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Attualità | 01 dicembre 2022, 09:30

Nuovo ospedale unico di Cuneo: "Si punta al partenariato pubblico-privato perché mancano risorse immediate"

Cuneo per i Beni Comuni e Cuneo Mia rispondono a quanto sollevato nella conferenza di ieri. E rinnovano l'opposizione "a forme nascoste di privatizzazione del servizio sanitario"

L'ospedale Carle, nella cui area sorgerà il nuovo nosocomio unico

L'ospedale Carle, nella cui area sorgerà il nuovo nosocomio unico

Riceviamo e pubblichiamo la lettera, giunta in redazione, firmata dai gruppi consigliari del Comune di Cuneo Cuneo per i Beni Comuni e Cuneo Mia. Oggetto dello scritto, il commento alle ultime novità del progetto di realizzazione di un ospedale unico per la città capoluogo.

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Premesso che noi manteniamo una posizione di forte contrarietà alla realizzazione di un nuovo ospedale in località Confreria e, al contrario, sosteniamo un intervento di rivitalizzazione strutturale dell’attuale sede con possibilità di ampliamento della ricettività attuale per i motivi più volte pubblicamente esposti, consideriamo con preoccupazione (in base alla letteratura internazionale più attenta sull’argomento), la possibilità che la costruzione del nuovo ospedale e la gestione in affidamento dei servizi extra-sanitari sia delegata a società private mentre sono a disposizione finanziamenti Inail, così come peraltro sono a disposizione 32,5 milioni di euro per interventi antisismici e antincendio e per la rivitalizzazione dell’attuale Santa Croce.

Con la ‘conferenza di intenti’ tenutasi nella mattinata di ieri si è aperto un percorso che in prima battuta dovrebbe consentire all’advisor incaricato dall’Aso Santa Croce e Carle di portare a termine l’analisi di congruità del progetto presentato dai privati, per passare poi a un confronto con l’ipotesi di finanziamento con fondi Inail e sottoporre tali passaggi all’attenzione di istituzioni e associazioni coinvolte nelle prestazioni sanitarie.

È lecito dubitare che la disponibilità finanziaria immediata della società proponente possa avere un peso sul giudizio finale delle istituzioni aggiudicanti, salvo ovviamente il riscontro da parte dell’advisor di gravi incongruenze nel progetto, e del resto in generale questo appare l’indirizzo degli organismi ministeriali che, non ricevendo dai governi adeguate disponibilità finanziarie, sembrano caldeggiare la strada del partenariato pubblico-privato. D’altronde sanità e scuola paiono rappresentare l’ultima delle preoccupazioni di quest’ultima compagine governativa.

Noi continuiamo la nostra tenace opposizione a queste ‘forme nascoste’ di privatizzazione a favore del servizio sanitario nazionale, pubblico e universale, e chiediamo fin da subito un dibattito pubblico sul progetto presentato.

Simone Giraudi

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