/ Schegge di Luce

Schegge di Luce | 13 novembre 2022, 12:01

Schegge di Luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Mauro Donato

Commento al Vangelo della Messa del 13 novembre, XXXIII Domenica del Tempo ordinario

Schegge di Luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Mauro Donato

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». (Lc 21,5-19).


Oggi, 13 novembre, la Chiesa giunge alla XXXIII Domenica del Tempo ordinario (anno C, colore liturgico verde).

A commentare il Vangelo della Santa Messa è don Mauro Donato, sacerdote dell’Arcidiocesi di Torino.

Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella sua riflessione per “Schegge di Luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole nel perfetto stile di don Bosco, che sono come scintille per accendere le ragioni della speranza.

Eccolo, il commento.

Questa Parola di Gesù vuole portare i suoi discepoli all’essenziale della fede; e, attraverso il suo racconto, Luca dà la possibilità anche a noi, pellegrini di questo tempo, di fissarvi l’attenzione.

Il tempio al tempo di Gesù, come una chiesa, la parrocchia, o un santuario per noi oggi, possono essere luoghi simbolici, alcuni particolarmente significativi, in cui ci apriamo al sacro, e, forse, all’unico e vero Dio, che è quello rivelatosi nel Signore Gesù. Ma il luogo, non importa quale, non è la nostra fede, non ne è l’essenza. Gesù qui annuncia la distruzione del tempio, luogo in cui la fede di un giudeo del suo tempo è vissuta nelle offerte e nei riti, luogo sacro per eccellenza; non abbiamo modo di pensare che una tale fine sia imminente per San Pietro a Roma o per qualche altro luogo particolarmente simbolico per la nostra fede (anche se in altre parti del mondo le persecuzioni ci sono state), come lo sarà pochi anni dopo per il Tempio di Gerusalemme; ma possiamo intuire che questi luoghi, anche quelli che oggi ci paiono più saldi, in qualche modo conosceranno un epilogo, una decadenza, se non una distruzione.

Ma il luogo, lo spazio del sacro, non è la nostra fede: ne è solo un mezzo, un aiuto. Infatti, con la passione e la morte in croce è il corpo, e tutta l’umanità di Gesù Figlio di Dio, il nostro nuovo tempio; Lui è l’unico vero mediatore imprescindibile per la nostra fede, che niente potrà sottrarci.

Il tempo delle prove, delle guerre, dei cataclismi, è ogni tempo, salvo brevi periodi della storia di qualcuno. Quel tempo è allora anche questo tempo, il nostro, ed è occasione, per chi ha ricevuto e ha accolto il dono della fede, di testimoniare il Vangelo, perché la fede evangelica è il senso profondo della vita umana di ogni persona di sempre. Anche senza più riferimenti, senza più certezze e sicurezze, l’essenziale non ci può essere tolto: questo essenziale è Lui, Parola di Dio vivente e vissuta.

Perseverando in questa fede, allora, saremo salvati: la nostra vita spirituale, e quindi umana, sarà nella salute dei figli di Dio, in mezzo a qualunque turbinio della storia; e saremo condotti alla salvezza, alla felicità eterna del Regno dei cieli.

Silvia Gullino

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium