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Attualità | 05 dicembre 2022, 20:15

Viaggio alla scoperta del PaleoLab, sito di ricerca all'interno delle grotte di Bossea [IL REPORTAGE]

Si tratta di un laboratorio sotterraneo dedicato agli studi sui cambiamenti climatici del passato ed attuali condotto dal DIATI – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino

Viaggio alla scoperta del PaleoLab, sito di ricerca all'interno delle grotte di Bossea

Viaggio alla scoperta del PaleoLab, sito di ricerca all'interno delle grotte di Bossea

Furono le prime grotte ad aprire al pubblico in Italia nel 1874 e oggi costituiscono il più importante laboratorio sotterraneo per lo studio dell'idrogeologia carsica sul territorio nazionale. 

Sono le grotte di Bossea, nel comune di Frabosa Soprana che, oltre ad esercitare un'importante attrattiva turistica, costituiscono il 'quartier generale' del PaleoLab, un laboratorio sotterraneo dedicato agli studi sui cambiamenti climatici condotto dal DIATI – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino, in collaborazione con il Laboratorio carsologico di Bossea del Cai, di Arpa Piemonte e di INRiM.

Un centro di ricerche che si occupa di misurazioni mirate sul campo al fine di studiare e comprendere il paleoclima nella regione alpina.

Si tratta, in realtà, di un “laboratorio diffuso”, con diversi siti di misura principalmente in cavità sotterranee. 

Tre gli ambiti di ricerca che vengono portati avanti con la collaborazioni di diversi gruppi ed enti: la ricostruzione delle variazioni climatiche nelle Alpi Liguri negli ultimi 13mila anni, attraverso gli speleotemi (depositi minerali, ndr) di Bossea, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pisa (Prof. G. Zanchetta); il progetto Ice Cave con Arpa Piemonte, Gruppo Speleo Val Tanaro, Euro Cold Lab del Dip. Scienze dell’Ambiente e della Terra, Università di Milano Bicocca e Barbara Stenni del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell'Università Ca' Foscari di Venezia ed il monitoraggio della temperatura aria-roccia-acqua in funzione delle variazioni di temperatura in superficie, in collaborazione con INRiM, Arpa Piemonte e Laboratorio carsologico di Bossea-CAI nazionale.

[Progetto Ice Cave - Foto credits prof. Bartolomeo Vigna]

Il gruppo di lavoro del PaleoLab, con il prof. Bartolomeo Vigna, Carlo Deregibus e Adriano Fiorucci, trova la sua sede principale nelle grotte di Bossea, dove vengono effettuate campionature e rilievi.

 

Queste grotte risultano particolarmente adatte ad attività di ricerca per molti aspetti, non ultimo la possibilità di essere accessibili a tutti, non solo agli speleologi, ma perché le grotte sono utili per studiare i cambiamenti climatici?

Al loro interno si possono studiare le concrezioni, ossia aggregati di minerali, come stalattiti e stalagmiti, che funzionano come un "database", infatti, essendo parte integrante del ciclo idrologico ne registrano anche le variazioni nella loro composizione chimica ed isotopica, tradotto: sezionando una concrezione si possono osservare diversi strati di colori diversi che si sono formati attraverso il deposito di acqua proveniente dall'esterno e che fotografano non solo il periodo di formazione, ma anche quali caratteristiche aveva il clima in quel dato periodo. 

"Dal 2019 è stata installata una strumentazione che ogni 10 minuti acquisisce il dato della temperatura dell'aria in superficie e il valore dela temperatura dell'acqua, dell'aria e della roccia dentro la grotta." - racconta il prof. Bartolomeo Vigna - "Sulla base dei cambiamenti in superficie con la variazione delle temperature vediamo come si comportano l'acquifero e le rocce; una ricerca che non è portata avanti da nessun altro e costituisce un'importante peculiarità del PaleoLab".

C'è tanto lavoro, ma soprattutto tanta passione dietro a questi studi che, purtoppo, sono poco conosciuti e dovrebbero invece portare anche a un coinvolgimento dei giovani attraverso le scuole, non solo a livello universitario, ma a partire dai primi cicli.

"La ricerca non deve essere fine a se stessa, - prosegue Vigna - per noi è fondamentale far capire ai ragazzi la passione, la bellezza e l'utilità della ricerca per cambiare la mentalità ambientale."


[Le grotte di Bossea - Foto di Bartolomeo Vigna]

Le attività del PaleoLab sono state raccontate in un video che si è aggiudicato il premio “FUTURE EARTH” dell'Earth Future Festival, promosso dall’ UNESCO (leggi qui).

In particolare il video racconto è stato premiato dalla giuria con il primo posto nella categoria di competenza, "Terra Futura" e al secondo posto per quanto riguarda il voto espresso dal pubblico, all’interno di un concorso al quale hanno partecipato quasi mille produzioni audiovisive, provenienti da oltre 90 paesi del mondo.

Arianna Pronestì

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