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Politica | 14 novembre 2022, 20:37

Mondovì, la famiglia Castagnino tra i "Giusti delle Nazioni"

Dai consiglieri del centrosinistra Laura Gasco, Cesare Morandini e Davide Oreglia un ordine del giorno per impegnare l'amministrazione a sostenere a pratica di riconoscimento dell'onorificenza

Immagine di archivio

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I consiglieri del centro sinistra monregalese, Laura Gasco, Cesare Morandini e Davide Oreglia, hanno presentato un ordine del giorno, da discutere nel prossimo consiglio comunale, per sostenere la pratica di riconoscimento dell'onorificenza di Giusto tra le Nazioni (Yad Vashem di Gerusalemme) per la famiglia di Giovanni Castagnino, che accolse e protesse per un anno e mezzo l'ebreo Marco Levi, direttore della Ceramica "Vedova Besio e figli" nel periodo 1943-1945. 

Giovanni Castagnino, nato a Mondovì nel 1886, carbonaio e agricoltore, noto per la sua generosità nell’accogliere i viandanti, nascose nella sua casa, a rischio della vita ed in forma disinteressata, per diciannove mesi, dall’ottobre 1943 all’aprile 1945, l’ebreo Marco Levi, direttore della fabbrica di ceramica Vedova Besio e Figlio, già colpito dalle leggi razziali del 1938, salvandolo dalla deportazione in Germania. Insieme a Giovanni Castagnino, la sua famiglia: la moglie Maria, le quattro figlie bambine, la sorella Marietta e il fratello Luigi. La casa era isolata, nei boschi sopra Fontane, a Campi Manera, frazione di Frabosa Soprana. Durante il rastrellamento dell’inverno del 1944 Marco Levi fu nascosto in un anfratto poco distante, e sfamato da Maria con rocamboleschi stratagemmi per non destare sospetti. La famiglia subì diverse perquisizioni delle truppe tedesche, che misero più volte sottosopra la casa tenendo il mitra spianato su Giovanni e Maria e sulle bambine, che nonostante questo mai tradirono la presenza di quel giovane uomo che condivideva con loro la frugale vita quotidiana. Evidente è il rischio che la famiglia corse in quell’anno e mezzo, così come sono encomiabili le premure per il giovane ebreo, a cui fu permesso, nonostante la povertà della famiglia, di rispettare le norme alimentari ebraiche (usando ad esempio il tarassaco come “erbe amare” per il pranzo rituale della Pasqua).

In Italia più di 700 persone hanno ricevuto l’onorificenza di Giusto tra le Nazioni (uno su tutti: Giorgio Perlasca), rilasciata dall’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme “Yad Vashem” a tutti coloro che, pur non di religione ebraica, si siano prodigati per la salvezza degli ebrei nel periodo 1939-1945 in tutta Europa. Tra i primi a riceverla, Oskar Schindler, nel 1962.

Il 21 settembre scorso l’onorificenza di Giusto tra le Nazioni è stata riconosciuta a Mario Giordano ed Agnese Laugero nel municipio di Cuneo alla presenza del sindaco Patrizia Manassero, che, analogamente ai Castagnino, ospitarono nello stesso periodo nella loro cascina di Podio Sottano una famiglia ebraica francese.

Anche la famiglia Castagnino merita una tale onorificenza, che possa dare lustro ad una scelta etica e morale limpida, nel segno della resistenza all’odio razziale e della disponibilità a rischiare la propria vita per un mondo di pace e di tolleranza.

Il dieci novembre 2021, giusto un anno fa, il nipote di Marco Levi, Guido Neppi Modona, ha inoltrato la richiesta del riconoscimento di Giusto tra le Nazioni per il nostro concittadino Giovanni Castagnino e per la sua famiglia, allegando la necessaria documentazione. E’ attualmente in corso la fase istruttoria della pratica.

Nel 2023 correranno ottant’anni da quel gesto di generosità, e per la città di Mondovì sarebbe un gesto di grande significato quello di celebrare l’anniversario dell’inizio della Resistenza – che ebbe nel nostro territorio personaggi e vicende di grande spessore ed eroismo – proprio accogliendo la cerimonia del conferimento dell’onorificenza ai Castagnino.

L'ordine del giorno presentanto dal consiglieri ha l'obiettivo di "impegnare il Sindaco, l’Amministrazione ed il Consiglio Comunale tutto a sostenere la richiesta dell’onorificenza, segnalando tale sostegno all’Ambasciata dello Stato d’Israele e allo “Yad Vashem” di Gerusalemme."

"Auspichiamo, - dicono i consiglieri - come deve essere, che la volontà di porre in evidenza un gesto eroico nel segno dell’opposizione alla politica razziale e di persecuzione del nazifascismo incontri il favore e l’impegno di tutte le forze politiche, sociali e culturali che proprio da quella opposizione hanno ricevuto la loro origine e la loro libertà."

 

 

comunicato stampa

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