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Eventi | 23 novembre 2022, 16:37

Saluzzo, Nuto Revelli e la sua vita per immagini nella mostra “Ricordati di non dimenticare”

Il percorso in pennelli fotografici alla ex Caserma Musso e banner sotto l’ala di ferro di piazza Cavour. La mostra ripercorre le fasi della vita di Nuto Revelli, entra nella vicenda personale e nella storia del Novecento. Visitabile il sabato e la domenica fino all’8 gennaio

Saluzzo, la mostra fotografica "Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, una vita per immagini”

Saluzzo, la mostra fotografica "Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, una vita per immagini”

“Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, una vita per immagini” la mostra, dopo Cuneo, Torino ed Alba è stata aperta a Saluzzo, il 19 novembre e sarà visitabile nella ex Caserma Musso (piazza Montebello) fino all’8 gennaio, oltre ai banner fotografici sotto l'ala di ferro di piazza Cavour 

Il percorso attinge al fondo fotografico dell’Archivio Nuto Revelli ripercorre la vita di Revelli nelle sue fasi: il giovane ufficiale in divisa, il partigiano a Paraloup ed in Francia, lo scrittore con i suoi testimoni, il marito a fianco della donna che ama, l’amico con cui condividere impegno e convivio. 

C’è la vicenda individuale, ma trasporta in un passato condiviso: nelle fotografie scorre quasi un secolo, la storia del Novecento tra dittature, guerre e rinascita e affiora il dettaglio di chi ne ha percorso ogni tappa con il piglio di  "testimone del suo tempo”  in un cammino di consapevolezza umana e civile.

Nella presentazione Alessandra Demichelis, curatrice della mostra con Paola Agosti e bibliotecaria dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, ha ricordato l’emozione di lavorare tra foto e carte personali, anche con l’obiettivo di cercare qualcosa di nuovo dello scrittore, ricordandone con Gigi Garelli, Direttore dell’Istituto storico della Resistenza la missione che dà il titolo alla mostra. "Ricordati di non dimenticare". 

"Considerava un onore accedere all’Accademia di Modena - ricorda il figlio Marco Revelli Presidente della Fondazione intitolata al padre - dove fu formato per essere una perfetta macchina da guerra e, a poco a poco, i fatti decostruirono questa identità a cominciare dal canto triste dei suoi alpini che, a differenza di lui erano già stati al fronte, fino alla ritirata di Russia dove i suoi soldati deliravano a 40 sotto zero e lui cominciò a maledire il duce, il re, l’esercito.  E’ li che muore l’ufficiale degli alpini, il “najone” e nasce il nuovo comandante partigiano, nasce la missione che si assume dal '46 in poi di dare voce a coloro che voce non hanno: ai soldati vittime delle guerre, a quelli che morirono e a quelli che tornarono rovinati nel fisico, ai montanari e contadini che quelle guerre per primi le avevano pagate e che erano poi stati lasciati ai margini.

Un messaggio contro la guerra, contro tutte le guerre. 

Scelse di raccontare, di testimoniare, il giorno in cui uscì dall’inferno della ritirata di Russia.  “L’ho fatto – diceva Nuto Revelli -  dopo essermi posto il dilemma: o dimentico tutta questa tragedia o ricordo tutto. Dimenticare voleva dire respirare, tornare a vivere, ma era troppo comodo, facile, persino immorale dopo il disastro al quale avevo assistito. E così ho giurato a me stesso: “Ricordati di non dimenticare”. Un giuramento che dura da sessant’anni e non sono stanco di ricordare. Anche se soffro, rivivo sofferenze, tragedie, volti, paesaggi, storie. Non si può, non si deve dimenticare”.

Nuto Revelli fa parte di quella generazione di scrittori, come Primo Levi e Mario Rigoni Stern, che giunsero alla scrittura non per sola vocazione interiore ma trascinati, per così dire, dalla Storia, per dovere civile e morale: per “far sapere” affinché gli orrori di cui erano stati vittime e testimoni non si dovessero mai più ripetere.

Al Quartiere, Ex Caserma Musso, la mostra è visitabile ad ingresso gratuito nei seguenti orari: sabato pomeriggio dalle ore 14.30 alle ore 18.30 e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30. Prenotabile anche per visite delle scuole. Per informazioni: www.nutorevelli.org, info@nutorevelli.org, 375 5914347; Ufficio Cultura, cultura@comune.saluzzo.cn.it.

Completano la mostra banner fotografici all’esterno sotto l’ala di piazza Cavour.

La mostra è  realizzata dalla Fondazione Revelli e dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Nuto Revelli in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in Provincia di Cuneo “Dante Livio Bianco” con il sostegno di: Ministero della Cultura, Consiglio Regionale del Piemonte, Città di Cuneo, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC, Fondazione CRT e il patrocinio della Regione Piemonte.

vilma brignone

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