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Politica | 20 novembre 2022, 14:33

Azione approva il percorso di federazione con Italia Viva

In provincia continuano ad aumentare le adesioni al partito di Calenda-Costa. Si tratta di amministratori provenienti per lo più dall’area di Forza Italia. Italia Viva arranca maggiormente essendo poco organizzata nel Cuneese. Come era successo per il Pd, incombe il rischio “fusione a freddo”

Mara Carfagna e Carlo Calenda

Mara Carfagna e Carlo Calenda

Ieri l'Assemblea Nazionale di Azione ha eletto Mara Carfagna nuova presidente del partito con 83,8% voti favorevoli, 10,6% contrari e 5,6% astenuti. 

Commenta il deputato monregalese Enrico Costa, vicesegretario nazionale eletto nei giorni scorsi presidente della Commissione delle Autorizzazioni alla Camera: "Quando ho annunciato la mia adesione ad Azione mi dicevano che non ci sarebbe stato spazio politico. Questo rischio è stato superato con il capolavoro del progetto di "Italia sul serio", che fa della competenza e del metodo nel fare accadere le cose il suo segno di riconoscimento". 

L'Assemblea di Napoli ha anche deliberato l'accordo di federazione con Italia Viva: il 92,9%  ha detto SI, il 2,4% NO, il 4,7 % si è astenuto.

Inizia dunque anche nel Cuneese il processo federativo che dovrebbe portare alla nascita un soggetto politico, per ora identificato genericamente come “Terzo polo”. Azione, che nell’immaginario collettivo della Granda è il “partito di Costa”, appare di gran lunga meglio organizzato rispetto ad Italia Viva. Continua infatti a registrare adesioni – come documentano i recenti casi di Gianluca Zampedri da Savigliano e Andrea Pedussia da Sommariva - e altre, anch’esse significative, sarebbero in arrivo.

In Provincia è ormai un dato acquisito la possibile adesione della consigliera Anna Maria Molinari, vicesindaco di Castelletto Uzzone, ex Forza Italia, subentrata alla dimissionaria Rosanna Martini di Alba. Un’adesione che porta a tre su dodici il numero dei consiglieri provinciali di Azione in corso Nizza.

Sempre da Cuneo, viene dato ormai per prossimo l’arrivo in Azione di Marco Gallo, sindaco di Busca, l’amministratore che ha lanciato Luca Robaldo, sindaco di Mondovì vicinissimo a Costa, alla Presidenza della Provincia.

A fronte di queste “quasi certezze” che attendono solo il crisma dell’ufficialità, l’interrogativo si sposta sui big, a partire proprio da Robaldo per arrivare fino a Federico Borgna

Il Terzo polo risulta in questo momento particolarmente attrattivo per amministratori comunali di area liberaldemocratica e riformista che, in passato, avevano militato nel partito liberale, nella Democrazia Cristiana o nel partito socialista. Come si articolerà il percorso che porterà ad unico partito tra i due soggetti che hanno come leader nazionali Carlo Calenda e Matteo Renzi, non è però ancora chiaro.

Ciò che è successo in passato nel Pd con la “fusione a freddo” tra la componente ex Pci e quella della sinistra Dc rappresenta più di un timore, specie alla luce di ciò che sta succedendo nel Partito Democratico.

Per restare in provincia di Cuneo, oggi i rapporti di forza tra Azione e Italia Viva sono impari, di gran lunga a vantaggio del partito di Calenda. Con quali alchimie e in virtù di quale declinazione del manuale Cencelli il nuovo partito verrà strutturato?

Giampaolo Testa

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