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Politica | 28 novembre 2022, 08:55

Racconigi, la minoranza denuncia: “Il sindaco Oderda vuole metterci il bavaglio”

Diventa un caso la questione della regolamentazione delle interrogazioni, che l’opposizione ritiene lesiva dei suoi diritti. “La maggioranza – afferma la capogruppo Patrizia Gorgo – ha paura del confronto. Martedì sera chiederemo di istituire la diretta streaming dei Consigli comunali”

Il Consiglio Comunale di Racconigi

Il Consiglio Comunale di Racconigi

Si annuncia particolarmente vivace a Racconigi la seduta del Consiglio comunale che il sindaco Valerio Oderda ha convocato per martedì 29 novembre alle 19,30.

Una riunione che prevede all’ordine del giorno l’individuazione dell’area comunale per la realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri, la proposta di riduzione della fascia di rispetto cimiteriale e un assestamento di bilancio.

Previsto anche un pronunciamento a proposito della campagna lanciata dalla Coldiretti contro il cibo sintetico.

Ma l’aspetto più interessante, quello su cui la minoranza annuncia battaglia, è il tema che riguarda le interrogazioni.

La maggioranza vorrebbe regolamentarle in maniera più rigida, esigendo che vengano presentate anticipatamente.

L’opposizione ritiene questa scelta lesiva dei suoi diritti e protesta.

“Abbiamo aspettato fino all’ultimo minuto che il sindaco Oderda, come aveva promesso allo scorso Consiglio comunale, convocasse la minoranza per trattare le modalità di presentazione delle interrogazioni e mozioni, ma a due giorni dal prossimo Consiglio comunale – scrive in un comunicato la lista civica che aveva come candidato sindaco Patrizia Gorgo - nulla è stato fatto.

Non ci stupiamo di questo atteggiamento, già ben noto e sperimentato, dialogante nelle parole senza che poi segua alcun fatto concreto. Il tema sulla modalità di presentazione delle interrogazioni, interpellanze e mozioni a Racconigi, offre più spunti di riflessione”.

I consiglieri di opposizione indicano tre punti per sostenere che questa decisione è per loro inaccettabile. 

“Il primo – spiegano - riguarda il rispetto di una tradizione storica e democratica di Racconigi che ha sempre voluto che le domande al sindaco e alla giunta venissero fatte al termine del Consiglio comunale, senza preavviso, dando vita a un dibattito, magari anche acceso, ma sicuramente libero e di qualità politica.

Il secondo, il fatto che se è vero che il regolamento del Consiglio comunale di Racconigi è datato e magari necessiterebbe di una revisione di certo non può essere imposto, secondo convenienza, da una maggioranza che è tale grazie ad uno scarto minimo di preferenze. Trentotto voti che è giusto citare sempre perché dovrebbero ricordare al sindaco che i racconigesi evidentemente non hanno apprezzato l’atteggiamento di chiusura che l’attuale amministrazione ha portato avanti nei primi cinque anni.

Il terzo, la circostanza che il rispetto delle regole non può essere imposto a intermittenza secondo la convenienza e l’opportunità di chi amministra al solo scopo di mettere a tacere la minoranza e cercare di impedire che svolga i compiti che le sono propri, vigilare sull’operato della maggioranza, portare le istanze dei cittadini e dare una attività propulsiva al Consiglio comunale”.

La minoranza evidenzia che “non è la prima volta che accade, già nel 2017, pochi giorni dopo la vittoria, precisamente il 29.6.2017, uno dei primi atti del neoeletto sindaco Valerio Oderda fu quello di obbligare i consiglieri a interagire con gli uffici comunali e quindi, per intenderci, a chiedere spiegazioni e documenti, solo attraverso una richiesta scritta di “accesso agli atti”.

Una norma che, evidentemente – annota polemicamente -, era formulata solo per i consiglieri di minoranza, visto che dai registri del protocollo non ci risultano essere mai state presentate istanze di accesso agli atti da parte dei consiglieri di maggioranza. Delle due l’una: o i consiglieri con delega non si sono mai interessati delle materie a loro affidate o gli uffici sono stati costretti a fare applicare la regola solo con la minoranza.

"Stiamo quindi assistendo – denunciano i consiglieri di opposizione - all’ennesimo tentativo di togliere forza rappresentativa alla minoranza, forse perché la maggioranza ha paura di un confronto, forse perché non ha compreso che il dibattito libero e diretto non viene chiesto per creare sgambetti, ma perché spesso le tematiche sono urgenti, segnalate dai cittadini anche all’ultimo minuto, con un forte bisogno di risposta in tempi rapidi”.

Per il Consiglio di martedì – annunciano - presenteremo una mozione volta a favorire la partecipazione attiva dei cittadini alle sedute attraverso la ripresa e la pubblicazione in diretta streaming del Consiglio comunale come già fanno tutti gli altri comuni vicini e poi, come sempre, chiederemo di poter parlare dei temi che riguardano i cittadini e la nostra città perché noi non consideriamo il Consiglio comunale un mero adempimento burocratico.

Ci verrebbe da dire che nella scuola dei vecchi tempi le interrogazioni non erano programmate, si doveva o almeno di cercava di andare preparati, sempre. “O tempora, o mores!” direbbe Cicerone”.


GpT

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