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Attualità | 01 dicembre 2022, 18:20

Sabato all'Antico Palazzo di Città inaugura la mostra della pittrice Paolo Meineri Gazzola

Appuntamento il 10 dicembre a Mondovì Piazza

Sabato all'Antico Palazzo di Città inaugura la mostra della pittrice Paolo Meineri Gazzola

Sabato 10 dicembre si apre, all’Antico Palazzo di Città, a Piazza, in via Giolitti n.1, la personale della pittrice Paolo Meineri Gazzola, nata a Mondovì, ma vivente a Cuneo.

È la seconda volta, nel 2022, che la artista si presenta ai suoi concittadini, ma lo fa con una tematica assolutamente nuova e originale. Nella nota artistica Ernesto Billò precisa “torna nell’amata città d’origine con una folta mostra di opere recenti ispirate a temi in parte nuovi per lei ma coerenti con la sua ricerca pittorica. Un percorso caratterizzato lungo gli anni da invidiabile slancio vitale, dall’esigenza e dal piacere di contemplare recondite armonie di natura – fiori, paesaggi...- traendone spunti via via prossimi all’astrazione, tuttavia mai dimentichi del dato reale di partenza.

A rendere questi soggetti con varietà di toni e di atmosfere, con morbidezze, evanescenze e luminosità sono di aiuto una lunga esperienza, un continuo confronto con maestri e colleghi artisti e soprattutto una spiccata sensibilità per il colore. Di qui, “un aperto mondo immaginativo”, a dire di Ida Isoardi; di qui “certe immagini figurative che travalicano i limiti della mimesi realistica e vanno in una direzione metafisica” a dire di Remigio Bertolino; “di qui una propensione lirica e una certa vocazione simbolista più che impressionistica”, come ha un sottolineato Enrico Perotto (anche se si affacciano qua e là specchi d’acque con ninfee care a Monet).

Agli insegnamenti dei lontani maestri Ezzo Chicca e Giovanni Chissotti, agli studi accademici e alla sua stessa esperienza di insegnante, Paola Meineri Gazzola ha aggiunto negli anni stimoli forniti dall’assidua partecipazione a manifestazioni artistiche, a mostre, a rassegne in Italia, Francia, USA, Russia, Polonia…

Particolarmente incisiva l’influenza del gruppo di pittori dell’Associazione Culturale “Magau” di Cuneo animata da Cesare Botto, artista votato più di tutti ad un rigoroso e creativo astrattismo. Di lì viene soprattutto il progressivo accostamento ad elaborazioni astratteggianti favorite dal “pastello morbido”, tecnica esigente e prediletta che consente alla pittrice effetti singolari altrimenti impossibili in fatto di toni, colori, luminosità, trasparenze. Così le colline e le vigne autunnali appaiono adesso simili a fluide ondate; le onde e i riflessi d’acque occupano intere composizioni, e misteriose nebulosità le avvolgono. Dai fondali di laghi traspaiono vite e mondi insospettati, e perfino le rugosità delle cortecce d’alberi assurgono a slanciate evocazioni astratte. E l’appassionata ricerca può attingere altri approdi e riservare altre sorprese.

Intanto può suggerire un richiamo forse incongruo ma suggestivo a taluni versi di Gian Battista Marino che, pur nella loro enfasi barocca, paiono abbracciare il percorso tuttora in fieri di Paola tra realtà e astrazione: “Rustiche frenesie, sogni fioriti, deliri vegetabili odorosi…”.

 

 

 

comunicato stampa

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