/ Attualità

Attualità | 07 novembre 2022, 14:01

Mondovì, terzo lotto della tangenziale: alcune riflessioni e prese di posizione

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Michele Bertolino in merito alla lettera scritta dal comitato spontaneo "Amiamo la collina così com'è"

Mondovì, terzo lotto della tangenziale: alcune riflessioni e prese di posizione

Gentile direttore, 

scrivo in merito all'articolo da voi pubblicato dal titolo: “Il comitato "Amiamo la collina" contro il progetto terzo lotto della  tangenziale di Mondovì: "Incompatibile e contraddittorio" merita alcune riflessioni e prese di posizione. 

Scrivo a titolo personale in quanto tutelerò la Sicma s.p.a nelle sedi opportune infatti, pur avendo la vostra testata, opportunamente rimosso il riferimento esplicito all’azienda che amministro dal 1987 questo esisteva nel comunicato integrale del Comitato pubblicato su altre fonti di informazione.

La Sicma, unica industria localizzata nel Borgatto, esiste dal 1962 mentre il sito su cui opera a Mondovì risale al 1906, era una fonderia in passato. Ad oggi occupa, sui due siti produttivi di Mondovì e Cuneo, circa 100 persone. Fattura mediamente 20 milioni di euro e paga oltre 1 milione di euro di tasse anno. I bilanci sono pubblicati sul sito dell’azienda. Fare giornalismo dovrebbe presupporrebbe almeno il dovere etico-morale di verificare la fondatezza di ciò che  si pubblica ma viviamo nel mondo dei social.

Quando avevo 20 anni sulla collina di San Lorenzo vi erano una decina di abitazioni. La prima grande  lottizzazione risale agli anni ottanta, il complesso delle “Farfalle” che qualche ambientalista ante-litteram  battezzo le “Faville” dopo che il cartello pubblicitario dell’opera affisso sulla collina di San Lorenzo andò a fuoco a causa di un corto circuito. La seconda lottizzazione avvenne nei primi anni 2000 e riguardò la zona di  strada vecchia di Frabosa e nei fatti chiuse ogni possibile via per il traffico veicolare pesante da e per la Sicma.

Il comitato si preoccupa della “franosità del versante est della collina si San Lorenzo e fa bene infatti quella parte della collina era chiamata dai vecchi in piemontese “à valanga” e non sarei affatto stupito un giorno di trovarmi una delle case dell’ultima lottizzazione nel cortile della Sicma. Resta il fatto che oggi, dopo la limitazione del carico ammesso sul ponte di ingresso del Borgatto a seguito di 

verifiche statiche ed il senso unico che ne è derivato tra i due ponti, la sola via percorribile per il traffico pesante  da e per la Sicma è la strada che da Mondovì porta a Villanova passando per Niere. (oltretutto con limitazioni  di carico e le giuste rimostranze del comune di Monastero). Questa situazione ci ha portato circa due anni fa ad acquisire un secondo sito produttivo, come già detto a Cuneo, al fine di garantire all’azienda possibilità di  future espansioni ed una più efficiente gestione del ciclo produttivo.

In merito invece alla domanda che il comitato si pone ossia: “Chiediamo inoltre come si possa approvare  “un’agevolazione” così ingente principalmente a favore di una singola impresa quando ciò risulta incompatibile con una distribuzione più equa e democratica di fondi e risorse pubbliche tra tutta la cittadinanza e l’imprenditoria del Monregalese” con estrema chiarezza vorrei dire al sedicente comitato che mai la Sicma ha richiesto a chi che sia trattamenti di favore e che ritengo abbondantemente diffamatoria la loro affermazione. Semmai l’azienda che amministro da oltre trentacinque anni ha subito le inefficienze della politica amministrativa di Mondovì che non è stata in grado di governare il territorio e di dotare un’azienda neppure della viabilità necessaria. Da quando svolgo il mio attuale lavoro (oltre 35 anni) si sono succedute dieci amministrazioni comunali ed almeno quattro progetti di viabilità sostanzialmente diversi tra di loro senza che mai la politica si sia confrontata con l’azienda fino ad arrivare alla soluzione attuale che mi premetto di  dire è anche la peggiore per il nostro utilizzo ma è rimasta l’unica possibile vista cementificazione esistente  che ha portato all’ovvio incremento di traffico veicolare. Personalmente ritengo che in una nazione come  l’Italia che ha oltre sei milioni di persone che vivono in povertà, una sanità pesantemente deficitaria, una edilizia scolastica nel totale degrado i soldi delle nostre tasse dovrebbero essere investiti con occultezza, rigore ed efficienza.

Ritengo anche che il “fiorire” di opere pubbliche sotto la bandiera del PNNR sia abbondantemente censurabile se si vuole fare della reale tutela ambientale e non del mero “greenwashing”. 

Nei prossimi anni infatti vedremo mirabolanti ponti, sperando che non crollino quelli esistenti, inceneritori e centrali nucleari tornare di moda, sperando che un giorno producano energia e non rimangano cattedrali nel 

deserto piene di scorie radioattive come Saluggia, oltre allo sfrenato consumo di suolo.

Infine in merito alla sostenibilità ambientale delle attività produttive ed alla riduzione delle emissioni di CO2 ed altri inquinanti vorrei dire al Comitato che la Sicma ha un saldo netto positivo dell’energia elettrica che consuma autoprodotto in parte da solare ed in parte da idroelettrico in loco e non altrove, inoltre non usa nei suoi processi produttivi solventi ed ha un impianto di verniciatura a base di acqua.

Chiudo io con una domanda a proposito di “greenwashing” cosa ne pensa il comitato della compensazione  delle emissioni di CO2 che permette a chiunque di inquinare in Italia e piantare dieci alberi in Australia oppure di compensare le emissioni economicamente?

Michele Bertolino

 

Al direttore

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium