati su una pagina web molto semplice, e abbiamo voluto sfruttare al massimo questo spazio, seppur limitato, fin da subito. Bisogna ingegnarsi per non perdersi neanche un modo per raccontare la propria storia".

"Editoria in difficoltà. Ma, così, le piccole realtà esplodono davvero!"

E raccontare storie è proprio quello che fanno le riviste online e i progetti come STC. In un panorama, quello editoriale-letterario, che seppur in parte sconosciuto - anche al grande pubblico - a un'occhiata più approfondita assume contorni complessi e desolanti.

"Ormai sono anni che sentiamo tutte e tutti lamentarsi dei grandi gruppi editoriali, di Amazon, del sistema che ci schiaccia - dice Giulio - . Ed è vero, se la si guarda in panoramica la situazione è difficile. Ma ha anche portato a una reazione inequivocabile: la piccola editoria come 'Pidgin' e 'Terrarossa', che stanno sfornando veri e propri capolavori, ha tirato fuori i denti e morde dappertutto, ed è una figata".

"Viviamo in tempi straordinariamente interessanti dal punto di vista editoriale, ecco perché 'fare rivista' ha un'importanza assoluta - racconta ancora - : partecipare a questo cambiamento è un onore per noi, soprattutto perché ci sono realtà di qualità assoluta a cui è un privilegio anche soltanto essere affiancate e affiancati, come 'Malgrado le Mosche', 'Crack', 'Colla', 'Bomarscé', etc.".

Uno sguardo a 'Turchese'

'Turchese' è l'incarnazione cartacea del progetto STC. Si compone, ad oggi, di due numeri di cui l'ultimo uscito lo scorso 27 settembre e, nelle parole di Giulio, "ospita dieci autrici e autori incredibili, un traduttore d’eccezione e tanto duro lavoro. C’è, come nostro solito, una decisa ricerca estetica, grazie agli scatti delle nostre straordinarie fotografe, ma anche una voglia di raccontare storie che affondino le lettrici e i lettori, e che ci portino a vagabondare senza fine".

Ma il futuro del progetto STC appare pieno di novità, ancheinaspettate: "L'anno prossimo usciremo con il nostro primo romanzo e alcune altre sorprese che ancora non posso rivelarvi, ma posso assicurare che stupiranno tutte e tutti. Noi per primi".

Simone Giraudi

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