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Attualità | 06 ottobre 2022, 15:45

Costretta a chiudere la casa di riposo comunale di Piozzo, ospiti trasferiti a Carrù

Costi troppo elevati da sostenere a fronte del numero sempre più esiguo di ospiti, impossibile la conversione in RSA. Il sindaco: "Ci dispiace davvero, ma non vi era alternativa"

Foto Google Maps

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Dopo oltre vent'anni di attività è stata costretta a chiudere la casa di riposo comunale di Piozzo: i costi di gestione a fronte di un numero sempre minore di ospiti, non ha lasciato alternative. 

"La nostra casa di riposo era destinata agli autosufficienti. - spiega il sindaco Antonio Acconciaioco - "poteva ospitare fino a un massimo di 25 persone, ma dopo la pandemia i numeri sono crollati, non soltanto per il covid, ma perché chi può ha scelto di tenersi gli anziani a casa, per poterli avere vicino e anche per questioni economiche. Da mesi monitoravamo la situazione, ma per poter proseguire sarebbe stato necessario assumere un'infermiera e trasformarla una RSA non aveva senso: in entambe i casi i costi sarebbero stati insostenibili. Anche aumentare le rette non era praticabile". 

Quando il numero è arrivato a circa dieci ospiti, Comune e cooperativa, non hanno avuto alternative: chiudere. 

"L'unica cosa che rimaneva da fare era affrontare la realtà e cercare la soluzione migliore per tutti. - prosegue il sindaco - "Il personale è stato ricollocato in altre strutture, a seconda delle proprie esigenze e scelte, mentre gli anziani li abbiamo accompagnati nella casa di riposo di Carrù". 

Una decisione sofferta per il primo cittadino che in questi giorni ha aiutato nel trasloco insieme ai volontari e alla Protezione Civile. 

"Ci diapiace per gli anziani che sicuramente sono un po' disorientati per il cambiamento. Purtroppo la pandemia ci ha privati anche di tanti momenti che condividevamo con loro, piccole feste, attività ludico-recreative. Ci dispiace davvero, ma non si poteva fare altrimenti con le risorse che avevamo a disposizione. Per le piccole realtà le possibilità di chiedere aiuto sono poche. Oggi ci sono bandi destinati a strutture dai 50 posti letto in su e si riescono a ottenere cifre sui 30mila euro: diventa insostenibile".

Una situazione triste che, purtoppo, coinvolge tutta la Granda. Solo un anno fa la stessa decisione era stata presa dal comune di Pianfei che aveva deciso di chiudere "Casa Mosè" (RA) convertita poi in residenza sociale

Piozzo avrà ancora in paese la casa di riposo dell'Alba Rosa, mentre la struttura dell'ormai ex casa di riposo comunale in via Carboneri, il cui tetto era stato recentemente sistemato, non verrà lasciata vuota: "La struttura, protetta dal vincolo delle Belle Arti, non verrà lasciata vuota, nei prossimi mesi valuteremo quale potrà essere il modo migliore per riutirlizzarla". 

Arianna Pronestì

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