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Attualità | 24 novembre 2022, 13:11

“Spegnere le luci di notte a Roccabruna è pericoloso”. Il sindaco ribatte: “Dobbiamo risparmiare”

Lampioni spenti da mezzanotte alle 5.30, in quasi tutto il territorio comunale, per ridurre le bollette. Il primo cittadino Arneodo: “Al 30 agosto abbiamo esaurito il budget previsto per il 2022”

Immagine di repertorio - pixabay

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“Da alcuni giorni, le luci pubbliche a Roccabruna vengono spente durante la notte, nonostante siano le ore più pericolose per auto, furti. Succede solo in alcune zone, mentre altre, dove vivono i privilegiati di serie A restano accese”.

La segnalazione arriva da un lettore: “Ritengo il fatto di una gravità estrema, sia perchè i residenti pagano le tasse e sia perchè sono, o meglio dovrebbero essere, tutti uguali. La luce è un bene essenziale, dovuto, sia nel rispetto della sicurezza sia nel rispetto del diritto acquisito pagando le tasse. Se i comuni non riescono a pagarle, non è un problema nostro”.

Una decisione presa dal sindaco Marco Arneodo, come da altri primi cittadini della Granda, per le note ragioni legate al risparmio energetico: Al 30 agosto abbiamo esaurito il budget previsto per il 2022. E questo nonostante si sia lavorato negli ultimi anni sull'abbattimento dei costi, sostituendo l'80% dei corpi illuminanti con la luce a led. Purtroppo non è bastato. L'obiettivo è risparmiare in un momento complicato. Lo facciamo quando la gente normalmente è a letto, da mezzanotte alle 5.30 del mattino, su quasi tutto il territorio comunale”.

È indubbio che lo spegnimento delle luci si presti a una discussione, ma si devono fare delle scelte. Capisco lo sfogo del residente ma c'è anche chi ha totalmente appoggiato questa sceltaconclude il sindaco che ribatte anche sulla questione cittadini di seria A serie B -: Non è così. È un periodo di prova. Ci stiamo tarando per trovare la situazione ottimale. In effetti ci sono strade che andrebbero spente ma sono legate all'illuminazione di una rotonda e su quella vogliamo lasciare la luce. Infatti c'è una linea unica. Studieremo con i tecnici come fare”.

Cristina Mazzariello

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