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Attualità | 22 novembre 2022, 15:05

Chi vive in montagna e reclama un negozio, è stato il primo a spostarsi per fare acquisti

Il lettore replica all'ultimo intervento di Beppe Gandolfo su Targatocn. Una riflessione amara fatta da un commerciante: "Intanto scivolo anch'io verso la chiusura della mia attività..."

Chi vive in montagna e reclama un negozio, è stato il primo a spostarsi per fare acquisti

Un lettore ci scrive e replica all'ultimo intervento di Beppe Gandolfo sul nostro quotidiano on line da titolo "Un market in ogni piccolo comune".

Bandi regionali e soldi per incentivare ad aprire negozi e attività in montagna. Ma ha davvero senso? Questo si chiede la persona che ci ha scritto e di cui pubblichiamo l'amara riflessione.

Buona sera

Sono un commerciante da parecchi anni e leggendo l'articolo di oggi mi sono deciso a scrivere.

La sua visione sulla desertificazione del commercio è un po' miope, anzi ha un intervallo temporale un po' corto.

La desertificazione dei negozi nelle valli e nei paesini è l'effetto di scelte fatte dagli stessi abitanti anni orsono... abitanti che in buona salute, automuniti, hanno scelto per motivi economici, di moda o per altro di acquistare non dai negozi di vicinato ma in altri luoghi o altre realtà.

Ora senza auto o non più pendolari reclamano un negozio di vicinato sicuramente più comodo e più economico. Ma il commercio che reclamano ha ormai scelto altri luoghi e altri spazi... e mi creda, sono convinto non tornerà per molto nelle loro valli o paesini.

A poco valgono queste azioni (che reputo di pura promozione pubblicitaria, tant'è che se è un gestore di più punti vendita sa come funziona il commercio e ne conosce costi e profitti).

Come poco valgono le scelte delle amministrazioni montane che si accollano costi di attività spendendo un sacco di soldi per pochi fortunati per mantenere negozi purtroppo moribondi che provano a vivacchiare per poi chiudere. Quello non è commercio e non è negozio: è vivere di sussistenza sociale (facendo finta di vendere). Sussistenza cara per lo Stato, per i Comuni

I paesi senza negozio sono un punto di arrivo dovuto a molti fattori: molti gli errori dei commercianti che non sono stati capaci di capire e adeguarsi ai tempi.

Ma la causa principale è la scelta degli stessi abitanti di preferire fare la spesa in altri luoghi (non la giudico) e svuotare di conseguenza il loro paese dai negozi di vicinato. Il commercio è l'incontro di domanda e offerta, entrambi liquidi. Quando uno dei due fattori si annulla, il commercio muore.

Sarà forse perché ho ben presente questa regola che tutte le volte che faccio acquisti su Internet o fuori paese mi sento il magone, mi sento in colpa. Ma il tanto, subito ed in promozione abbaglia anche me. Intanto scivolo anch'io verso la chiusura della mia attività e ne sono consapevole.

Ma vi prego, risparmiate parole grida di dolore, collette, o strani e cari progetti

la scelta è stata fatta tanto tempo fa, anche da chi ora si lamenta.

Buona serata

Ggp


al direttore

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