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Attualità | 26 novembre 2022, 17:51

Cappellini rossi a Mondovì contro la violenza sulle donne. In città anche la mostra "Com'eri vestita?" [FOTO E VIDEO]

Inagurata oggi pomeriggio, in piazza Monteregale, l'esposizione itinerante curata da Amnesty International. Sarà visibile fino all'8 dicembre

Cappellini rossi a Mondovì contro la violenza sulle donne. In città anche la mostra "Com'eri vestita?" [FOTO E VIDEO]

E' ancora lunga la strada da percorrere per la lotta alle discriminazioni e alla violenza di genere, ma anche quest'anno la città di Mondovì ha scelto di essere presente e far sentire la propria voce, attraverso le istituzioni, le associazioni, le forze dell'ordine e i giovani delle scuole. 

Oggi, sabato 26 novembre, a conclusione delle iniziative organizzate in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, che ricorre ogni 25 novembre, si è tenuta la marcia dei cappellini rossi

Un momento per riflettere sulle diverse forme che può assumere la violenza, piaga culturale che intacca le basi della convivenza civile e della società in generale.

Con questi presupposti il Comune di Mondovì ha organizzato, in collaborazione con il Comitato locale della Croce Rossa Italiana, la Consulta comunale femminile Città di Mondovì, il Consorzio per i servizi socioassistenziali del Monregalese e Amnesty International, una serie di iniziative a tema.

"Sono tanti e variegati gli appuntamenti che sono stati proposti a Mondovì quest'anno. Oggi chiudiamo con la camminata dei cappellini rossi: sono un simbolo - ha spiegato Giuliana Turco, responsabile centro di ascolto "L'orecchio di Venere" - riparano dalla pioggia, così come la rete antiviolenza protegge le donne che chiedono e hanno bisogno di aiuto". 

"Una grande emozione poter aprire e partecipare a questa iniziativa - ha aggiunto l'assessore alle pari opportunità, Francesca Bertazzoli - "Inauguriamo una nuova panchina contro la violenza, la terza in città, ma abbiamo anche l'opportunità di ospitare la mostra itinerante di Amnesty International: un'esposizione molto evocativa che ricorda quanto sia importante ricordare che non c'è mai giustificazione alla violenza".

 

 

 

"Bisogna lavorare sulla prevenzione - ha sottolineato Isabella Andreis del Consorzio Socio Assistenziale - "quando l'istinto dice di non fidarsi è bene seguirlo. Non andate all'ultimo appuntamento, all'ultimo chiarimento, chiedete aiuto". 

All'evento, in rappresentanza delle Forze dell'Ordine, che sul territorio comunale lavorano in stretta sinergia con la CRI, l'Orecchio di Venere e i servizi sanitari e sociali, il Tenente Colonnello Ambrosino Tala, che ha ricordato l'importanza di chiedere aiuto: "C'è una rete di operatori sensibili, preparati e pronti ad aiutare con tutti gli strumenti necessari per tutelare la donna che denuncia una violenza".

 

La camminata, iniziata dal parco di Villa Nasi, dove è stata inaugurata la terza panchina rossa contro la violenza, ha attraversato le strade cittadine fino a raggiungere piazza Monteregale dove è stata inaugurata la mostra itinerante ‘Com’eri vestita?’.

Maglioni, jeans, pigiami, tailleur da ufficio e altri abiti comuni raccontano la violenza per smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti.

Da qui il titolo emblematico ‘Com’eri vestita?’, domanda subdola che insinua la responsabilità della vittima e attenua quella del colpevole di violenza.

La mostra, nata nel 2013 da un’idea di Jen Brockman dell’Università del Kansas, gira l’Italia grazie all’Associazione Libere Sinergie, che ne propone un adattamento al contesto socio-culturale del nostro Paese, e all’impegno dei gruppi locali di Amnesty International Italia nell’ambito della campagna #IoLoChiedo.: il sesso senza consenso è stupro”, volta a chiedere un adeguamento della legislazione italiana alle norme internazionali, modificando l’articolo 609-bis del codice penale per considerare reato qualsiasi atto sessuale senza consenso.

L'esposizione sarà presente a Mondovì fino all’8 di dicembre, nuove dati e orari verranno comunicati nei prossimi giorni.

Ricordiamo che il centro di ascolto “L’orecchio di Venere”, dislocato presso la sede CRI di Mondovì, è attivo sette giorni su sette ventiquattr’ore su ventiquattro (con prenotazione al 333.3756238) e collegato al numero nazionale 1522.

Arianna Pronestì

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