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Attualità | 23 novembre 2022, 13:14

Legalità e cittadinanza attiva al Cfpcemon Mondovì con la consegna della Costituzione ai maggiorenni [FOTO]

Diverse le attività svolte nel corso dell'anno dagli studenti. Giulio Tiraboschi, responsabile della sede monregalese: “Non ci basta formare bravi professionisti, i nostri studenti imparano anche ad essere buoni cittadini"

Legalità e cittadinanza attiva al Cfpcemon Mondovì con la consegna della Costituzione ai maggiorenni [FOTO]

“Non ci basta formare bravi professionisti: quello che cerchiamo di fare ogni giorno è insegnare ai nostri studenti ad essere brave persone, solo così potranno essere davvero eccellenti parrucchieri, cuochi o meccanici.”

Così Giulio Tiraboschi, responsabile della sede Monregalese del Cfpcemon spiega così le tante attività trasversali, e a volte anche un po’ inusuali, che da sempre porta avanti durante l’anno formativo con gli studenti dei corsi di Qualifica triennali IeFP.

La scorsa settimana i ragazzi e le ragazze hanno affrontato il tema della legalità e della cittadinanza attiva con diverse iniziative:

Con il sig. Angelo, papà di uno nostro studente e funzionario che ha lavorato all'interno delle unità investigative costituite dal Ministero dell'Interno a seguito del periodo stragi del 92, hanno parlato di mafia e legalità.

L'Assessore del Comune di Mondovì Alessandro Terreno ha spiegato loro, con un linguaggio vicino e coinvolgente, che cosa vuol dire fare politica nel proprio comune e li ha invitati ad essere cittadini attivi. In chiusura dell'incontro ha poi consegnato la Costituzione agli allievi maggiorenni.

Un’altra esperienza unica è stata assistere allo spettacolo “Cose Nostre” carcere di Saluzzo.

Cose Nostre è il nuovo progetto teatrale della compagnia Voci Erranti in scena nel carcere di Saluzzo, aperto al pubblico in alcune occasione ed in altre offerto, grazie alla Fondazione CRC, alle scuole. Lo spettacolo volontariamente fa riferimento alla mafia fin dal titolo. Si tratta di un tema che spaventa, porta rabbia e indignazione al punto da pronunciarla il meno possibile. Da questi concetti parte il lavoro svolto da Grazia Isoardi e Marco Mucaria, curatori e registi della compagnia teatrale Voci Erranti, un progetto che coinvolge una trentina di detenuti, attori e tecnici.

“Lo spettacolo, e più ancora, l’incontro di domande e risposte con gli ospiti della struttura sono stati momenti forti per i nostri ragazzi che hanno vissuto le due ore con moltissima intensità. – Spiega ancora Giulio Tiraboschi - Io, come Responsabile del CFPCemon di Mondovì, non posso che essere orgoglioso di queste esperienze dove i nostri ragazzi hanno modo di confrontarsi con un mondo che si spera sia sempre molto lontano da loro.

Due cose ci siamo sicuramente portati a casa. Entrare in un carcere, vedere le persone, ascoltare un pezzo dei loro vissuti ha certamente una valenza preventiva nei confronti di tutto ciò che può essere la devianza. Ancora un paio d’ore dopo lo spettacolo, gli allievi parlavano delle loro emozioni, della loro sorpresa, delle domande non poste… agli altri docenti.

Ma c’è ancora un aspetto che mi preme sottolineare. Durante tutto lo spettacolo ho goduto per un pensiero ricorrente nella mia mente: davanti a me non avevo dei carcerati ma degli ESSERI UMANI che stanno pagando per dei loro errori, che nella danza trasmettono la loro voglia di vivere, che nella “parata” finale ci hanno guardati e si sono fatti guardati. Straordinario! Penso alla bellezza di quella camminata. Finalmente dei giovani possono guardarli non come “i cattivi” ma come uomini che condividono la straordinaria avventura della vita al pari nostro. Credo di poter dire che sono sguardi che guariscono, da una parte e dell’altra, così come le lacrime che ho visto scendere dagli occhi dei miei allievi. Si piange perché ci si mette nei loro panni e si soffre con loro. Anche questa è la scuola che mi piace offrire ai nostri allievi.”

comunicato stampa

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