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Attualità | 01 dicembre 2022, 15:07

Emergenza abitativa in costante crescita: mutui e affitti, fatica a pagare anche chi lavora

Un convegno questa mattina a Cuneo sul tema casa e sulla necessità di aumentare l'edilizia sociale, riqualificando l'esistente. Chi ha meno possibilità economiche vive anche in case meno efficienti e quindi più costose

Emergenza abitativa in costante crescita: mutui e affitti, fatica a pagare anche chi lavora

L'80% degli italiani ha una casa di proprietà. Un dato solo in apparenza positivo, che però non racconta di un'emergenza, quella abitativa, di proporzioni enormi e in continua crescita. 

Stamattina il punto sul tema è stato al centro di un convegno tenutosi a Cuneo e organizzato dal SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) con la CGIL di Cuneo e con la partecipazione della Fillea CGIL e dello Spi CGIL.

“Una casa per tutti utopia o impresa impossibile?” Per la CGIL il sostegno al bisogno primario della casa deve tradursi in un incremento dell'edilizia pubblica e sociale a saldo zero nel consumo del suolo.

"Assistiamo ad un impoverimento delle persone, anche di quelle che lavorano, che non riescono più a pagare il mutuo o faticano a pagare l'affitto. Ma non solo, perché le spese legate ai servizi o le spese condominiali fanno registrate un più 40%. Sono in aumento le persone che si rivolgono ai nostri sportelli. Parliamo di persone che hanno un'occupazione stabile, ma il cui salario non è più sufficiente. Perché questo è il problema principale del Paese: stipendi e salari troppo bassi. I più penalizzati sono i precari, quindi donne e giovani, ma anche i pensionati", ha detto Davide Masera, segretario provinciale della Cgil, in apertura.

Quello della casa è un problema sociale, anche nella nostra provincia solida e competitiva sotto il profilo economico. Ancora Masera: "A Cuneo ci sono più abitazioni che famiglie. Ma queste abitazioni sono spesso non accessibili e così restrano vuote. Basta consumare suolo, biosgna riqualificare le aree dismesse e i quartieri e chiedere dei canoni compatibili con i redditi".

Dani Giuge, segretaria del Sunia cuneese, ha sottolineato come l'edilizia pubblica sia stata abbandonata dalla politica a tutti i livelli, a partire dai Comuni fino ad arrivare allo Stato. "Il 52% delle famiglie denuncia un calo del reddito. Sta aumentando a dismisura la richiesta di edilizia pubblica, ma non ci sono case. Servono canoni calimierati. Il nostro sindacato ha firmato degli accordi in questa direzione con i Comuni di Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Bra e Racconigi. Con le altre amministrazioni la contrattazione non è stata possibile. C'è poi tutto il grande tema dell'efficientamento energetico, sia nel pubblico ma ancor più nel privato, con case che non hanno nemmeno i doppi vetri e che costano tantissimo. Dove non c'è manutenzione c'è degrado e scarsa socialità. Noi chiediamo un canone concordato a livello nazionale, perché la casa è un diritto di tutti".

Marco Buttieri, presidente ATC del Piemonte sud, ha evidenziato come l'agenzia che presiede stia dalla stessa parte del tavolo del Sunia. Ha parlato delle difficoltà economiche e del grande peso che ha sui bilanci il tema della fiscalità, sul quale è necessario intervenire per abbatterne il costo e trasferirlo sulle manutenzioni.

Gabriele Gazzano Presidente Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili di Confindustria), ha parlato del superbonus e di come sia stata "un'occasione persa". Riqualificazione e adeguamenti sismici dovrbebero interessare l'80% del patrimonio edilizio del nostro Paese. "Il bonus era concettualmente corretto, ma un impegno economico così alto andava gestito diversamente. Le aziende non erano pronte ad un lavoro isterico in così poco tempo e infatti sono spuntate aziende in ogni dove, senza le doivute garanzie di serietà e rispetto della sicurezza, che le imprese associate ad Ance devono rispettare. Non è un caso che abbiano preso, alla fine, solo il 20% dei lavori, queste ultime".

Patrizia Manassero, sindaca di Cuneo, ha parlato delle tante risorse e dei tanti progetti realizzati dal Comune di Cuneo, consapevole da sempre che il propblema casa esiste e non è quasi mai slegato da questioni sociali e lavorative. Tra le tante cose, ora c'è grande attenzione al PINQuA, il programma nazionale per la qualità dell’abitare attraverso il quale vengono messi a disposizione di Regioni, Comuni e Città Metropolitane fondi per riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale. Tra Cuneo e frazioni verranno realizzate 100 unità abitative. Il progetto verrà presentato a breve.

Ha concluso la mattinata Stefano Chiappelli segretario generale nazionale SUNIA: "I Comuni in questi anni sono stati lasciati soli insieme a sindacati e associazioni nel fronteggiare l’emergenza sfratti. Non si esce da questa situazione senza o politiche abitative nazionali che mettano al centro la questione casa in affitto a canone sostenibile".

Barbara Simonelli

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