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Al Direttore | 12 novembre 2022, 14:27

Gestione ciclo idrico, Comuneroero: "Inaccettabili le proposte avanzate da Sisi"

Il presidente del sodalizio Cuniberto: "Il pagamento del valore residuo a Tecnoedil da parte di Cogesi non produrrà alcun incremento tariffario. La tariffa aumenterà invece del 7,70% nel 2022 e anche nel 2023, secondo quanto deliberato dalla Conferenza dell’Ente di Governo provinciale"

Gestione ciclo idrico, Comuneroero: "Inaccettabili le proposte avanzate da Sisi"

In merito all’articolo dal titolo "La SiSi propone soluzioni per il problema della gestione unica del sistema idrico provinciale", pubblicato su queste pagine lo scorso 5 novembre, riceviamo e diamo spazio a un intervento dell’associazione Comuneroero.

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La soluzione del presidente di SiSi, Leopoldo Foglino, per il problema della gestione unica del sistema idrico provinciale è irricevibile!
Foglino sostiene che ci sia un problema di carattere politico e uno di carattere economico. Si tratta di proposte non accettabili, vediamo in dettaglio perché.

Il problema politico.
Foglino afferma che c’è “un continuo cambio di amministratori in CoGeSi, situazione che non agevola il lavoro”. Affermazione alquanto strana. Il presidente di Cogesi, Emanuele Di Caro, è in carica dal maggio 2019 e lo scorso maggio è stato confermato per altri tre anni fino a fine 2024. Se invece si riferiva ai rappresentanti politici, che come è noto in Italia cambiano spesso, parrebbe strano che questi ultimi possano mettere in discussione una scelta pluridecennale di gestione completamente pubblica (scadenza 31 dicembre 2047), approvata dalla Conferenza dei rappresentanti dell’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale di Cuneo (EGATO4), il 28 marzo 2018, dove votarono a favore 120 sindaci, e solo 53 risultarono quelli contrari.

Sono anni che ci battiamo affinché la gestione dell’acqua della provincia di Cuneo sia interamente pubblica, in linea con la decisione dalla maggioranza del 76% dei Comuni della provincia e con il risultato del referendum del 2011, quando il voto favorevole superò l’80%.

La verità è che alcuni sindaci dissidenti, da Alba a Fossano a quelli del  Roero, hanno presentato numerosi ricorsi, a sostegno di quelli  presentati dal privato Tecnoedil, presso il Tribunale Superiore delle Acque di Roma, creando un danno enorme alla collettività.
I ricorsi li hanno persi tutti (l’ultima sentenza è di pochi mesi fa), ma hanno rallentato di tre anni il processo di pubblicizzazione con danni enormi per i cittadini, i veri perdenti.
Come avrebbero potuto Egato4 e Cogesi procedere con il completamento della pubblicizzazione in presenza di numerosi e rilevanti ricorsi di sindaci e di Tecnoedil, pendenti presso un Tribunale inappellabile?
Nel corso dell’ultima conferenza di Egato4 dell’11 ottobre 2022, alcuni consiglieri e il presidente hanno formalmente richiesto al management dell’ente di ricostruire i ritardi e i costi causati dai ricorsi dei privati e sostenuti da alcune amministrazioni. Lo stesso tipo di analisi dei costi andrà fatta per le spese legali sostenute dai Comuni ricorrenti.  
Ora che tutti ricorsi sono stati rigettati, l’Egato4 e Cogesi possono finalmente procedere con l’avvio della procedura di pagamento del valore residuo (VR) ai privati, estromettendoli così finalmente dalla gestione.

Problema di carattere economico
Foglino dice: “Per completare la pubblicizzazione della gestione dell’acquedotto la CoGeSi deve liquidare al privato uscente il 'valore residuo (VR)' che ammonta a 60 milioni di euro. Si tratta di una somma calcolata sugli investimenti fatti dalle società private che lavorano alla rete idrica e non ancora ripagati dalle bollette dei cittadini. Per rendere totalmente pubblica la gestione dell’acquedotto, la CoGeSi dovrebbe liquidare questa somma ai vari soggetti, ma il consorzio non ne è in possesso. Di fronte a questo quadro notiamo immobilismo da parte dei territori che ho citato prima, ma le proposte di soluzioni non mancano. Stiamo lavorando con un advisor per trovare la soluzione giusta. Diciamo che per noi è sempre valida la proposta di un coinvolgimento da parte dei gestori privati, così da poter dilazionare il pagamento del valore residuo per non arrivare a un indebitamento tale da aumentare le tariffe agli utenti. Sul nostro territorio di competenza, la gestione degli impianti è attualmente affidata alla TecnoEdil, società privata che sta lavorando molto bene e che sarebbe disposta a passare a noi il suo lavoro".

Le dichiarazioni di Foglino sono inesatte e preoccupanti.
Le dichiarazioni sono inesatte perché il Vr non è null'altro che il rimborso al gestore uscente dei costi sostenuti per gli investimenti effettuati, e non ancora ammortizzati, costi già inseriti nella tariffa applicata agli utenti, quindi incassati da chiunque sia responsabile della gestione. Anche la remunerazione del capitale investito (interessi pagati al finanziatore e rendimento sul capitale) è già riconosciuta in tariffa, quindi anche gli oneri finanziari sono già coperti indipendentemente da chi sostenga l’investimento, che si chiami Tecnoedil, Cogesi o Sisi. Inoltre c’è la corsa delle banche a finanziare un investimento garantito al 100% da tariffe regolate, con possibilità che quindi le condizioni saranno sicuramente buone anche in un momento di mercato difficile. Quindi, per questa ragione, il pagamento totale del VR a Tecnoedil da parte di Cogesi, non produrrà alcun incremento tariffario. La tariffa aumenterà invece del 7,70% nel 2022 e anche nel 2023, secondo quanto deliberato dalla Conferenza dell’Ente di Governo della Provincia di Cuneo del 29 ottobre 2022, su proposta di Tecnoedil, a copertura dei costi degli investimenti eseguiti e anche dei maggiori costi di energia elettrica.

Le dichiarazioni sono preoccupanti perché:
• In nessuna delibera di Egato4 è stata mai accennata la possibilità di “un coinvolgimento da parte dei gestori privati, così da poter dilazionare il pagamento del valore residuo”. Cogesi, a fronte del bando pubblicato in marzo, in agosto ha assegnato all’advisor Valecap il compito “di reperire le risorse finanziarie necessarie alla corresponsione del VR ai gestori uscenti e per il finanziamento - anche parziale - del Piano degli Investimenti”. È solo a quest’ultimo che è riferito il pagamento parziale e non al VR!
• Sarebbe ora che gli amministratori marciassero uniti e facessero solo proposte nel rispetto della legge. Ci auguriamo che i presidente di Cogesi, De Caro, e di Egato4, Calderoni, smentiscano le affermazioni del presidente di Sisi e dichiarino la propria indisponibilità a seguire proposte incompatibili con la gestione pubblica adottata in provincia di Cuneo.

Contrariamente a quanto sostiene Foglino, ci risulta invece che le diverse società miste/private (Mondo Acqua, Alpi Acque e Tecnoedil) verranno liquidate o convertite. Per quanto riguarda Tecnoedil, essendo tutta privata, potrà essere liquidata contestualmente al pagamento del VR.

La maggior parte dei Comuni ora in gestione da parte di Tecnoedil, sono già soci della società pubblica Sisi, che si occupa della depurazione, quindi non sarebbe necessario costruire una nuova società e Sisi, con la chiusura di Tecnoedil, si potrebbe occupare dell’intero ciclo idrico.

Basta privati che ronzano attorno a un bene prezioso ed essenziale come l’acqua, interessati solo a distribuire dividendi ai soci anziché reinvestire gli utili nel Servizio Idrico Integrato: se così non fosse, non avrebbero osteggiato così pesantemente il processo di pubblicizzazione.

Sarà interessante vedere quale posizione assumerà il nuovo presidente della Provincia Robaldo, avrà il coraggio di rispettare le scelte dei cittadini o si farà condizionare dall’onda dei sindaci dissidenti succubi dei gestori privati?

Cari cittadini, noi faremo la nostra parte, vigileremo e vi terremo informati.      
                        
Cesare Cuniberto,
presidente Comuneroero Odv

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