Cronaca - 09 novembre 2022, 12:37

Quell’orologio sparito nella casa del turista morto, il maresciallo si difende: "Enorme fraintendimento"

Si avvia verso la sentenza il procedimento che ad Asti vede imputato di peculato l’ex comandante della Stazione Carabinieri di Monforte d’Alba

La Stazione Carabinieri di Monforte d'Alba

La Stazione Carabinieri di Monforte d'Alba

Ha voluto rendere dichiarazioni spontanee, spiegando al collegio del Tribunale Penale di Asti (presidente Claudia Beconi, giudici Matteo Bertelli Motta e Roberta Dematteis) che quegli oggetti per la sparizione dei quali il pubblico ministero Donatella Masia l’ha chiamato a rispondere del reato di peculato in realtà sono sempre rimasti nella disponibilità dell’Arma, in attesa di venire restituiti ai parenti del suo legittimo proprietario nella caserma di Monforte d’Alba, ben visibili non soltanto dai militari in servizio presso la stessa, ma anche a diversi colleghi del Comando di Bra che in quei giorni erano passati da quei locali.

In questi termini il maresciallo dell’Arma Atanasio Arena, al tempo comandante della Stazione Carabinieri del centro vinicolo, si è espresso ieri nel corso della nuova udienza del processo che lo vede alla sbarra per la sparizione di un orologio Rolex e di una macchina fotografica, scomparse dall’abitazione di un cittadino dal passaporto irlandese e statunitense che il 25 settembre 2018 si era tolto la vita nell’appartamento alcuni mesi prima preso in affitto nel centro storico del comune langarolo.

Erano stati i parenti dell’uomo, giunti in Italia dopo essere stati avvisati dell’accaduto, a segnalare come dall’abitazione del loro congiunto mancassero quei due preziosi oggetti. Da qui le attenzioni rivoltesi a chi era intervenuto in quella casa nelle ore successive ai fatti e il conseguente procedimento nei confronti del militare, che intanto era stato trasferito ad altro incarico e che ora si difende parlando di "un enorme fraintendimento".

In questa direzione anche quanto riferito dai testimoni della difesa, gli ultimi dei quali sentiti sono stati sentiti nel corso dell’udienza di ieri. "Come annunciato – spiega in proposito l’avvocato cheraschese Massimo Rosso, difensore dell’uomo insieme al legale astigiano Pier Mario Morra sostituito in aula da Giuseppe Vitello - il mio assistito ha inteso rendere dichiarazioni spontanee per fare chiarezza in quello che rappresenta un grave equivoco, un’incomprensione sulle tempistiche di consegna di beni che, come hanno confermato in udienza i colleghi dell’uomo, sono sempre rimasti in caserma"

La prossima udienza del procedimento è stata fissata per il prossimo 20 dicembre per la discussione e la sentenza.

Ezio Massucco

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