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Attualità | 02 dicembre 2022, 12:43

A Borgo l'incontro con Lidia Maksymowicz, una dei pochi "bambini di Mengele" sopravvissuta ad Auschwitz

Appuntamento martedì 6 dicembre alle 18 alla biblioteca civica Anna Frank

A Borgo l'incontro con Lidia Maksymowicz, una dei pochi "bambini di Mengele" sopravvissuta ad Auschwitz

70072 è il numero che Lidia Maksymowicz, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ha marchiato sul braccio. Braccio che Papa Francesco le baciò commosso in un incontro avvenuto lo scorso anno a Roma.

L'attivista e scrittrice polacca sarà a Borgo San Dalmazzo martedì 6 dicembre per presentare il libro “70072 La bambina che non sapeva odiare”, scritto a quattro mani con Paolo Rodari. Appuntamento alle 18 alla biblioteca Anna Frank.

L'evento, organizzato in collaborazione con l'associazione "La memoria viva", era stato annunciato durante la conferenza di bilancio di MEMO4345.

Lidia, aveva tre anni quando venne deportata su un carro bestiame - insieme alla sua giovane madre "colpevole" di aver aderito alla resistenza bielorussa - e poi destinata, nel campo di concentramento, alla "baracca dei bambini" da dove prendeva le sue cavie il dottor Joseph Mengele.

Lidia Maksymowicz è una dei pochi "bambini di Mengele" ad essere sopravvissuta e per molto tempo non è riuscita a raccontare quello che le era accaduto: come sia sopravvissuta, come sia stata salvata da una famiglia adottiva polacca e come abbia vissuto la grande l'emozione a 21 anni di ritrovare, dopo 17 anni, la madre naturale, pure lei sopravvissuta, che non aveva mai smesso di cercarla ma che non poteva raggiungerla perché le divideva la "cortina di ferro".

Lidia, oggi ottantantaduenne, è sempre stata molto restia a parlare di quanto le era accaduto, ma ha da poco deciso di raccontare la sua storia in memoria degli oltre duecentomila bambini che hanno perso la vita ad Auschwitz-Birkenau e che, sino ad ora, erano "stati raccontati" in poche occasioni, ed ha pubblicato un libro intitolato "70072 La bambina che non sapeva odiare. La mia testimonianza" che ha avuto l’onore di accogliere la prefazione a cura di Papa Francesco.

“Lidia Maksymowicz – spiega la sindaca Roberta Robbione - sensibilizzata circa gli eventi occorsi negli anni della seconda guerra mondiale a Borgo San Dalmazzo, in merito alla memoria storica locale legata alla deportazione nonché circa le numerose iniziative sull’argomento - non ultimi l’istituzione del Memoriale della Deportazione e l’apertura al pubblico del nuovo percorso museale MEMO4345 - ha accolto con gioia l’invito del nostro Comune a partecipare ad un evento nel corso del quale, oltre a visitare i luoghi maggiormente evocativi di Borgo San Dalmazzo, incontrerà la popolazione e i ragazzi delle nostre scuole per portare la sua testimonianza di vita”.

"L’Assessorato alla Cultura - spiega l’assessora Michela Galvagno - nell’ottica di coinvolgere la cittadinanza sui temi della guerra e della deportazione al fine di non dimenticare e di trasmettere ideali credibili e concreti sui quali fondare - soprattutto per i giovani - le proprie scelte per il futuro ha pensato di offrire ai borgarini e a chi avrà piacere di partecipare, questo momento di vicinanza e di incontro con Lidia Maksymowicz".


Cristina Mazzariello

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